Quando si potrà tornare alla normalità? Le date e i possibili scenari

(Marta Vigneri – tpi.it) – La campagna vaccinale procede a un ritmo ancora lento in Italia, con circa 200mila somministrazioni giornaliere. Ieri i contagi quotidiani hanno nuovamente superato la soglia dei 20mila, mentre i decessi sono stati 300. E la normalità sembra ancora un orizzonte lontano.

Secondo il Data Room del Corriere della Sera, l’Italia potrà ripartire quando “il numero dei decessi rispetto alle persone contagiate sarà paragonabile a quello dell’influenza stagionale”. Passando cioè dagli 11 morti ogni mille contagiati a un decesso ogni mille.

Come spiega Milena Gabanelli, sulla base dei calcoli elaborati con un modello matematico dal ricercatore Matteo Villa dell’Istituto per gli Studi di politica Internazionale (Ispi), “se Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson rispettano i termini di consegna, se le ombre su AstraZeneca si dissolvono in via definitiva e se il piano del Commissario Figliuolo procede rapidamente passando dalle 130mila dosi di metà marzo alle 300mila di fine aprile, si potrà ripartire il 25 di giugno“.

Il calcolo dell’Ispi non si basa sul raggiungimento dell’immunità di gregge, ma sull’abbassamento del tasso di letalità, che varia a seconda delle fasce di età. Oggi è pari all’1,15 per cento: deve arrivare allo 0,01. Per farlo bisognerebbe tenere in considerazione, appunto, le variazioni per fasce di età e insistere su quelle su cui il virus ha un effetto più letale. Tra la categoria degli 80-89enni – che in Italia sono circa 3,6 milioni – l’8 marzo, con 990mila vaccinati, il tasso di moralità era pari al 7,3 per cento. Oggi, a due settimane dalla somministrazione della prima dose, è pari al 5,3 per cento.

Ma nella fascia di età che va dai 30 ai 49 anni anche tramite la campagna vaccinale il tasso di letalità non è diminuito, perché si partiva da livelli già bassi: dallo 0,05 per cento nella categoria dei 30-39enni e dallo 0,09 per cento nella fascia 40-49. Nella fascia che va dai 50 ai 79 anni il tasso di letalità è rimasto stabile intorno al 2,9 per cento perché le vaccinazioni hanno riguardato poche persone appartenenti a questa categoria. Nella fascia di età degli over 90 il tasso di mortalità è passato invece dal 12,8 all’8,2 per cento.

Quindi, spiega Gabanelli, se Big Pharma rispetta gli accordi, “si può pensare a una ripartenza il 25 di giugno se si continua a fare quello che è stato fatto finora, vale a dire somministrando il vaccino non solo agli over 80, ma anche a fasce di età non molto a rischio, tramite l’immunizzazione dei lavoratori esposti”.

Se non dovessero arrivare tutte le dosi previste, però, si aprono due scenari.”Se continuiamo come fatto finora la stessa letalità si raggiungerà a metà agosto“. Se invece si dirottano tutte le dosi disponibili solo sulle categorie più fragili, in cui il tasso di letalità è più alto, si potrà tornare alla normalità comunque intorno al 20 di giugno. “Dall’inizio della campagna vaccinale abbiamo evitato 600 morti, ma questi potevano essere 1.700 concentrandosi solo sugli over 80”, osserva Gabanelli.

“Entro la fine di giugno gli immunizzati con la prima dose saranno il 53 per cento, se invece ci saranno intoppi e si dirotteranno le dosi sugli anziani, questa percentuale si abbasserà ma si raggiungerà comunque la stessa letalità dell’influenza, con le ospedalizzazioni che crollano del 65 per cento e le terapie intensive del 75 per cento. In questo modo gli ospedali potranno tornare a funzionare normalmente e si potrà gradualmente tornare alla normalità, sempre mantenendo tutte le precauzioni”.

3 replies

  1. « … questa percentuale si abbasserà ma si raggiungerà comunque la stessa letalità dell’influenza… »
    Letalità dell’influenza: 0,1%; letalità legata a Covid: 1,4%.

    Non tornerete alla normalità, né a giugno né a settembre. Sono solo promesse. Come lo è stata la “fase 3”.
    Di fatto, quando Conte prorogò i “poteri speciali”, li prorogò per una durata di 4 anni; quindi fino al 2024.
    Non vi fate illusioni. Arriveranno i vaccini e arriveranno le varianti e nuovi confinamenti.
    Durerà fino al Reset, ossia alla migrazione delle vostre risorse nelle tasche di una strettissima minoranza.

    Lo hanno esplicitamente chiesto a Davos, questo “Reset”, alla luce del sole.
    E alla luce del sole, un rapporto del 2013 della Fondazione Rockefeller, apriva la strada alla distopia attuale.
    “Lockdown, tracciatura digitale e fine della privacy, ‘apprendimento nelle forme ‘many to many’ dell’apprendimento peer to peer, al di fuori delle classi formali’, calo della fertilità (per i plebei ovviamente, forse indotta da vaccini?), transumanesimo, moneta digitale internazionale (così nessuno potrà sottrarsi al pagamento dei tributi bancari, tradotto: vostri soldi perennemente erosi in favore degli istituti di credito, che possono anche chiudervi il conto)… un paradiso insomma.

    Intanto in tutta Europa (Italia compresa), il 20 Marzo si sono tenute PARTECIPATISSIME manifestazioni contro la nuova strisciante dittatura. Ovviamente sui media, neanche una parola. Chissà perché…

    Agenda Davos:

    Fai clic per accedere a WEF_NES_Resetting_FOW_Agenda_2020.pdf

    Il futuro sognato dalla fondazione Rockefeller:

    Fai clic per accedere a 1b8843cc-0d4c-4d5e-bf35-4c7b2fbbb63d-the.pdf

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    • master, ma che diavolo scrive?
      “La durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi,
      ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi.”
      quindi in totale, se sa la matematica elementare, fa 24 mesi
      12 il primo anno (2020) e 12 questo (2021).
      dubito che alla decaduta del presidente del consiglio dei ministri, il conteggio
      si azzeri ma, se mai fosse possibile, non sarebbe Conte a farlo ma Draghi
      certo che se c’è da scrivere cassate lei è proprio un master

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