Formula1: Renzi non vuol dire il perché del viaggio in Bahrein

(di Tommaso Rodano e Stefano Vergine – Il Fatto Quotidiano) – Il viaggio in Bahrein era per sport. Matteo Renzi rivendica la libertà di poter girare il mondo in pandemia anche solo per guardare la Formula 1. Di usare una prerogativa dei parlamentari – viaggiare all’estero senza quarantena – per uno svago privato. Sappiamo grazie al tampone effettuato in aeroporto, reso pubblico dal suo staff, che l’ex premier è arrivato a Manama sabato pomeriggio attorno alle 15, poi è andato al circuito a vedere le qualificazioni. La trasparenza del viaggio finisce qui: Renzi non vuole rendere pubblici gli incontri e le motivazioni della sua trasferta nel Golfo Persico. Se si accredita la sua versione, quella in Bahrein è stata una vacanza.

Ne ha diritto? Tecnicamente le norme non glielo impediscono. I parlamentari si muovono come agenti diplomatici. Possono viaggiare e rientrare anche da Paesi extraeuropei senza doverne rendere conto. Il tema è stato sciolto da un parere del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, che ha stabilito la deroga all’obbligo di quarantena per onorevoli e senatori “per proseguire il mandato parlamentare”. Un’esenzione che in origine doveva “sanare” la situazione degli eletti all’estero, costretti a viaggi frequenti. Poi è stata interpretata in modo estensivo. Sarebbe logico e opportuno che queste missioni siano per l’esercizio delle funzioni parlamentari, ma non è un obbligo. Renzi sfrutta con disinvoltura questa opportunità.

La questione vaccino. Su alcuni media è circolata l’ipotesi che l’ex premier potesse accedere al Gran premio solo in quanto vaccinato o immunizzato dal Covid. Non è così. Dalla Bahrein International Circuit Company, la società che gestisce il circuito dove si è svolta la corsa, fanno sapere che solo gli spettatori paganti avevano l’obbligo di essere vaccinati (compreso il richiamo) o di aver già contratto il Covid ed esserne guariti, mentre la regola non si applicava a chi stava nel paddock, come Renzi. Per loro bastava il tampone negativo. Renzi – tramite il suo staff – conferma di non essere vaccinato.

Amicizie e affari. Domenica l’ex premier non si è fatto problemi a mostrarsi alle telecamere in Bahrein. Rivendica il diritto al viaggio e il fatto di averlo pagato di tasca sua, “senza pesare sui contribuenti”. Ma non vuole parlare dei suoi incontri e delle sue relazioni con gli altri “vip” del paddock (o fuori dal circuito). Le foto pubblicate con l’ex ferrarista Jean Todt lo mostrano a colloquio con il principe del Bahrein, Salman ben Hamad Al Khalifa. Ancora il leader di uno Stato che ha una situazione drammatica sul fronte diritti umani, dopo il famigerato duetto in Arabia Saudita con Mohammad bin Salman e l’incontro con il presidente senegalese Macky Sall (anche lui contestato in patria per la gestione autoritaria del potere). Renzi inoltre era nel paddock insieme a Paolo Campinoti, imprenditore senese che dirige la Pramac Racing Ducati, scuderia di Moto Gp e presidente di Confindustria Toscana Sud. Campinoti e Renzi sono ottimi amici (pure con Stefano Domenicali, amministratore delegato della F1) e hanno più di un interesse in comune: tra le altre cose, il primo è stato grande sostenitore del raddoppio dell’aeroporto di Peretola, a Firenze, storico cavallo di battaglia renziano. Paolo Campinoti ha fatto il colpaccio nel 2016. Renzi era al governo. La Pramac – l’azienda di famiglia Campinoti che produce generatori elettrici – è stata comprata dall’americana Generac, colosso del settore quotato a Wall Street, un fatturato di 2,5 miliardi di dollari (nel 2020). A far gola agli americani è stata soprattutto la presenza di Pramac nei mercati arabi, in particolare quelli del Golfo Persico. Proprio l’area dove Renzi si è recato spesso negli ultimi mesi. Campinoti oggi è vicepresidente esecutivo di Generac, responsabile per tutto il mercato mondiale a eccezione del Nord America. I motivi del viaggio di Renzi non sono noti, ma il venticello che lo spinge verso i Paesi arabi pare sempre un po’ lo stesso.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

3 replies

  1. ”Campinoti e Renzi sono ottimi amici (pure con Stefano Domenicali, amministratore delegato della F1) e hanno più di un interesse in comune: tra le altre cose, il primo è stato grande sostenitore del raddoppio dell’aeroporto di Peretola, a Firenze, storico cavallo di battaglia renziano. Paolo Campinoti ha fatto il colpaccio nel 2016. Renzi era al governo. La Pramac – l’azienda di famiglia Campinoti che produce generatori elettrici – è stata comprata dall’americana Generac, colosso del settore quotato a Wall Street, un fatturato di 2,5 miliardi di dollari (nel 2020). A far gola agli americani è stata soprattutto la presenza di Pramac nei mercati arabi, in particolare quelli del Golfo Persico. Proprio l’area dove Renzi si è recato spesso negli ultimi mesi. Campinoti oggi è vicepresidente esecutivo di Generac, responsabile per tutto il mercato mondiale a eccezione del Nord America.”

    Che altro aggiungere, a parte la gran voglia di vomitare?

    Quanti amici ha Renzi?

    Tra quelli di ‘alto giro’, intendo.

    Tra l’altro Renzi si è fatto accompagnare da Carrai, vi ricordate chi è, vero? Quello che R. voleva infilare nell’intelligence italiana.

    Piace a 1 persona

    • @ SM
      Pur essendo adatto ai bambini, credo che gli Italiani non impareranno mai a completare
      il giochino del: “Unisci i puntini dall’1 al nn: vedrai comparire una figura.”
      Ci provano, poveretti, ma quello che ottengono ogni volta è solo uno scarabocchio incomprensibile.
      Sarà mica che c’è sempre qualcuno che mischia i numeri?

      "Mi piace"

  2. Domenicali, che con la Ferrari ha fatto un flop dietro l’altro, AD della Formula 1.

    Campinoti pro allargamento di Pretola, comprato dagli americani e messo a fare il vice presidente esecutivo dagli americani stessi.

    Questi di fame non muiono di sicuro, non importa quanti fallimenti accumulano.

    "Mi piace"