L’elemosina alle imprese. Sostegni da fame alle partite Iva piegate dalla crisi

(Laura Tecce – lanotiziagiornale.it) – Due pesi e due misure o, se si preferisce, figli e figliastri. Cambiano i governi e le stagioni politiche ma non l’andazzo nel nostro Paese. Da una parte i soliti noti, quelli che la sfangano sempre, i “garantiti”, la casta dei privilegiati a vario titolo, quelli che percepiscono sussidi statali pur non avendone diritto. E quelli che in qualche modo i diritti se li arrogano comunque.

L’elemosina alle imprese

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il caso degli ex parlamentari che hanno avuto problemi con la giustizia. E si sono visti sospendere per decreto nel 2015 il vitalizio e riavranno l’assegno mensile grazie ai ricorsi (vedi pezzo). Dall’altra, il grido di dolore che si leva dalle piazze – spesso dimenticate dai Palazzi – che nelle ultime settimane con manifestazioni e proteste più o meno turbolente hanno fatto sentire la loro voce. Commercianti, artigiani, ristoratori, baristi, albergatori, proprietari di palestre, tutti i settori che vivono di turismo, lavoratori dello spettacolo e tutto l’indotto.

Insomma l’ampio e variegato popolo delle partite Iva che nell’ultimo anno ha subito l’arresto dell’attività per decreto o vari stop & go (come parrucchieri ed estetiste, solo per citarne alcuni) che certo non hanno migliorato molto la situazione. Anche perché il cambio di governo ha rallentato l’arrivo delle risorse stanziate e per mesi migliaia di lavoratori sono rimasti senza entrate e senza cassa integrazione. Anche per via dei ritardi della burocrazia che in Italia rappresenta da sempre una zavorra non indifferente. Grazie alla velocizzazione dei processi di pagamento dell’Inps, la situazione da ottobre è nettamente migliorata. A marzo 2021 poco più di 17mila persone attendevano il pagamento di gennaio, mentre a novembre in questa condizione erano in circa 26mila, a ottobre quasi 66mila, a inizio settembre poco più di 77mila mentre a inizio luglio erano addirittura 194mila e mezzo.

Sostegni da fame alle partite Iva piegate dalla crisi

Ma in ogni caso, seppur come affermato dal premier Draghi, il governo pone al centro “l’obiettivo della crescita economica” e con il nuovo scostamento di bilancio e l’autorizzazione ad altri 40 miliardi in deficit sarà finanziato un provvedimento con alla base una “visione espansiva per le imprese e l’economia”, sarebbe pura utopia pensare di risollevare le sorti di settori in ginocchio con gli aiuti di Stato, anche perché questi miliardi verranno spacchettati in più voci. Cinque miliardi dovrebbero essere destinati al fondo pluriennale dei progetti esclusi dal Recovery plan, il resto dovrebbe andare alle imprese ma ai ristori veri e propri (cioè a fondo perduto) dovrebbero andare 20 miliardi o poco di più rispetto agli 11 del precedente decreto Sostegni.

Peraltro è lo stesso ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a riconoscere che il tipo di sostegno messo in campo col precedente decreto “basato sulla riduzione del fatturato non è totalmente equo, in quanto la valutazione corretta dovrebbe basarsi non tanto sulla diminuzione del fatturato, quanto sulla diminuzione del risultato di esercizio, del margine operativo lordo, che è la sintesi tra fatturato e costi, siano essi variabili, siano essi fissi, perché altrimenti le attività, le partita Iva  su cui incidono maggiormente i costi fissi, sono quelle danneggiate e non ricomprese”.

La disperazione delle piazze ignorate da Draghi

Del resto anche dall’opposizione, cioè dal partito di Giorgia Meloni l’obiettivo, pur nella consapevolezza che “l’unico vaccino per l’emergenza sociale, che rischia di essere più grave di quella sanitaria, sono le riaperture”. Si è chiesto al governo di “Elevare al 100% l’entità dei ristori previsti per le imprese e le partite Iva con un volume d’affari fino a 400mila euro con riferimento alla perdita media mensile”. In tema di locazioni “di applicare la cedolare secca al 21% anche agli affitti riguardanti gli immobili non ad uso abitativo. E per i proprietari dell’immobile non prevedere nessuna tassazione sui canoni di locazione non percepiti a partire da gennaio 2020”, solo per citare alcuni degli emendamenti di FdI al decreto sostegni.

Ma su questo punto, cioè una maggiore attenzione ai lavoratori “non garantiti”, ha insistito anche la delegazione del Movimento 5 Stelle ricevuta ieri a Palazzo Chigi da Draghi e dal titolare del Mef Daniele Franco. Esprimendo “La necessità che nel decreto sostegni si intervenga in favore delle famiglie dei lavoratori autonomi e delle partite Iva. Affinché ricevano un adeguato riconoscimento, equivalente a quello dei lavoratori dipendenti”, come chiarito dal reggente Vito Crimi.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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6 replies

  1. CRISI ECONOMICA E DIREZIONE IPERLIBERISTA DI DRAGHI- Viviana Vivarelli.

    Vediamo chiaramente che c’è un grosso problema. Le chiusure obbligate dalla pandemia hanno messo il Paese in ginocchio. Il Governo Conte ha tentato in tutti i modi di sostenere le categorie in crisi con i bonus, i dpcm e mettendo a disposizione a Natale un ristoro di 32 miliardi. Malgrado questo, le chiusure definitive per fallimento sono state disastrose
    Draghi ha scelto, secondo la sua natura iperliberista, di aspettare 3 mesi prima di muoversi e ha aiutato solo le grandi imprese ignorando i piccoli, le partite Iva
    Ci ha aggiunto l’offesa del condono a 61 milioni di cartelle esattoriali (con la perdita di 666 milioni e la beffa ai pagatori onesti) e ora pure l’insulto del ripristino dei vitalizi ai parlamentari condannati, che, se non è molto come perdita finanziaria è però moltissimo come offesa morale all’equità e al buon senso della gente. Se ci aggiungiamo che la Consulta ha messo in discussione l’ergastolo ostativo, cioè l’ergastolo agli assassini per mafia (che era già stato ridotto da Draghi da 30 anni a 26) e a cui ora si vogliono aggiungere i permessi premio, si vuole favorire i mafiosi condannati per reati di strage che non hanno mai collaborato con la giustizia né si sono pentiti, con la scusa, che la redenzione non si nega a nessuno (ma di che redenzione di parla per chi nemmeno si pente del reato?), aumentano i motivi di avversione al Governo Draghi, ormai considerato colluso con evasori, corrotti, membri delinquenziali della Casta e mafiosi. E, in mancanza di una qualsiasi opposizione, questo non gioca certo a favore dei partiti che sostengono Draghi sempre e comunque, bloccati nell’incapacità di opporsi da dentro, quando è notorio che se stai dentro un Governo ne sei istantaneamente ‘complice’ e non ‘oppositore’.
    L’Italia è l’unico Paese democratico dove, per scelta di uno solo, non esiste una opposizione che possa raccogliere lo scontento crescente e furioso di troppi, mentre si succedono nel Paese manifestazioni continue più o meno incazzate. Tutte le partite IVA: commercianti, artigiani, ristoratori, baristi, albergatori, proprietari di palestre, tutti coloro che vivono di turismo, lavoratori dello spettacolo e tutto l’indotto hanno subito danni gravissimi.
    Per mesi, anche per le lentezze e le scelte liberiste o nefaste di Draghi, che non può certo dirsi efficiente o pupulista, migliaia di categorie e migliaia di lavoratori sono rimasti senza entrate e senza cassa integrazione. Tutto è stato ulteriormente rallentato per colpa di una burocrazia su cui nemmeno Draghi ha messo le mani, mentre la pandemia si espandeva anche per colpa dell’autonomia sanitaria di Governatori di regione inetti o assassini, su cui il Governo avrebbe dovuto mettere l’alt come si fa in tempo di guerra con direttive nazionali.
    Intanto dei miliardi del Recovery Fund, in 16 mesi, non si è visto un euro, mentre Draghi ha aumentato di 19 miliardi le spese previste per il settore militare a cui aveva destinato già 36 miliardi, prendendoli addirittura dal Recovery Fund a spese di sanità, scuola e trasporti. Sui trasporti, anzi, che sono uno dei vettori principali del contagio non è stata mai detta nemmeno una parola.
    Intanto, tra due settimane scadono i termini europei per presentare il Programma di spesa del Recovery Fund. Conte ne aveva fatto uno. Su quello di Draghi cala un pesante silenzio di cui non parla nessun giornalone.
    Ora Draghi promette un nuovo scostamento di bilancio di 40 miliardi ma desta preoccupazione il modo con cui vorebbe spenderli: 5 per il fondo pluriennale dei progetti ‘esclusi’ dal Recovery plan (ma quali sono quelli ‘inclusi’?), 15 alle grandi imprese, solo 20 miliardi alle partite IVA e ai lavoratori dipendenti. Il ridicolo è che i ‘sostegni’ saranno valutati sui guadagni di un anno fa quando si era in piena pandemia e dunque il fatturato era già in crisi mentre perduravano i costi fissi. Insomma una presa per il sellino in piena regola!
    Ovviamente, in questa tragica situazione, quella che è finita al buio è proprio quella transizione energetica che è stata il pezzo forte del patteggiamento di Grillo, e che è finita nelle mani di Ministeri affidati a renziani e leghisti, a cui tutto interessa fuorché il clima e l’ambiente, problemi di cui si è sempre disinteressato pure il csx, tant’è che Franceschini ha velocemente firmato l’apertura di 11 nuovi pozzi petroliferi, senza che i 5 stelle, da sempre nemici delle trivellazioni, abbiano potuto far niente.
    Gli unici che in questa crisi avrebbero potuto raccogliere la crescente furia popolare sono i 5 stelle, ma, dal momento che si sono venduti anche loro per sostenere il Governo Draghi in cambio di niente, possono solo fare delle sterili dichiarazioni a livello parlamentare o mandare delle inutili delegazioni, di cui, del resto, nessun media parla, facendo fare loro la figura degli inutili soprammobili di un Governo che del loro parere se ne frega.

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  2. Viviana, Jonny Dio ha trovato l’aggettivo perfetto ( caotica)

    “Intanto dei miliardi del Recovery Fund, in 16 mesi, non si è visto un euro”

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    • Da non intendersi con una connotazione negativa, sia chiaro: Viviana V. pare sincera e sicuramente ci mette passione, e questo è sempre meritevole di rispetto. Più che un giudizio, la mia voleva essere una constatazione.

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      • Jonny, ho spesso detto che Viviana è una passionaria e non credo che sia offensivo anzi e sono sicura che è anche sincera,
        “caotica” era solo in riferimento al Recovery Plan, comunque mi scuso

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  3. Provo ancora
    Tracia
    17 aprile 2021 alle 12:08
    Il tuo commento deve ancora venire moderato.

    Jonny, ho spesso detto che Viviana è una passionaria e non credo che sia offensivo anzi e sono sicura che è anche sincera,
    “caotica” era solo in riferimento al Recovery Plan, comunque mi scuso

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