Ruby Ter: legittimo impedimento, slitta la sentenza

Silvio Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari a Siena. “È ricoverato, vuole deporre in aula”

(Federica Olivo – huffpost) – Doveva essere il giorno della sentenza, ma il verdetto non ci sarà. Per la quinta volta è stato rinviata l’udienza finale del filone senese del processo Ruby ter. Salvo nuove richieste della difesa del Cavaliere, o impedimenti di altro genere, si tornerà in aula il 15 aprile. La data è stata stabilita dai giudici al termine della camera di consiglio. Gli avvocati di Silvio Berlusconi – imputato con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver, secondo la procura, pagato il musicista Danilo Mariani affinché mentisse sulle “cene eleganti” nella villa dell’allora premier ad Arcore – avevano chiesto di posticipare l’udienza perché il leader di Forza Italia da ieri è ricoverato per accertamenti all’ospedale San Raffaele di Milano. Un legittimo impedimento motivato dalla volontà di Berlusconi di rilasciare dichiarazioni spontanee in aula, prima del verdetto.

La sfilza di rinvii

È da quasi un anno che la pronuncia dei giudici viene posticipata. La prima volta è successo il 21 maggio scorso, perché i legali hanno rilevato che non avrebbero potuto raggiungere Siena a causa delle restrizioni agli spostamenti tra regioni per il Covid. Il secondo rinvio è arrivato l′1 ottobre, a causa della positività al coronavirus di Berlusconi. Il terzo, invece, il 25 novembre perché l’ex premier voleva deporre in aula. E avrebbe potuto farlo il 14 gennaio, giorno del quarto rinvio, chiesto e ottenuto perché Berlusconi si trovava a Monaco per accertamenti. Oggi la nuova richiesta, alla quale il pm si è opposto chiedendo al collegio di disporre accertamenti medici per capire se l’impedimento abbia carattere assoluto e per quanto tempo esso si protrarrà. I giudici hanno valutato che non ce ne fosse bisogno, ma hanno concesso al Cavaliere meno tempo. Una settimana, contro i mesi accordati le altre volte. 

L’accusa di corruzione in atti giudiziari e il ruolo di Mariani

Ma su cosa verte il giudizio? La parte più corposa di questa vicenda giudiziaria si celebra a Milano, dove sono indagate, oltre a Berlusconi, 28 persone. Tra loro molte ragazze, ai tempi definite “olgettine”, che avrebbero testimoniato il falso nei processi precedenti sul caso Ruby, ottenendo in cambio dal fondatore di Forza Italia soldi e altri beni. A Siena il caso è arrivato nel 2017 dopo che da Milano è stato trasferito agli uffici della città toscana uno stralcio dell’affaire Ruby, per competenza territoriale.

Per la magistratura del capoluogo lombardo, infatti, proprio nella città del Palio sarebbe stato ultimato il presunto pagamento effettuato dall’ex premier a Danilo Mariani, il pianista che allietava le feste di Arcore. 170mila euro in tutto, secondo l’accusa, versati a titolo di “rimborso spese” tra il 2011 e il 2013, per indurlo a testimoniare il falso sulle serate a villa San Martino. Serate alle quali, mentre Berlusconi era premier, partecipavano una serie di ragazze. Tra cui Ruby, al secolo Karima El Mahroug, all’epoca minorenne. Gli avvocati del musicista, Salvatore Pino e Lucia Fanny Zoi, hanno sempre sostenuto che l’uomo – imputato per falsa testimonianza – ha raccontato solo ciò che ha visto, precisando che l’imputato non è stato mai testimone di scene “scabrose”.

Durante la requisitoria dello scorso inverno, la Procura di Siena ha chiesto la condanna di Berlusconi a 4 anni e 2 mesi e di Mariani a 4 anni e 6 mesi.

I legali del leader di Forza Italia hanno sempre contestato la ricostruzione dell’accusa.

1 reply

  1. Ci sarà una sentenza. Verrà proposto appello o da B. oppure dalla Procura. Arriverà un’altra sentenza . Si farà un ricorso in Cassazione. B. sarà sempre più decrepito e le olgettine cambiate in mature donne in menopausa da anni. Questa farsa renderà ancora più ridicolo il personaggio e la Giustizia più burlata.

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