Domenico De Masi: “Media ridicoli sull’elogio a Draghi”

(Carmine Gazzanni – lanotiziagiornale.it) – I media? “Si stanno mettendo in una condizione ridicola”. Per via di un complotto ben architetto? “Niente affatto. Direi più semplicemente che chi si presta è cretino e ignorante”. Va dritto al punto il sociologo Domenico De Masi. C’è qualcosa che non torna, secondo il professore, nella torsione comunicativa di gran parte dei giornali e dei media in genere sul modo di attaccare Giuseppe Conte prima che cadesse il suo governo e nel modo di lodare invece il premier in carica Mario Draghi, nonostante in molte circostanze le azioni siano pressoché identiche.

“Le faccio un esempio”.

Mi dica.
“Prenda il Recovery Plan. Negli ultimi mesi del 2020 abbiamo sentito che Conte era in imperdonabile ritardo, che avrebbe dovuto muoversi. E invece? Bisogna consegnarlo entro il 30 aprile tanto che anche Draghi, giustamente, si sta prendendo il suo tempo. Guardi, quando finirà la pandemia metterò i miei collaboratori a lavorarci seriamente e scriveremo un saggio”.

Addirittura?
“La differenza che c’è stata tra gli ultimi mesi del 2020 e i primi del 2021 è incredibile: tutto quello che si poteva imputare a Conte è stato imputato, e tutto ciò che si può tacere su Draghi si tace. Il coro dei giornali è stato scandaloso, sia nel vituperio contro Conte sia nelle lodi sperticate a Draghi, fatta eccezione per qualche quotidiano”.

Ma crede che ci sia una motivazione precisa dietro?
“Guardi, sociologicamente è impossibile dare una spiegazione per quanto assurda sia questa situazione. Le dirò di più: se ci fosse un disegno dietro, sarebbe impeccabile. Talmente impeccabile e preciso da essere irreale. Io credo molto più prosaicamente che il giornalismo rappresenta un settore della cultura in crisi. Siamo come caduti in un immenso salotto nel quale non si ragiona più con i dati ma andando dietro al sentito dire. E a rendere il tutto ancora più irrecuperabile è da una parte la totale mancanza di obbedienza alla deontologia, dall’altra una supponenza di molti giornalisti che fa credere loro non di essere professionisti come gli altri, ma soggetti che possono pronunciare ogni tipo di sentenza”.

Crede che questo osannare oltremodo Draghi possa essere controproducente per il presidente del Consiglio stesso?
“Assolutamente sì”.

In che senso?
“Non gli si fa un gran favore. In questo modo, infatti, anche le attese aumentano e il rischio è che poi vengano putualmente disattese. Le faccio qualche esempio”.

Prego.
“Si era detto che con Draghi non ci sarebbero stati più i Dpcm e che i ristori sarebbero arrivati prima di subito. E invece il primo atto di Draghi è stato un Dpcm e i tempi per ricevere i ristori non solo non si sono ridotti ma anzi si sono raddoppiati. Per non parlare della Dad che è arrivata all’80% degli alunni”.

Mi par di capire che non è soddisfatto del nuovo governo…
“Guardi, Draghi è un fuoriclasse in campo economico, non c’è dubbio. Ma la politica non è solo economia, è interessarsi agli ultimi, alla scuola, all’edilizia, alle infrastrutture, è mille cose. Sa cosa diceva Luigi Einaudi?”.

Cosa?
“Nessuno è così poco perito nell’arte di governare come chi è perito in tutt’altra cosa”. Voglio dire: chi è un grande economista, non è detto che automaticamente diventi uno statista. E invece qui abbiamo giornali e giornalisti che hanno incoronato “statista” Draghi prima ancora di vederlo all’opera.

Per lei, insomma, ancora non ha dimostrato di essere un “politico”…
“Io dico soltanto che se fosse stato Conte a continuare con i Dpcm, se fosse stato Conte a ritardare nell’erogazione dei ristori, se fosse stato Conte ad innalzare la didattica a distanza all’80% tutti i giornali – al di là delle opposizioni politiche – ne avrebbero parlato. E invece in queste ultime settimane mi pare che nessuno, salvo qualche quotidiano, abbia detto nulla sulle decisione o sui ritardi del governo Draghi”.

Ma per lei non c’è una ragione che vada oltre il giornalismo.
“Le ripeto: no. È un problema culturale. E forse di ignoranza”.

12 replies

  1. Molto attento a non diventare o apparire complottista quando la combutta è evidente come il sole. Odiavano Conte e amano Draghi, loro,i giornalisti…No,molto più probabilmente i loro padroni editori avevano e hanno granti interessi illeciti da difendere e i penivendoli li servono umilmente. Altro che crisi sociologica.

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    • @cesaregoffredogranese

      Mi pare di vederlo il sorriso sarcastico con cui buon De Masi quando risponde alla domanda:
      “Ma per lei non c’è una ragione che vada oltre il giornalismo?” con: “Le ripeto: no! E’ un problema culturale. E forse di ignoranza.”

      Lo sa senz’altro meglio di noi quali sono le vere ragioni che stanno dietro all’osceno comportamento
      della quasi totalità del Circo mediatico, ma dirlo apertamente, per chi nel mondo della comunicazione
      vive e ha sempre vissuto come lui, può comportare. grossi, grossissimi fastidi.
      Meglio limitarsi a una generica quanto non confutabile accusa di ignoranza e stupidità.

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  2. Masi :”se ci fosse un disegno dietro, sarebbe impeccabile. Talmente impeccabile e preciso da essere irreale. Io credo molto più prosaicamente che il giornalismo rappresenta un settore della cultura in crisi.”

    Invece è impeccabile e reale, il disegno ” manipolazione di massa ”

    “Lo schema di Goebbels e dei suoi seguaci viene completato dall’utilizzo di leader carismatici e slogan molto semplici, ma di grande impatto emotivo. Allo stesso tempo, si utilizzano rituali spettacolari, di grande impatto visivo e sonoro. E oggi, aggiungiamo noi, anche una presenza massiccia sui social

    1.Principio della semplificazione e del nemico unico: Scegliere un avversario e insistere sull’idea che sia lui la fonte di tutti i mali. Per esempio: “gli immigrati”, “la destra” o “la sinistra”, “Il presidente del Consiglio”

    2.Principio del contagio: Fare di tutta l’erba un fascio, riunendo chiunque faccia del male in un’unica categoria. In questo modo si rinforzerà l’idea di un nemico unico da combattere. Per esempio: “i mussulmani sono tutti terroristi”; “Al governo sono tutti ladri”

    3.Principio della trasposizione: Dare costantemente la colpa all’avversario o riversare su di lui i propri difetti. Il ladro chiama “ladro” il suo nemico, per confondere le idee e metterlo in difficoltà. I violenti accusano i loro avversari di essere “antidemocratici”.

    4.Principio dell’esagerazione e della deformazione: Trasformare qualsiasi aneddoto, per quanto piccolo o banale, in un fatto da cui dipende la sopravvivenza della società. L’obiettivo è far percepire qualsiasi atto compiuto dall’avversario come sospettoso e minaccioso.

    5.Principio della volgarizzazione: “Qualsiasi propaganda deve essere popolare e adattare il suo livello al meno intelligente degli individui a cui è diretta. Più grande è la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale richiesto. La capacità recettiva delle masse è limitata, e la loro comprensione è scarsa. Inoltre, la massa dimentica molto facilmente”.

    6.Principio dell’orchestrazione: “La propaganda deve limitarsi a un numero piccolo di idee e ripeterle instancabilmente, presentandole ogni volta da un punto di vista diverso, che però riporti sempre allo stesso concetto. Non ci devono essere ambiguità né dubbi”. Proprio per questo motivo, come si suol dire, “se una menzogna viene ripetuta a sufficienza, alla fine diventa una verità”.

    7.Principio del rinnovamento: Consiste nel pubblicare notizie e idee che denigrano l’avversario in grandi quantità e a grande velocità. In questo modo la difesa sarà costante.

    8.Principio della verosimiglianza: Presentare delle informazioni confermate, almeno in apparenza, da fonti solide, anche se in fondo vengono mostrate solo in modo parziale. L’obiettivo è creare una grande confusione, che i cittadini tenderanno a risolvere attraverso la spiegazione più semplice possibile: vale di più una bugia che non può essere smentita, di una verità inverosimile.

    9.Principio del silenzio: Consiste nel non realizzare dibattiti su argomenti su cui non si hanno motivazioni abbastanza convincenti, e allo stesso tempo nascondere le notizie che favoriscono l’avversario. “Se non puoi contrastare le brutte notizie, inventane altre che distraggano da esse”.

    10.Principio della trasfusione: Utilizzare miti o pregiudizi nazionali o culturali per risvegliare una componente viscerale che alimenti determinate pratiche politiche. Le idee devono essere sorrette dalle emozioni più primordiali.

    11.Principio dell’unanimità: Convincere i cittadini del fatto che è necessario pensarla come gli altri, creando una falsa unanimità. Il desiderio istintivo di appartenere a un gruppo completerà l’opera.”

    Masi : ” È un problema culturale. E forse di ignoranza”.

    Chi è l’artefice del problema culturale e della la ignoranza? L’informazione. I sociologi oltre a dare spiegazioni
    di problemi culturali e ignoranza , perchè non prendono in seria considerazione che il disegno è Reale e quali sono le vere
    intenzioni di quel disegno: Manipolare le masse, l’unico scopo è avere il potere nelle mani di pochi.

    Mi dispiace citare Goebbels, ma i suoi “principi” sono la conferma della nostra informazione ” libera e democratica”

    .

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    • @Tracia
      👍👍👍
      Grazie Tracia per il tuo contributo a quel poco di “informazione alternativa” a cui ci è possibile accedere.
      Ognuno degli undici punti teorizzati da Goebbels trova puntuale riscontro nel comportamento dei media
      nostrani ed è francamente terrorizzante rendersi conto come siano tuttora validi.
      Com’è possibile parlare di “democrazia” in un contesto così pesantemente condizionato e inquinato?

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      • Proprio terrorizzante, come lo è terrorizzante anche il piano di rinascita democratica di Lucio Gelli , che trova riscontro in tutto quello che è successo (di fatto attualizzato) fin d’ora. Non è bastata l’inchiesta di Tina Ansaelmi, l’hanno bollata come una visionaria e tutto è
        finito come un altro mistero italiano, senza colpevoli .Ho sentito recentemente due interviste a Gelli, il tono quasi compiacente dei
        due giornalisti che lo intervistavano di fronte alle sue risposte, da rimanere senza parole , e nonostante tutto si continua a sminuire
        tutto, sentire Gelli spiegare : Il complotto Borghese come era concepito ha fallito, bisognava fare qualcosa di diverso: “Il piano”

        “un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione
        Licio Gelli nel 2003 ha sostenuto che la coincidenza di talune parti del “Piano” con i programmi dei partiti attuali non sarebbe casuale. In un’intervista dell’ottobre 2008 ha successivamente affermato che, sebbene tutte le forze politiche abbiano preso spunto dal Piano (tanto da indurlo a reclamare ironicamente i diritti d’autore), Silvio Berlusconi era l’unico che poteva attuarlo

        Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominatim. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.

        Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative
        In un secondo tempo occorrerà:

        a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
        b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
        c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
        d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

        Ma questo è solo ciò che riguarda l’informazione ,( tranne la Rai, di fatto già realizzato) il resto del piano quasi realizzato.

        Basta leggere per avere la conferma , secondo la stampa e la politica nostrana chi indagava e voleva la verità erano “visionari”
        https://it.wikisource.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica_della_Loggia_P2

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    • Grazie. In pratica siamo tante pecore che belando belando e per trovare un poco di erba buona per sopravvivere ci portano in un un’altro dirupo. Povera umanità.

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  3. Caro professore De Masi, la sua è l’unica voce in Italia che vede e denuncia la gravità dello stato del giornalismo, escludendo pochissime testate con i propri giornalisti. Questa situazione che lei denuncia è un grave danno alla democrazia, perché omettendo o nascondendo o addirittura, stravolgendo notizie, si dà agli elettori una visione distorta della situazione politica. Ho potuto constatare che in quasi tutti i contesti in cui viene invitato è l’unico ad avere un linguaggio chiaro e di verità della realtà che viene costantemente distorta. E per questo seguo questi talk solo se sono presenti Lei o giornalisti come Travaglio o Gaetano Pedullà, o giornalisti di questi quotidiani. Altrimenti viene il voltastomaco. Grazie, caro professore.

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  4. ripeto un pensiero già espresso in altra sede: facciamo molta attenzione al piano che vuole Salvini al governo e Draghi presidente della repubblica. Sarebbe la morte della nazione e della democrazia.

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  5. Grazie. In pratica siamo tante pecore che belando belando e per trovare un poco di erba buona per sopravvivere ci portano in un un’altro dirupo. Povera umanità.

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  6. Ma quale problema culturale? I mafiosi non volevano la riforma della giustizia, i potentati economici volevano mettere le mani sui soldi del Recovery Fund. Bisogna dire che i mafiosi hanno ottenuto il loro scopo, quegli altri no. Hanno venduto la democrazia per un piatto di lenticchie).

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