Tenete lontani gli uomini dalle donne

(Marcello Veneziani) – L’ultima idiozia del politically correct e del Metoo viene anch’essa dagli States e si chiama catcalling. Riguarda le molestie di strada e in particolare i fischi rivolti alle ragazze che passano, magari mentre fanno jogging, come è stato il caso di Aurora Ramazzotti, la figlia di Eros. Un’usanza, questa, che credevo sepolta in un’era geologica precedente, che risaliva alla mia infanzia in un paese al sud. Farla ora diventare bullismo, elevarla a emergenza sociale, invocare i diritti e il rispetto della persona violata e addirittura attrezzare una macchina giuridica per colpire queste desuete inezie, è il delirio di correttezza del nostro tempo. Anche quest’infimo, volatile apprezzamento è stato usato per dar manforte alla legge Zan riproposta in Parlamento. Un’altra legge speciale per colpire l’omotransfobia, l’oltraggio alle donne e alle cosiddette categorie vulnerabili. Come molti altri passi che l’hanno preceduta, anche questa legge sovrappone un giudizio morale e una certificazione ideologica alla realtà e alla giustizia. Serve per sancire lo spartiacque tra i moderni e gli arretrati, i progrediti e i rozzi, i sensibili e gli orchi; e serve per confermare un’adesione, proseguire la pulizia etica ed esprimere un giudizio morale in forma di legge. A me sembra una nociva idiozia e vi spiego il perché.

Innanzitutto è un atto di sfiducia verso l’ordinamento giuridico, la Costituzione e le legge vigente: è come accusarla di non averci badato, di essere rimasta indietro, superata dal presente, e aver sottovalutato questo aspetto che appare loro così urgente e fondamentale, al punto da porvi riparo addirittura in epoca di emergenza sanitaria. In realtà qualunque vero reato punito dalla legge Zan era già punibile a norma di legge: offendere o violentare una persona non ha bisogno di ulteriori leggi speciali, bastano quelle ordinarie. Gli ordinamenti migliori sono quelli che hanno poche, chiare leggi senza zone d’ombra per le interpretazioni capziose e che possono applicarsi non a specifiche categorie o casi straordinari ma universalmente, per tutti. Sentire il bisogno di una nuova legge è già un atto di accusa verso presunte carenze del nostro ordinamento legislativo e giuridico.

Ma se per colpire i reati commessi da chi viola e offenda le persone per ragioni di sesso e orientamento, bastano le leggi vigenti, allora cosa va a colpire questa legge speciale se non il reato di opinione annesso, inteso come “il brodo di coltura” di tali reati? E cosa di fatto sancisce se non la protezione speciale di alcune categorie, perdendo così l’universalità delle leggi, valevoli per tutti? Ci sono stati, è vero, correttivi alla legge Zan in corso d’opera che ne hanno ridotto la portata liberticida, ma l’impianto resta. E’ una legge puntata contro chi ritene che l’ordine naturale, la famiglia, la realtà della vita siano da salvaguardare dalle ideologie e dalle norme del politically correct. Siamo alla statalizzazione degli orientamenti sessuali, all’intervento pubblico nella sfera intima, al protezionismo omotransessuale di Stato.

Ma c’è un effetto peggiore, che mi pare ancora più grave degli altri due. È il muro di diffidenza che si sta costruendo giorno dopo giorno tra sessi e tra persone. Ne ho avuto ennesima prova dal vivo, conversando con la figlia di un’amica allevata a scuola, dai social e dall’ambiente circostante all’idolatria del Metoo e alla diffidenza verso i maschi. Per la ragazza la cosa più grave che possa accadere è che un ragazzo la infastidisca facendole apprezzamenti. Sono disposte a farsi trattare come pupazzi dal sistema, dalla pubblicità, dalle fabbriche del consenso ideologico; a farsi manipolare e derubare la giovinezza, la bellezza, l’amore, la memoria storica, il sapere, la realtà, la verità, ma guai se i ragazzi feriscono i loro diritti e la loro dignità fischiandole mentre corrono…

Il mondo con gli occhi del Metoo è visto in cagnesco, l’altro sesso è la bestia che insidia la tua dignità. Apartheid di genere, separazione dei sessi. Il teoremino che hanno imparato è: si comincia con le carezze, poi si arriva alle botte. Infatti il tormentone “così cominciò Hitler” vale anche in questo ambito: se qualcuno esprime un’idea difforme la formula per metterlo fuori legge e fuori umanità è “così cominciò Hitler”. Se un partito non conforme ha più voti di tutti, scatta il “così cominciò pure Hitler”. Pubblicheranno la foto di Adolf bambino che fa la prima comunione e diranno “così cominciò Hitler” per suggerire la sequenza inevitabile tra la prima comunione e lo sterminio.

In un fischio a una passante si vede già l’inizio di uno stupro; in ogni apprezzamento si vede il maschilismo all’opera che poi muterà in sessismo e infine in violenza e sottomissione della donna (permessa però agli islamici). Non si distingue più tra corteggiamento e stalking. Se è vero che i femminicidi cominciano spesso da dolci storie d’amore, non è vero il contrario, che lo sbocco delle storie d’amore siano i femminicidi. Decine di casi, e perfino migliaia di abusi, non sono paragonabili a milioni di casi in cui i rapporti di coppia proseguono senza abusi né violenze.

Che società stiamo disegnando con questa sindrome del sospetto e i recinti tra sessi? Il suggerimento sottinteso è: meglio farsela con le persone del tuo stesso sesso, si hanno meno rischi, c’è più feeling. I muri cadono per i migranti ma si innalzano tra i sessi. Quanto incide questa istigazione separatista a rifugiarsi poi in esperienze omosex e lesbiche, ritenute più sicure, non ostili, e perciò favorite da leggi, modelli e campagne pubbliche? Che brutta umanità si sta disegnando con queste leggi del sospetto e con le barriere di genere…

Panorama n.16 (2021)

25 replies

  1. caro Veneziani, tu la chiami “L’ultima idiozia del politically correct e del Metoo”. Io, da sinistra non salottiera ,la chiamo C A Z Z A T A ||||

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  2. Ormai sto volgendo al termine : anche col rimpianto di non esser stato mai oggetto di un complimento , un’esclamazione di apprezzamento , un ammiccamento , un rapido toccamento o simili, da parte di una donna e dire che non sono mai stato affatto respingente,anzi. Quindi è vero che c’è discriminazione di genere !! ed ad esserne vittime siamo noi maschi !!!!!La vulgata del politicamente corretto ci toglie anche il diritto di lamentarci di cio’.; ma attenzione a ” passare di parrocchia”!! siamo sempre su un crinale strettissimo e pericoloso.

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  3. “Quanto incide questa istigazione separatista a rifugiarsi poi in esperienze omosex e lesbiche, ritenute più sicure, non ostili, e perciò favorite da leggi, modelli e campagne pubbliche?”
    E con questo, Veneziani, ti sei tradito per quello che sei.
    Un coglione che pensa che essere omosex e lesbiche (???) sia una scelta e/o avere esperienze in tal senso sia riprovevole e IL MALE , rispetto alla famiglia” naturale”, invece che scelte personali e non sicuramente caxxi tuoi.

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    • Anail avevo colto anch’io quel passaggio dell’articolo del nostro simpaticone.e mi hai tolto le parole di bocca. Brava,
      non avrei saputo farlo meglio.

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    • X Anail. Perché, dove sarebbe il vantaggio sociale nel costruire steccati tra le relazioni etero e nel fare l’occhiolino alla cultura filo-omosex (detta anche ‘gender’) che fanno adesso i politicamente corretti?

      Un mio amico si è lamentato già qualche anno fa: non posso fare dipinti di nudo femminile, perché a quanto pare le donne non devono essere più apprezzate dagli uomini.

      Aveva ragione.

      E te con il tuo commento, dimostri di non avere capito un cavolo di quello che ha detto Veneziani.

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      • Alessia,
        Quindi tu dai per scontato che tutto quello che ha scritto costui risponda al vero, solo perché hai avuto quell’ unica esperienza?
        Cioé tu VEDI steccati tra le relazioni etero e occhiolini…a che cosa? Alla cultura omosex? Non detta assolutamente GENDER, che, ti assicuro, ha TUTT’ALTRO significato? (riguarda la non concordanza tra il SESSO biologico e il GENERE, cioè l’identità sessuale che si sente come propria).
        Io non cambio certo la mia identità sessuale in base agli eventuali “occhiolini” e se qualcuno intendesse avere esperienze di diverso tipo (omosex), non vedo che cosa possa interessarvi, e come vi permettiate di giudicare negativamente, tu e Veneziani, che NOTORIAMENTE, non è certo un tipo dalla mentalità aperta.
        Se non te ne se mai accorta PRIMA, oltre che da questo articolo, temo che chi NON HA CAPITO UN CAVOLO di che cosa dice sempre, e qui velatamente, Veneziani, sia TU, a meno che il suo tipo di concezione retrivo della società, della famiglia, del sesso, non appartenga anche A TE.

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      • Alessia
        Ti restringo la frase che Anail e di riflesso io abbiamo commentato:”rifugiarsi poi in esperienze omosex e lesbiche”.
        E’ solo questo passaggio che abbiamo commentato e non tutto l’articolo che espone obiettivamente anche cose vere.
        Ma secondo te potrebbe mai un etero rifugiarsi in esperienze omosex o lesbiche per il solo fatto che il rapporto fra i sessi fosse ingessato?
        Il virgolettato dimostra la mentalità reazionaria, retriva e superata che non tiene conto delle conoscenze odierne sull’omosessualità.

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  4. Mamma mia che minestrone! Manco il beone aveva fatto tanta confusione e lui ha sempre la scusa del grappino!
    Comunque Veneziani si è superato col fischio che non è stalking (e non lo è!) ma è corteggiamento. Ma chi hai corteggiato Marce’?

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  5. Veneziani è illeggibile ma sono rimasto colpito dalla foto e una considerazione sincera sull’argomento la vorrei fare.
    Pur essendo contrario al catcalling non sono affatto contrario ad una frase galante detta con garbo e al momento giusto, perché la vita mi ha insegnato che non è prevaricazione o mancanza di rispetto. Le reazioni, nelle rarissime occasioni i cui mi è capitato difarlo, non erano infastidite ma compiaciute.
    Il problema quindi non riguarda il “cosa” ma il “come”.
    Ma poiché l’approccio spesso assume forme volgari ed aggressive, ritengo che sia meglio evitarlo tout court.
    Chi ora si complimenta con una donna per le sue belle gambe, in genere lo fa per il piacere di esaltare la sua bellezza e non come tentativo di approccio. Non si rimorchia con queste tecniche risalenti alla seconda metà dell’ottocento.
    Se alle donne non piace, non ha proprio senso farlo, è controproducente.
    Non piace a loro e non conviene a noi.
    Fine del problema.

    Ma, tornando alla foto, lo condannereste quell’uomo che si è dimostrato così FRAGILE e VULNERABILE da non riuscire a trattenere lo sguardo rivolto a quella fantastica donna, con quel vestitino leggero e svolazzante, un bel viso, un corpo fantastico, un culo da competizione?
    Intendiamoci, quella donna può essere bella per tante altre cose (non fisiche) che il suo partner potrà apprezzare, un passante no.

    Io non me la sento onestamente, e non per un meccanismo di identificazione ma perché una occhiatina di sfuggita non toglie nulla alla libertà e alla dignità della donna.

    Mi auguro che questo fenomeno non si estremizzi al punto da far sentire in colpa l’uomo anche per uno sguardo fugace.
    Altrimenti dovreste fare come le donne arabe, sotto i vestiti che non lasciano intravvedere nulla non disdegnano biancheria intima osé.
    Ma se hai un fisico esplosivo e te ne vai in giro con tutine aderenti più sfacciate di un nudo integrale, puoi lamentarti se qualche uomo ti lancia un’occhiata?

    Prendetevela con il padreterno che ci ha condannato a queste reazioni pavloviane.
    Del resto non esiste la reciprocità nel gioco degli sguardi?

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    • E se noi umani non c’entrassimo niente e fosse solo colpa di percentuali di estrogeni e testosterone ?

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      • Sì, è questione di testosterone del tutto naturale, ma se unita all’ignoranza e volgarità gli effetti sono aggressivi.
        Bisognerebbe trovare modalità rispettose, non precludere qualsiasi modo facendo rientrare tutto nel calderone catcalling.

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      • La beluinità è incompatibile con civilltà ed umanità . A proposito : perchè “gattochiamata”?

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      • Giuseppe del zotto
        catcall già a partire dalla seconda metà del Settecento per indicare rispettivamente l’atto di fischiare a teatro gli artisti sgraditi e il fischio di disapprovazione stesso. Il sostantivo catcall, nel significato originario di ‘verso che i gatti fanno di notte’, è attestato dalla seconda metà del Seicento.
        da “accademia della crusca”

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  6. Fischiare, fare versi,
    al di là delle norme.
    Che truzzi!
    Una così non ha fede, e non può che andare per negozi e boutique, e io ci sarò!
    Ngul’ a u Covis!

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  7. Non conoscevo l’origine del termine, certo è che se ci riferiamo al senso preciso di quella parola, un fischio è puro catcalling!
    Sono finiti i tempi in cui ci si sentiva giustificati “se a fischiare è pure Frank Sinatra nei sui film…”
    Resta solo da capire se anche l’occhiata di sfuggita può rientrare nel catcalling, come suggerisce la foto. Ma non dovrebbe, non c’è nessun fischio, nessuna parola, insomma nessuna call.
    Speriamo che presto non si inventeranno anche il whatchingback 😀

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    • Eh, no caro amico !! L’occhiata ? altrochè !!! è un mobbing bello e buono ! ed il semplice pensiero ? Dici semplice ?Nooooo, è chiarissimamente una violenza sessuale; se dura piu’ di 3 secondi prelude allo stupro !!! Poco tempo fa è morta mia zia zitella novantenne, invocando un uomo. Boh!!!

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