Silenzio… parla Draghi

Mario Draghi convocato al Quirinale dal Presidente della Repubblica

(Dott. Paolo Caruso) – Da quando Draghi si è insediato a palazzo Chigi alla guida politica del Paese, per volere “dell’Uomo del Colle” in collaborazione con l’Innominabile Saudita di Rignano, sull’azione di governo è sceso un silenzio tombale. Senza proferire parola e nella calma piatta dei media pronti all’adulazione “dell’Assoluto” Super Mario si è arrivati allo strappo della politica dalla condizione di rappresentatività dei cittadini. L’autorevolezza dell’attuale premier, consolidata in anni e anni di lavoro nel mondo della finanza, tiene facilmente a bada l’armata brancaleone, quella massa inerme di politici rappresentativi del nulla i cui i partiti da anni sono svuotati da ogni fremito ideologico e da qualsiasi progettualità. Non un sussulto d’orgoglio di fronte “all’Uomo della provvidenza”, il rappresentante dell’oligarchia tecnocratica e dell’alta finanza internazionale che ha preso in mano il governo dell’Italia, non un minimo di razionale opposizione ne di costruttivo confronto da parte dei partiti alle scelte e alle restrizioni operate secondo il colore assegnato alle regioni, sovrapponibili alla cosiddetta “dittatura sanitaria” del governo Conte, ne un chiarimento sulla campagna vaccinale, ne tanto meno di fronte alla scelta della multinazionale americana Mckinsei come agenzia per la spesa di oltre duecento miliardi del recovery plan. Il governo dei “migliori” insomma si comporta come i precedenti, i cosiddetti “peggiori”; i ristori, come allora, non potranno mai compensare totalmente le perdite delle imprese e la chiusura forzata delle scuole e di altre attività non potranno essere affrontate in piena pandemia che in maniera assolutamente sovrapponibile alle decisioni prese in precedenza. Si rimane sconcertati di fronte all’ambiguità dei fascio leghisti che ora dai banchi di governo ora dai banchi dell’opposizione riescono ad incarnare il classico baro che gioca su due tavoli. Tutta la loro arroganza e gli attacchi scomposti  vengono meno, facendo trasparire quanto infame e pretestuoso fosse stato il comportamento aggressivo dei partiti nei confronti di Giuseppe Conte, Uomo onesto e perbene, fuori dalle logiche perverse del sistema politico italiano. E….. l’informazione sempre più servile al potere, resta muta e sorda al quadro politico che di giorno in giorno si va sempre più sfilacciando. 

1 reply

  1. l’informazione in Italia non è sempre più servile al potere ma ne è la diligente portavoce concretizzata dal massiccio esercito di giornalai-mercenari talmente stupidi che non si rendono conto che il baratto di un privilegio oggi è la vergogna storica di domani.

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