La Turchia è una bomba micidiale

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Il suo potere ha i piedi d’argilla, ma quanto fa comodo all’Europa avere Recep Tayyip Erdoğan despota in Turchia. Se dovesse saltare – sotto il peso della crisi economica che sta colpendo duro Ankara, per le pressioni terroristiche o dei molti nemici del suo regime – potremmo trovarci di fronte allo stesso scenario già visto con la caduta di Gheddafi, e la fine di ogni difesa contro l’arrivo di fiumi di migranti, stavolta dalla rotta dell’Egeo.

Per questo Bruxelles paga pegno, finanziando profumatamente il tiranno, illudendosi di salvare la faccia tenendo i turchi fuori dall’Ue, dove in passato hanno provato in tutti i modi di entrare, anche se ormai hanno ben capito che non è tutto oro quello che luccica, e se Londra se n’è scappata qualche motivo dovrà pur esserci.

Con queste premesse c’è poco da meravigliarsi se la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stata trattata come una cameriera, lasciata senza sedia a un colloquio formale dove l’unica poltrona prevista era quella del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. Questioni di protocollo, che certo non faranno scoppiare nuove guerre secolari tra l’Occidente e gli Ottomani, ma che rivela quanto siano fragili i confini dell’Unione, e su quale bomba a orologeria siamo seduti.

L’Europa e la Turchia sono mondi lontanissimi, e l’idea del rispetto delle donne che circola alla corte di Erdoğan è solo l’ultimo dei segnali rivelatori. Dai diritti umani ai rapporti con Mosca, Ankara è un problema di cui l’Europa non può accorgersi solo per una poltrona che manca in una visita ufficiale.

9 replies

  1. Che articolo superficiale.
    Ricordati che in Turchia ci sono silos sotterranei con missili caricati a bombe atomiche.
    E il timer ce l’hanno gli americani, mica il sultanino.
    Basta farne scoppiare incidentalmente uno è tante cose cambierebbero in medioriente.

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  2. i turchi hanno già replicato che i protocolli sono stati concordati
    tra le parti prima dell’incontro
    quelli dell’UE hanno piagnucolato che non c’erano tutti i “portaborse” designati
    a concordare per via del Covid-19, gne gne

    comunque perché dovevano essere in due a confrontarsi in l’ospitante?
    come i carabinieri di vecchi stampo, uno scrive, l’altro legge.

    comunque la figura del tamarro non l’ha fatta Erdogan,
    che il posto l’aveva per il motivo d’essere il “padrone d casa”,
    ma l’omino pelato e con il naso a patata (un po’ di sano body shaming)
    dell’UE che, ben poco cavallerescamente,
    s’è affrettato a sedersi e non c’ha pensato minimamente
    d’offrire il posto alla signora.
    della serie “io son io e la la von, per me, è poco più che una ‘ancella’.”

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    • Ma infatti, il coglione è principalmente Charles Michel che avrebbe potuto dare una dura lezione a Erdogan cedendo il suo posto a Ursula.

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  3. La Turchia è il secondo esercito NATO. Ricordiamoci che in molti la vogliono “accogliere” in Europa.
    Dobbiamo però guardare la cosa non solo dal punto di vista “femminista” ma soprattutto politico. La signora von Der Layen era lì come rappresentante dell’Europa. Lo sgarbo è stato fatto all’Europa.
    Non è certo l’ultimo, non è certo l’unico, ormai è un tiro al piccione da parte dell’intero Pianeta. LaCina e lIndia ci comprano, gli US, come ben sappiamo, mantengono centinaia di basi militari extraterritoriali sul territorio europeo e ci comandano a bacchetta. Molti altri ci tengono in ostaggio “regolando”le migrazioni a seconda delle convenienze.
    Se non ritroveremo un poco di “orgoglio continentale”, un poco di sana autarchia, e non ci ribelleremo al globalismo interessato, la vedo dura.

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    • Era tutto premeditato, altro che emissarii ed emissarii. Altro che Comunita’ Europea, meglio i centri sociali, altro che puttani al servizio dell’ovvio peggiore.

      Che odio! Che oooooooodio!!!

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  4. Michel è un babbeo (figlio di tanto padre: quel Louis che per decenni ha collezionato tutte le poltrone possibili in Belgio e in Europa a colpi di gaffes e figuracce). Avesse avuto un minimo di presenza di spirito, avrebbe ceduto il posto alla von der Leyen e il gioco era fatto. Poi sarebbe stato anche credibile se avesse protestato per la cafonaggine dell’ospite. Invece non ha trovato di meglio da fare che restare lì impalato a sghignazzare con Erdogan

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