“Sindaco , aiuti mio figlio…”. E lui prova a violentarla

(Gabriella Mazzeo – fanpage.it) – Si era recata dal sindaco per chiedere lavoro per suo figlio, ma il primo cittadino avrebbe cercato di violentarla. L’apice di una serie di illeciti contestati al sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi: tra questi anche il dirigente di un’azienda ospedaliera corrotto con un fiasco d’olio  e pacchi alimentari donati agli elettori invece che agli indigenti. La procura di Crotone, tramite un’inchiesta, ha così potuto capire alcuni spaccati sulle stanze del potere locali. Coinvolti, oltre al sindaco esponente di Fratelli d’Italia, anche l’ex vicesindaco Francesca Costanzo, l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Ierardi, Marilena Curcio dello staff del sindaco, il tecnico comunale Sebastiano Rocca, un imprenditore edile, un consigliere di maggioranza e il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Crotone.

Nicolazzi è stato denunciato. Attualmente il primo cittadino si trova ricoverato per Covid a Roma. I domiciliari sono invece stati eseguiti nei confronti del vicesindaco, mentre per gli altri è stato deciso il divieto di dimora nei comuni di residenza. Si contestano concussione, corruzione in atti giudiziari, soppressione e occultamento di atti, peculato, falsità ideologica e violenza sessuale.

La tentata violenza

Il fatto sarebbe avvenuto in ufficio nel mese di luglio 2018, dove il sindaco aveva ricevuto una donna disperata praticamente indigente. La cittadina aveva chiesto un posto di lavoro per il figlio disoccupato da anni. A quel punto Nicolazzi avrebbe cercato di rassicurare la donna, proponendole “opportunità” per suo figlio legate però al suo comportamento durante l’incontro. La donna ha quindi chiesto cosa avrebbe dovuto fare per aiutare suo figlio e il sindaco avrebbe chiesto esplicitamente una prestazione sessuale. Avrebbe cercato di rubarle un bacio e metterle le mani addosso. La donna è fuggita prima che potesse accadere il peggio. Il dialogo col primo cittadino è stato registrato da alcune microspie posizionate in ufficio, lì istallate per chiarire i risvolti dell’inchiesta su tentativi di corruzione

La corruzione

Nelle intercettazioni in possesso della Procura di Crotone, si parla di favori e corruzione per funzionari pubblici e dipendenti comunali. C’è chi corrompe un dirigente dell’Asp per evitare di pagare una multa amministrativa sui cantieri comunali e chi usa i pacchi alimentari destinati agli indigenti per fare un dono agli elettori. Nel primo caso si deve tornare al 2018: in un bar di Crotone un tecnico comunale petiliese e due amministratori comunali si sono accordati con il dirigente Tedesco per evitare il pagamento di un’ammenda di 3mila euro fatta al Comune per illecito amministrativo. In cambio? Un fiasco d’olio e un paio di chili di castagne.

I doni di pacchi alimentari, invece, riguarda il primo lockdown, quando le chiusure hanno costretto centinaia di persone a chiudere le loro attività. Ebbene, per ringraziare l’elettorato della coalizione, il sindaco e altri amministratori indagati avrebbero fatto loro dono degli aiuti per i più deboli. Secondo quanto ascoltato dagli inquirenti, vi sarebbero anche state indicazioni per favorire anche appartenenti a cosche di ‘ndragheta locali. Di questo ultimo elemento, però, non sono ancora stati trovati riscontri.

2 replies

  1. .. come era nel principio,
    ora e sempre,
    nei secoli dei secoli.
    Amen

    …abbandonò la sua patria per sfuggire alla dittatura di Policrate e si stabilì a Crotone, in Calabria, dove fondò una comunità filosofica e religiosa che si impegnò direttamente nell’attività politica della regione..

    .. alla fine del sesto secolo, una sommossa, guidata dai nobili locali, cacciò i pitagorici da Crotone. Pitagora si rifugiò a Metaponto dove poco dopo morì.

    Dopo la sua sconfitta si rifugiò nel porto di Caulonia e poi si diresse a Locri, dove gli furono mandati incontro, ai confini del territorio, alcuni anziani. Trovatolo, gli dissero: “Sappiamo, o Pitagora, che tu sei uomo saggio e intelligente, ma noi siamo contenti delle nostre leggi e vogliamo che restino così come sono, tu dunque se hai bisogno di qualcosa, prendila, ma vattene altrove”. In questo modo fu allontanato da Locri; di lì passò a Taranto, dove ebbe la stessa sorte che aveva avuto a Locri e quindi passò a Metaponto.

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  2. La linea della difesa: pensava si riferisse a un ipotetico nascituro e ha cercato di creare i presupposti.

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