Fondi. Ok al Safe per caccia e difesa aerea, in dubbio il voto in aula. Il forzista confessa mentre il governo litiga pure sugli aiuti a Kiev

Nove miliardi per F-35 e anti-missili. E Tajani: “O il riarmo o il sociale”

(estr. di Lorenzo Giarelli e Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – […] Dopo mesi di melina, l’Italia ha chiesto all’Unione europea circa 9 miliardi di prestiti – i cosiddetti Safe – per investire in armi. Soldi che serviranno per la parte “hard” del riarmo, caccia e Eurofighter soprattutto, e su cui il governo potrebbe anche decidere di evitare un passaggio parlamentare ad hoc. Del resto il tema in maggioranza è un nervo scoperto per molti, soprattutto nella Lega, ma l’impopolarità della mossa è nota anche dentro Forza Italia, nonostante su Kiev e riarmo abbia sempre votato tutto con convinzione.

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Non sfugge però la dichiarazione con cui il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, annuncia l’adesione al Safe (arrivata con una lettera a Bruxelles), specificando che dei 15 miliardi “prenotati” all’Ue ne prenderemo un po’ meno: “Abbiamo deciso di utilizzare meno risorse del fondo perché in questo momento serve investire di più in sanità e in politiche sociali, la crisi che è nata dalla guerra in Iran ha portato dei cambiamenti”. Come a dire: con responsabilità, il governo toglie soldi alle armi per darli al welfare. In realtà, Tajani finisce così per sconfessare Giorgia Meloni, che da sempre si sgola per non mettere in correlazione le spese per la difesa con quelle destinate al sociale, assicurando che il riarmo non incide sulle risorse a disposizione per altri settori. E allora quello di Tajani si rivela un boomerang, perché invece che tranquillizzare gli elettori (che tutti i sondaggi danno contrari al riarmo) li induce a credere che senza questi 8,9 miliardi di Safe le spese sul sociale sarebbero potute essere superiori.

Resta la decisione politica. Fonti di governo di primo piano spiegano che i prestiti europei sono un meccanismo di finanziamento che sarà utilizzato per programmi già previsti: secondo quanto risulta al Fatto, nella lettera inviata a Bruxelles vengono indicate genericamente alcune priorità di spesa, a partire dalla difesa anti-aerea e degli aerei da combattimento. Tra i programmi per cui potrebbero essere utilizzati i 9 miliardi ci dovrebbe essere, secondo una fonte a conoscenza del dossier, una nuova commessa di 24 Eurofighter e, probabilmente, anche di F-35. Non è chiaro se qualcosa andrà alla fine anche a finanziare il Gcap, il caccia di sesta generazione prodotto da Italia, Giappone e Uk. Priorità sarà data anche alla difesa anti-aerea e anti-drone. Difficile che vengano finanziati i programmi di carri da fanteria.

Non è chiaro se sul tema ci sarà un passaggio alle Camere: per legge non è previsto, considerando che il Safe è un meccanismo di finanziamento, ma Giorgetti si era impegnato a garantirlo. Probabile che alla fine le linee di indirizzo sul Safe saranno inserite nella mozione parlamentare di settembre sullo scostamento di bilancio. Passaggio non facile per la maggioranza, visto che ieri il senatore leghista Claudio Borghi ha scritto un post per “sconsigliare” al governo il Safe, mentre nel Pd Piero Fassino è l’unico a esultare: “Meglio tardi che mai”, dice.

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A preoccupare la Lega però è il 13° pacchetto di aiuti a Kiev che conterrà moduli italo-francesi per i Samp/T di nuova generazione: “Le priorità sono altre”, ha detto Borghi. “Stupisce non si sia capita la situazione”, replica Crosetto. Nel decreto potrebbe essere inserita la licenza a Kiev per produrre Samp/T e le opposizioni hanno protestato contro il nuovo pacchetto di aiuti (Vannacci e M5S su tutti). Crosetto ha firmato una nota per dire che “la disponibilità offerta, con francesi e inglesi, di fornire all’Ucraina la tecnologia per costruirsi, da soli, una difesa aerea, non è una novità ed è stata una scelta di buonsenso”.