Tra i grandi paesi europei siamo il paese con più morti

(Marco Imarisio e Simona Ravizza – il Corriere della Sera) – Come se ogni giorno cadesse un aereo. Anche l’ utilizzo di questa immagine, che viene spesso usata per dare la misura di quel che sta accadendo, sta diventando ormai un luogo comune. Ma forse ha ancora una sua validità. Perché l’ aereo che si abbatte sul nostro Paese è il più grande di tutti, almeno in Europa. Succede ovunque, da noi ancora di più.

La prima ondata ci colpì in un modo così violento che ancora pesa nel bilancio complessivo dei decessi. Al culmine della seconda, nello scorso dicembre, superammo anche il Regno Unito, fino a quel momento pecora nera dell’ Occidente. Adesso siamo nel pieno della terza, l’ ultima si spera. Sono arrivati i vaccini, che dovrebbero essere la prima arma per abbattere il nostro abnorme numero di decessi.

Ed è stato confermato il sistema a colori, zona gialla, rossa o arancione, introdotto il 3 novembre per attutire gli effetti del «liberi tutti» estivo. Eppure il nostro bollettino quotidiano continua a essere terribile, con una media di 400 decessi al giorno nell’ ultimo mese.

A febbraio avevamo registrato 38 decessi alla settimana per milione di abitanti.

Più o meno alla pari con Francia e Germania, rispettivamente a 39 e 37. E meglio del Regno Unito (60), alle prese con la variante inglese. Negli ultimi quattro mesi, grazie ai vaccini era infatti cominciata una storia diversa. In UK i decessi sono passati da 79 alla settimana per milione di abitanti agli attuali 11. In Germania da 55 a 16. In Francia, che pure ha il tasso di saturazione dei posti in terapia intensiva più alto d’ Europa, da 40 a 30.

Anche l’ Italia era scesa, da 60 a 43. Ma è stato l’ unico Paese che in questo lasso di tempo ha registrato un aumento dei morti, passando dai 38 decessi per milione di abitanti a febbraio, un dato che comunque non ci avrebbe tolto il triste primato, ai 43 di marzo. La nostra catastrofe quotidiana.

È il caso di chiedersi ancora una volta se davvero esiste una anomalia italiana. E soprattutto, perché. L’ ultimo report dell’ Istituto superiore di sanità (30 marzo) fissa a 81 anni l’ età media dei pazienti deceduti tra coloro che sono risultati positivi al Covid con il tampone. Oltre il 61% dei decessi totali è di persone «over 80», il 24% riguarda i 70-79enni.

Il primo studio sugli effetti potenziali del vaccino contro il coronavirus venne pubblicato già lo scorso ottobre sul New England Journal of Medicine , e aveva una sola raccomandazione: mettere in sicurezza le fasce fragili della popolazione. Dopo, gli altri. A fine dicembre abbiamo cominciato ad avere gli strumenti per farlo, i vaccini.

Ma l’ Italia ha fatto altre scelte.

Nel primo mese e mezzo di campagna, la distanza con Germania e Francia, per tacer del Regno Unito che ormai fa corsa a sé, è stata enorme. Alla data del 19 febbraio, gli «over 80» che avevano ricevuto almeno una dose erano solo il 6% contro il 23% della Francia e il 22% della Germania. A fine marzo, la Germania raggiunge quota 72%, contro il 57% di Italia e Francia. La differenza si è accorciata. Ma il nostro recupero delle ultime settimane non basta a fare crollare la curva dei decessi.

Per due motivi. La prima dose di vaccino ha effetto dopo 12-14 giorni. E poi, la storia di questa epidemia dice che l’ effetto di qualunque misura di contenimento del virus sul numero di morti diventa tangibile a distanza di 4-6 settimane. Intanto, già il 24 gennaio la Gran Bretagna aveva vaccinato con una prima dose il 75% degli ultraottantenni.

Venerdì 2 aprile, ci sono stati solo dieci morti in 24 ore. Il numero più basso di vittime dal 14 settembre 2020, quando sembrava che fosse quasi finita.

Stava ricominciando, invece. Anche allora, in quell’ autunno che ci sembra ormai lontano, molti sostennero che si muore tanto perché siamo il Paese più vecchio d’ Europa.

Ma la Germania ha un’ età mediana di un anno superiore all’ Italia. E anche il Regno Unito ha il 24% della popolazione ultrasessantenne contro il nostro 30%. E poi c’ era il fallimento della medicina di base.

Il nostro sistema sanitario, modellato sul National Health Service inglese, assegna ai dottori di famiglia il ruolo di «controllori», addetti alla gestione del flusso terapeutico che inviano allo specialista i malati seri, ma sprovvisti di mezzi adeguati come invece accade in Germania e Francia dove la medicina del territorio è organizzata su base assicurativa.

Questo, assieme ai continui tagli alla Sanità avvenuti dalla crisi del 2008 in poi, poteva in parte spiegare il disastro della prima fase.

Ma c’ era dell’ altro, e di peggio, durante la seconda ondata. Così come in questa terza. Il nostro continuo ritardo nel rincorrere un virus che va veloce. A marzo del 2020 fummo i primi a chiudere, con una media di 54 morti al giorno, mentre la Gran Bretagna lo fece per ultima, quando già ne contava 140. Ebbe un picco terrificante, 920 morti in 24 ore, e un plateau di mortalità durato più a lungo che in ogni altro Paese.

A ottobre, siamo stati invece noi a far scattare il sistema a zone quando le cose andavano molto male, con 350 morti al giorno. A Londra avevano già chiuso negozi, palestre e ristoranti da quasi due settimane, dopo aver toccato i 120 morti in 24 ore. E da allora, dopo aver fermato anche le scuole il 6 gennaio, il Regno Unito ha mantenuto restrizioni ferree. La Germania aveva preso misure simili dal 2 novembre, e dal 16 dicembre ha fatto scattare un lockdown ancora più duro.

Idem per la Francia, che dal 30 ottobre ha tenuto aperte solo le scuole, fino alla recente resa, aggiungendo un coprifuoco che cominciava alle 18. Una ricerca della Columbia University intanto ha stabilito che se durante la prima ondata gli Usa e i Paesi europei avessero agito due settimane prima di quanto hanno fatto, avrebbero ridotto i decessi dell’ 85%. Anche UK, Germania e Francia si sono mossi in ritardo. Ma a differenza nostra, da allora hanno mantenuto le loro misure di contenimento in modo costante.

Le loro restrizioni hanno portato a un crollo della mobilità – ossia degli spostamenti delle persone – che secondo le stime elaborate da Matteo Villa dell’ Ispi, da Natale a metà febbraio in Germania è stato del 60% rispetto alla normalità, attestandosi poi su una media del meno 50%.

L’ Italia, che ha chiuso dopo, ha avuto comunque un picco di spostamenti sotto Natale, con una riduzione della mobilità solo del 20%. Ma soprattutto, ha riaperto. Prima di tutti gli altri. Il 31 gennaio torniamo in giallo, e da allora gli spostamenti restano contenuti ma scendono solo del 30%, mentre la riduzione è sempre almeno del 50% in Germania e Gran Bretagna. La Francia che pure è meno incisiva, ha una discesa costante nel tempo, meno 40% di media. A marzo abbiamo avuto il triplo dei decessi rispetto alla Germania e il 30% in più della Francia. Per tacere del confronto con il Regno Unito.

Un recente studio elaborato dal ministero della Salute, dall’ Istituto superiore di sanità e dalla fondazione Bruno Kessler disegna alcuni scenari possibili per il nostro Paese.

Andando avanti con le attuali restrizioni, e a patto di vaccinare mezzo milione di persone al giorno per ordine di età, è ipotizzabile un ritorno alla normalità entro agosto. L’ abbandono progressivo delle misure di contenimento, stimato al 25, 50 e 75%, sposterebbe in avanti questo traguardo di 14, 16 e 17 mesi dall’ inizio della campagna vaccinale, avvenuto lo scorso 27 dicembre. E inoltre comporterebbe la perdita di altre 40 mila vite umane, nel caso peggiore.

Non è questione di essere aperturisti o chiusuristi. Si può fare tutto. Basta essere consapevoli del fatto che c’ è sempre un prezzo da pagare.

16 replies

  1. Nessun accenno alla regionalizzazione deila sanità, con risposte ondivaghe e scollegate fra loro.
    Purtroppo la sanità privata, alla quale i governatori si prostano OVUNQUE, è ricca, potente e garantisce introiti pubblicitari necessari alla sopravvivenza del giornale.
    Che sparge disinformazione come fosse letame per concimare il campo dei lettori.
    Riepiloghiamo con un pò di dati:

    Luogo————Casi Totali———Variazione 7/04——-%Popol.contag.—–Numero morti
    TOT. ITALIA——3.700.393———+13.708 (+0,37%)———6,131%————–112.374—–
    Lombardia——–755.811———–+2.569 (+0,34%)———–7,537%—————-31.373—–
    Veneto————391.053————+1.111 (+0,28%)———–8,015%—————10.837——
    Campania———348.959————+1.358 (+0,39%)———6,109%—————-5.653——
    Emil.-Romagna–345.753—————+557 (+0,16%)———7,745%—————12.246—–
    Piemonte———-320.478————+1.464 (+0,46%)———-7,434%—————-10.560—-
    Lazio—————-295.977————+1.081 (+0,37%)———5,142%——————6.895—-
    Toscana————204.347————–+937 (+0,46%)———-5,534%—————–5.551—–
    Puglia—————203.602————+1.255 (+0,62%)———5,150%——————5.044—-
    Sicilia—————-181.346————–+998 (+0,55%)———-3,720%—————–4.746—-
    MA NON SO SE CI SI POSSA FIDARE DELLA DESTRA SICILIANA AL GOVERNO
    Trent. A. Adige—-111.595————–+247 (+0,22%)———-10,351%—————–2.454—-
    Fr. Ven. G.———-100.016————–+286 (+0,29%)———–8,292%—————–3.424—-
    Liguria—————-92.379—————-+425 (+0,46%)———–6,058%—————-3.922—-
    Marche—————90.720—————-+286 (+0,32%)———–5,997%—————-2.717—-
    Abruzzo—————66.878—————-+218 (+0,33%)———-5,169%—————-2.200—-
    Umbria—————-51.784—————-+132 (+0,26%)———-5,951%—————-1.279—-
    Calabria—————49.596—————-+292 (+0,59%)———-2,618%——————872—-
    Sardegna————–47.630—————+263 (+0,56%———–2,955%—————-1.250—-
    Basilicata————–20.197—————+142 (+0,71%———–3,651%——————470—-
    Molise——————12.456——————+4 (+0,03%)———-4,145%——————450—-
    Valle d’Aosta———–9.816—————–+61 (+0,63%———–7,851%——————431—-

    Dati aggiornati al 31 marzo
    FASCE D’ETA’–MORTI—–QUOTA%—LETALITA’
    0-9 —————–10————–0%————-0,0%
    10-19————–14————–0%————–0,0%
    20-29————–54————–0,1%————0,0%
    30-39————-206————-0,2%————0,0%
    40-49————-910————-0,8%————0,2%
    50-59————3.534————3,3%————0,6%
    60-69———–10.291———–9,6%————2,6%
    70-79———–26.236———–24,4%———–9,0%
    80-89———–44.595———–41,5%———-19,4%
    >90————–21.717———-20,2%———–26,7%
    Non noto——–2——————0%—————1,9%
    Totale———-107.569———-100%

    Ci aggiungo alla fine chi, sul versante politico, specula sulle difficoltà vissute da alcune categorie di lavoratori autonomi, incitando a rivolte e ripudio delle minime misure di contenimento del contagio, suggerite da esperti medici e scienziati del campo.
    Forze che messe alla prova continuano a produrre DISASTRI.

    “Prendi quelle mascherine e le porti nel mio ufficio”. Sindaco -DI FORZAMAFIA- arrestato nel Milanese: in piena crisi Covid ha sottratto protezioni alle Rsa per darle a parenti e amici

    E per nostra fortuna ad informarci è rimasto il FQ.

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    • un altro che tira fuori la storiella balzana del
      “morto con o morto per”
      come se per i possibili “motivi concomitanti” si potesse tirare
      un traguardo e chi, tra loro, arriva prima si prende il merito del decesso
      lei è proprio un ragioniere,
      peccato che dimostri di non essere in grado di ragionare.

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      • E’ un dato di fatto provato e ne sono stato “testimone” in ben 3 casi personali, che chi muore e il tampone è positivo viene comunque catalogato come “morto di covid” indipendentemente dalla patologia, si informi visto che lei sa ragionare. E abbia il coraggio mettere la faccia sul suo profilo.

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      • Il dato provato sarebbe quello di un anonimo su internet che dichiara di essere stato testimone di ben 3 casi e che invita gli altri a trovare le prove di quello che lui afferma?
        Perché se così è deve per forza essere vero.

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  2. E’ la “sanità migliore del mondo”. I morti ( dei quali mai si parla: nessun “caso umano” su cui piangere negli infiniti pomeriggi TV. Tutti senza nome e senza storia; occorre riaprire tutto, meglio commuoversi, indignarsi e manifestare per Patrik Zaki, vuoi mettere l’ appeal?) sono solo “percezioni”.

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    • che poi
      se fossero veramente suoi amici starebbero in silenzio
      e lascerebbero lavorare le vari diplomazie in modo che trovino una
      via d’uscita che accontenti tutti.
      invece, così facendo, indispettiscono i già suscettibili egiziani
      che a farsi spiegare come amministrare la giustizia nel loro paese,
      perdendoci pure la faccia, non ci pensano proprio.
      quindi l’unico effetto degli appelli accorati è il prolungamento della detenzione.
      proprio dei bei amici

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      • Questa logica non la capisco. Stai dicendo che l’Italia e’ una caccola e non se la caca nessuno e quindi non puo’ chiedere aiuto a nessuno per far pressione sull’Egitto e denunciarne tutto il denunciabile?

        (la risposta e’ si’, l’Italia e’ una caccola e dei morti comuni non importa un fico a nessuno. Ovviamente nessuno occupa il parlamento per protestare contro certe comunelle con le chiaviche umane estere)

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  3. Comunque , vaccini o non vaccini, Figliuolo o Fagiuolo, dopo una manifestazione come quella di ieri, con tanto di corna, e qualche timido malumore nei confronti dell’ Eletto, i “numeri” come per incanto caleranno. Scommettiamo?

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  4. Bisogna considerare che in Italia gli anziani, oltre ad esserci in % più alta, vivono in molti nella stessa abitazione con figli e nipoti per ragioni economiche.

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  5. Un Moment.
    Rammento ai cugini di Vittorio Facci,
    che, in itaglia ci sono 15 milioni di malati cronici, imbottiti quotidianamente con quintalate di farmaci, (basti solo guardare gli spot sui canali di comunicazione dei prodotti da banco)
    che li hanno ridotti a esseri, inerti, dipendenti
    e sempre più sofferenti.
    Detti farmaci sono prescritti da compiacenti”medici”collusi/spesso Imbecilli , ridotti oramai a compilatori di ricette, che si attengono a protocolli di “baroni della medicina”che si spartiscono il sonno con case farmaceutiche,
    che in apparenza si riempiono la bocca
    di” curare” ma riducono gli essereri umani
    già prima della nascita, in individui indeboliti,
    poco reattivi e dipendenti,
    non dall’eventualmente necessario/essenziale ma dal superfluo.
    Ho visto e sentito cose che voi umani..

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  6. Bello dire ora” non è questione di essere aperturiti o chiusuristi”quando per mesi ,in appoggio ai giornali e TV chiaramente schierati, si è fatta una campagna subdola contro le chiusure e i dpcm antidemocratici …e non si tratta di rivalutare il passato governo,perché non ha avuto le p…e ( certo anche per la contrarietà dell’opinione pubblica abilmente manipolata a fini politici) di fare quello che andava fatto ( e faccio grazia della ” libera”estate): una chiusura seria un mese o due prima di Natale,Natale compreso, così da riportare i contagi sotto controllo (5000/6000 al giorno) e tracciabili davvero, e partire poi con i vaccini senza troppe ansie.Invece,forse succubi di quella pressione indotta ,si sono inventati un po’ di colori con le regioni a nozze nel rivendicare e fare i porci comodi, avrebbero fatto molto meglio a imporre quanto,peraltro,caldeggiato dal CTS…tanto Draghi era comunque dietro l’angolo ma i morti sarebbero stati molto meno,e anche a livello economico si sarebbe ripartiti prima…

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    • Gentile @Pietro, forse non si ricorda le polemiche (eufemismo) riguardo le ventilate chiusure pre natalizie: “l’ unico periodo dell’ anno in cui si vende qualcosa”, “ci volete uccidere”, ecc… ecc… Per non parlare delle ubique imprecazioni riguardo il Natale con solo due commensali extrafamigliari.
      Col senno di poi, “si poteva”, “si doveva”… Il problema è che da gennaio (caduta del Governo Conte) ci era stato promesso il famoso “cambio di passo dei Migliori” ( che in tutta evidenza si stavano scaldando da tempo), ma si continuano ad usare i verbi al passato (si doveva…) e al futuro (faremo…). Al presente mai.
      In tutta evidenza la situazione non è semplice come pare a molti, il virus circola, la disinformazione la fa da padrone (soprattutto nei confronti di quanto succede all’ estero), abbiamo i giornalisti che abbiamo, gli “esperti” che abbiamo e, purtroppo, la sanità pubblica che abbiamo, della cui “eccellewnza” fanno fede l’ incredibile numero dei morti: primi in Europa nonostante non siamo certo il Paese più popoloso.
      Anni ed anni di propaganda (interessata) ci hanno convinto che “la scienza” – termine che vuol dire tutto e nulla – sia una fede, mentre è un territorio ancora in gran parte inesplorato dove si avanza – ma spesso si indietreggia – per tentativi ed errori.
      Questo virus è assai performante, ancora in gran parte sconosciuto nelle sue interazioni col nostro corpo, ed in un mondo superaffollato ed in continuo spostamento trova terreno fertilissimo per diffondersi e mutare.
      Fino a quando non si imporrà ai Paesi “emergenti” una seria politica del figlio unico, non si attueranno strategie di controllo igienico individuale ed urbano, non si vieterà il consumo di animali tenuti in condizioni di orribile cattività, non si limiteranno i traffici di esseri umani senza alcun controllo, ecc… ( tutte cose che ben sappiamo), aspettiamoci una pandemia dietro l’ altra. Ma ovviamente sentiamo solo parlare di un futuro in cui occorrerà vaccinarci più volte all’ anno contro la qualunque, mentre la popolazione mondiale – sempre più in condizioni di vita precarie, ma chissenefrega: dona alle ONLUS! – continuerà a crescere. Per i nostri oligarchi mondiali tutto grasso che cola.

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