Tutte le cose non fatte a sinistra (che ne hanno segnato la sorte)

CAPOLINEA – NON BASTA UN CAMBIO DI LEADER

(di Domenico De Masi – Il Fatto Quotidiano) – Pasolini morì il 2 novembre 1975. Nei mesi precedenti, tra il primo agosto e il 28 settembre, aveva pubblicato sul Corriere e sul Mondo sette articoli centrati sulla necessità di un processo al gruppo dirigente della Democrazia Cristiana, da Moro a Zaccagnini, da Andreotti a Fanfani. Sulla falsariga di quel carteggio, e sulla base di analoghe imputazioni, nell’anno 2000 proposi su Micromega un analogo processo a cinque leader della sinistra – Bertinotti, Cofferati, Cossutta, D’Alema e Veltroni – ognuno dei quali aveva ereditato un protettorato politico in floride condizioni e lo aveva ridotto in macerie. Mi chiedo oggi se non sia il caso che si riprenda l’idea luterana di Pasolini sottoponendo a un pubblico processo gli attuali esponenti del Pd, che ne hanno fatto scempio. Intendo i leader in blocco, perché tutti insieme, chi più chi meno, hanno provocato, o almeno non hanno impedito, questo tragico disastro godendo di un potere superiore alle loro capacità e di uno stipendio superiore ai loro meriti.

Questi esponenti hanno dilapidato un patrimonio immenso di lotte, esperienze, ideali e speranze tradendo spudoratamente quel popolo di emarginati, precari, proletari e proletarizzati che cresce proprio mentre il Pd, suo naturale difensore, scende ai minimi storici. Il fatto che Zingaretti abbia messo a nudo il fallimento del Pd proprio nello stesso giorno in cui l’Istat annunziava la crescita esponenziale dei poveri (cioè dei potenziali, naturali, legittimi militanti di sinistra) dimostra il divorzio dalla massa sconfinata degli sfruttati che il Partito Democratico ha sciaguratamente provocato per flirtare con gli sfruttatori, potenti ma pochi e infidi per definizione.

Non ho la caratura intellettuale, la potenza retorica e la risonanza mediatica di Pasolini. Ma riesco a vedere in tutta la sua gravità il triplice décalage tra la statura dei Moro e dei Fanfani nel 1975, quella dei Veltroni e dei D’Alema nel 2000 e, ora, quella degli attuali esponenti del Pd. Come pure, mi sembra chiaro il crescendo di omertà che questi ultimi hanno chiesto ai cosiddetti intellettuali di sinistra, ottenendolo.

Del fitto elenco di imputazioni che Pasolini esibiva quarantasei anni fa contro i leader democristiani, oggi molte potrebbero essere ascritte pari pari ai leader del Pd, ormai incistati nel governo: disprezzo per i loro elettori e per i cittadini tutti; contributo alla degradazione antropologica degli italiani; disinvolta manipolazione del denaro pubblico; intrallazzo con gli industriali e i banchieri; distribuzione borbonica delle cariche pubbliche; corresponsabilità nella delittuosa stupidità della televisione, nel collasso della scuola, della sanità e della cultura.

A questi capi d’accusa pasoliniani, altri dovremmo aggiungerne a nostra volta: aver ripudiato categorie potenti come classe, proletariato, rivoluzione; avere liquidato giornali, riviste, sedi e simboli della sinistra; avere abiurato la sua storia, le sue teorie e i suoi “classici”; aver secondato la distruzione dell’ambiente; avere affidato cariche delicatissime a inetti; aver garantito posti di governo e di comando a farabutti; avere cospirato contro i Marino e i Bassolino; aver trattato con ebete spocchia i potenziali alleati; avere varato interi pacchetti di leggi contro i lavoratori; avere delegato ai lager libici e turchi il contenimento dell’emigrazione; aver costruito in Italia altri lager in cui stivare gli immigrati; aver consentito l’incancrenirsi della condizione carceraria; avere abdicato al ruolo pedagogico del partito, lasciando in balia dell’apostolato leghista e fascista la classe in sé dei proletari vecchi e nuovi; avere sprecato tutti questi anni senza reclutare e preparare una giovane classe dirigente, rilanciare una contestazione intransigente, reinventare le forme di partecipazione e di consenso. Insomma, avere consentito in Italia, o non avere ostacolato a sufficienza, il trionfo del neo-liberismo.

Dietro tutto ciò resta l’incapacità di questi leader di capire che la forma “industriale” di potere da essi incarnato è del tutto inadeguato alla società “postindustriale”, e che i nuovi poteri finanziari globalizzati più non sanno che farsene di loro perché ormai gli occorrono i Draghi in salsa gollista.

Se, dunque, la colpa principale dei tracotanti leader democristiani era di essere corrotti, questa degli scialbi leader del Pd è di essere inetti, incapaci di capire che, nella sua contrapposizione epocale alla socialdemocrazia, il neo-liberismo provoca l’aumento spaventoso delle disuguaglianze e la proletarizzazione della classe media offrendo a un partito autenticamente progressista la grande occasione di scovare, formare, organizzare e guidare una massa immensa di vittime del progresso, da scagliare contro i suoi sfruttatori.

Ma c’è di più. Il socialismo reale sapeva distribuire la ricchezza ma non la sapeva produrre; il capitalismo attuale sa produrre la ricchezza ma non la sa distribuire. Inoltre l’economia disarciona la politica e la finanza disarciona l’economia. Dunque, se anche i leader del Pd, nei loro molti anni di governo, fossero riusciti a creare scuole efficienti come in Inghilterra, un welfare generoso come in Scandinavia, un tasso di occupazione elevato come in Germania, tuttavia avrebbero mancato il vero bersaglio storico della sinistra se non avessero trasformato il nostro Paese in un laboratorio capace di concepire un nuovo modello politicamente giusto di socialdemocrazia postindustriale, da sperimentare qui e da proporre al mondo intero. Così, nel primo articolo della Costituzione e nella pratica quotidiana di ogni italiano, “vita attiva” e “felicità” avrebbero preso il posto oggi occupato dalla parola “lavoro”.

È necessario lottare – purché con durezza intransigente preparata in anni di militanza – per l’equità fiscale, la riforma della Pubblica Amministrazione, il reddito di cittadinanza, il blocco dei licenziamenti, la giustizia, i vaccini, ecc. Ma si tratta, comunque, di altrettanti tasselli parziali di un mosaico necessario e tuttavia inesistente. Il compito che toccherebbe al Pd va ben oltre e consiste nel disegnare il mosaico tutto intero per tradurlo in una ideologia incandescente da prospettare alla massa degli sfruttati come una road map della marcia necessaria per uscire dalla marginalità rapidamente, nei tempi umani di una rivoluzione, non in quelli infiniti delle riforme.

Ma per elaborare un simile modello-ideologia, indispensabile e salvifico per il Pd come per la società tutta intera, sarebbe necessario un fecondo rapporto sinergico con intellettuali generosi e visionari. Invece questo Pd – a differenza del Pci di Gramsci e di Togliatti – non ha mai alimentato un simile rapporto, ben sapendo la sua cricca dirigente che l’adesione a un modello di tale potenza innovativa avrebbe comportato l’azzeramento di se stessa.

Eppure, solo dopo questo azzeramento, accelerato da un processo ai responsabili dell’attuale, tragico, imperdonabile fallimento della sinistra, la sinistra può riconoscersi e reinventarsi.

25 replies

  1. Il problema a mio avviso consiste nel fatto che questa massa di sfruttati non si percespisce(essa) come massa, ma solo come insieme di singoli ognuno con il suo problema,grande o piccolo,da risolvere.Il delitto più grande è stato proprio questo,aver permesso l’avanzare del liberismo senza contrapporre nessuna visione solidaristica,aver fatto ritirare i “ protetti” a difesa dei loro piccoli privilegi (in questo hanno grandi colpe anche i sindacati ridotti,nelle grandi aziende,a dispensatori di welfare micragnosi) abbandonando al loro destino tutta una serie di povertà ( materiali ma anche intellettuali).Ora dovremmo chiedere a questi ultimi di battersi per il bene comune ? E cosa risponderanno quando ciò che vedono non va,per forza di cose,al di là del giorno dopo… che fare non so ,ma ci vorranno anni o decenni per ricostruire qualcosa ..

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  2. Caro professore, ho letto tutto d’un fiato questo articolo molto realistico. Una analisi, come solito, puntuale nella tecnicità e nel pensiero. Da condividere in tutte le parole, virgole e punti compresi. Ma non penso, come successo con Pasolini verso la DC, succederà oggi con questa classe autoreferenziale. Il partito può perdere sempre più elettori, importante mantenere per i capicorrente la poltrona. Come denunciato da Zingaretti, vergognandosi del partito, intento solo alle poltrone. E, caro professore, sarà lo stesso anche con il buon Letta. Ci sono ancora tanti renziani nel Pd, che augurano al nuovo segretario un sincero: “Enrico, stai sereno”.

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  3. Pd, Civati: “Letta eletto segretario da chi nel 2014 lo aveva disarcionato. Il mio ritorno tra i dem? Di lui mi fido, ma gli altri non sono cambiati”

    L’ex deputato sette anni fa fu l’unico a opporsi allo sfratto di Palazzo Chigi dell’ex premier per mano di Renzi.

    2014

    Contro l’ordine del giorno della direzione del Pd per un nuovo governo a guida Matteo Renzi hanno votato Pippo Civati e i suoi, 16 delegati in totale. Si sono astenuti invece Stefano Fassina e la bindiana Margherita Miotto.

    136 favorevoli, 16 contrari (Civati corrente ), L’ordine del giorno aveva dell’incredibile: apprezzamento e ringraziamento per il lavoro di Letta (sfiduciato) Per il resto, chi qualche giorno prima diceva che il governo Renzi era fantascienza ,applaudiva fantascientificamente il governo Renzi.

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      • Ecco chi ha detto no Renzi

        Pippo Civati, Enzo Martines, Elly Schlein, Paolo Cosseddu, Marco Sarracino, Marina Terragni, Rita Castellani, Carla Rocca, Luca Pastorino, Andrea Ranieri, Maria Carmela Lanzetta, Samuele Agostini, Felice Casson, Annapaola Cova, Brignone Beatrice, Mirko Tutino
        astenuti invece Stefano Fassina e la bindiana Margherita Miotto.

        Giuseppe Civati
        circa 7 anni fa
        136 favorevoli, 16 contrari (noi), 2 astenuti. Ottimi interventi di Elly Schlein (qui: http://goo.gl/mA8bcU) e Paolo Cosseddu (qui: http://goo.gl/IeRjKU). L’ordine del giorno aveva dell’incredibile: apprezzamento e ringraziamento per il lavoro di Letta (sfiduciato) e assunzione del suo Impegno Italia (il piano verso il 2018 presentato ieri). Per il resto, chi qualche giorno fa diceva che il governo Renzi era fantascienza applaudiva, fantascientificamente, il governo Renzi. Per dire. Cordiali saluti: http://goo.gl/ksKduj

        Erano TUTTI succubi di Renzi
        I 16 sono tutti usciti dal PD

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      • “I lettiani lasciano la direzione Pd: “Non voteremo”
        Quasi tutti gli esponenti lettiani in direzione Pd stanno lasciando la sala per non partecipare al voto sul documento che sfiducia il governo Letta. A lasciare la sala, tra gli altri, a quanto si apprende, Paola De Micheli, Vito De Filippo, Anna Ascani e Lorenzo Basso.”(dal FQ)
        Ecco dov’era l’inghippo. Erano i lettiani che NON hanno votato.

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  4. Boh! è dal 1992 che sento dire le stessissime parole, infatti De Masi è 83enne.
    Ora il PD ha il NIPOTE…il nato vecchio..ci sarà un fiume di retorica ma niente più, solo una gestione del potere.

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  5. Secondo la mia scarsissima visione ! A chiunque enel 68 abbia aderito alle puttanate degli studenti ( avevo 3 anni) ha solo aderito a un costume allora in voga! Non era libertà! Erano tutti dei coglioni che pompati ( come le sardine) dal ex pc l pensino di stare al governo! Quando altri vi hanno già tolto da anni il potere della democrazia! Un altro fallimento totale! Siamo.totalmente controllati da tutti! E tutti rubano e noi morismo di tasse e fame. Poiché loro.padroni.delle nostre vigne vogliono lo.yus.dolis per avere la botte.piena e la moglie.ubriaca per poi farsi le loro esclusive vacanze. Senza che.noi.plebei.gli.rompiamo i coglioni.. enjoy this exclusive esser ! Only for te e!

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    • Cosa ne sai tu delle lotte degli operai, che capivano di politica e di economia e si sono battuti rischiando il licenziamento per la salute in fabbrica e lo statuto dei lavoratori. Non vi siete peritati di leggere un libro su quel periodo.unico di non servilismo in questo paese e ti permetti di trinciare Giudizi…voi che non avete MAI combattuto. Vergognati. E informati invece di raccattare chissà dove false informazioni

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      • Serena, non ti curar di lei
        Senza conoscere il passato non si può capire il presente, e questa signora è il frutto della ignoranza diffusa oggi.
        Non capire cosa sia avvenuto in quegli anni, ma sparare sentenze gratuite di tutto e su tutti senza distinzione.

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  6. LUNGA VITA AL PEGGIO! Viviana Vivarelli.

    Letta era membro della Trilaterale e del Bilderberg e la sua associaz. VeDrò riuniva a casa sua i big del capitalismo europeo. Disse: “Meglio dare i voti a B che al M5S”. Un premier scelto direttamente da Napolitano su indicazione di B. Nominato dall’alta finanza e non certo uscito dalle primarie, gradito al grande capitale. Quello del Dublino 1 sui migranti. Che fece la prima coalizione italiana con B (2013) imposta da Napolitano contro ogni democrazia per mandare al Governo chi aveva perso le elezioni ed escludere chi le aveva vinte, con una coalizione nata in meno di 24 ore, senza l’ombra di un programma condiviso, un Governo che non combinò nulla e dopo 300 giorni spirò (non solo per colpa di Renzi). Un inciucio occulto.
    Il 1° provvedimento di Letta fu a favore delle banche,la fiscalità di vantaggio sulla deducibilità delle perdite,passate da 18 anni a 5 anni,valutato da Mediobanca 19,8 mld, (portato da Renzi ad 1 anno, con ulteriori 3,7 mld).
    Ricordiamo un momento cruciale della storia italiana in cui a casa di Scalfari si riunirono Draghi e Napolitano,3 nemici dell’Italia,3 complottatori a servizio dei poteri neri,che hanno costruito l’euro per rovinare i Paesi mediterranei. 22 novembre 2013: il grande Draghi scende da Strasburgo per conferire coi suoi compari di merenda e impartire gli ordini della Troika (Bce,Fm, Bm) a questo povero Paese, che da tempo ormai ha perso ogni traccia di autonomia e libertà. Tutto informale. Il reggitore delle finanze europee non si degna di comunicare nel modi istituzionali alla Nazione che futuro economico ci aspetta,lo fa in un conciliabolo privato a casa di Scalfari,giornalista di 89 anni,con un capo di Stato eletto incostituzionalmente che ne ha 88 e un virgulto fresco del turbocapitalismo finanziario,Enrico Letta,che per sua stessa ammissione esegue gli ordini del Bilderberg.
    Si assassina la democrazia.Ma chi ha il coraggio di denunciarlo, come il M5S, sarà il nemico pubblico n° 1 e nessuna calunnia sarà bastante a distruggerlo.
    Draghi,Napolitano, Letta (ma Letta contava poco) e Scalfari,la piccola Troika italiana, portò freddamente avanti il complotto di una cricca di banche e magnati, diretto da Draghi per fare del nostro Paese la terra desolata d’Europa, togliendogli ogni possibilità di sviluppo, distruggendo la sua economia,costringendo un milione di giovani a espatriare,tagliando futuro,con una cura assassina fatta solo di tagli allo stato sociale e di tasse, con la conservazione rigorosa di ogni abuso, privilegio o iniquità della Casta.
    Draghi, Napolitano (e Letta, come prima Monti e poi Renzi) con l’aiuto viperino di Scalfari,perpetrarono un golpe contro la democrazia,la Costituzione, un intero popolo,con la freddezza, la falsità, la premeditazione di serpenti velenosi.
    Perpetuarono lo stato di necessità del nostro Paese secondo gli ordini di Bruxelles per evitare ad ogni costo le elezioni e mantenere l’Italia inchiodata ad un euro assassino, permettendo ad altre economie come quella tedesca di primeggiare,per schiantare la concorrenza delle industrie italiane.
    Oggi Draghi ha la faccia di dire che l’euro ci ha salvato dalla crisi quando sa benissimo che la sciagura dell’euro faceva parte dell’operazione ‘Crisi’, concertata a tavolino come una guerra perpetrata con gli strumenti delle banche, della finanza, delle multinazionali, guerra del mondo più sporco e più ricco che voleva soverchiare i più poveri e far trionfare il neoliberismo.
    Non dimentichiamo che lo stupro della Costituzione fu preteso da Napolitano in quel blitz che portò al potere Letta e rese Renzi sindaco di Firenze. Napolitano, dopo aver orchestrato le cose in modo da essere incostituzionalmente rieletto, gestì la nomina del nuovo Premier, sostituendo Bersani prima con Enrico Letta e poi con Renzi, nonostante la Consulta avesse dichiarato che il Porcellumera era incostituzionale e quindi si doveva tornare al voto. I Governi successivi, da Monti, Letta e Renzi, sono stati tutti “Governi di Napolitano”. Il voto di fiducia delle Camere è stato solo la ratifica a posteriori di una decisione presa direttamente da lui. La fine del Governo Letta non è nemmeno passata dal Parlamento come lui non era passato dalle primarie ma nominato in 24 ore. Si gli italiani non fossero dei bambinoni deficienti, non avrebbero applaudito i 3 commissari imposti dalla P2: il fratello di loggia Mario Monti, il parafratello Enrico Letta, l’aspirante fratello Matteo Renzi”. Per non parlare del “venerabilissimo” Mario Draghi, governatore della Bce, affiliato a ben 5 superlogge. E, quando si tornò all’elezione del PresdellaRep e fu Napolitano, la P2 organizzò una pattuglia di 101 franchi tiratori Pd per impallinare Prodi, mentre l’onesto Rodotà non fu nemmeno considerato. E Napolitano condizionò l’accettazione alla riforma della Costituzione, imposta a un Parlamento eletto con tutt’altri programmi e scritta da 12 “saggi” scelti da lui.
    Le ‘larghe intese’ ricicciarono Enrico Letta, scelto personalmente da B, che le abbandonò dopo la sua condanna ed espulsione dal Senato. Ma era già pronta una riedizione dell’inciucio: il Patto del Nazareno, siglato da Renzi e dal pregiudicato B.. Renzi si rimangiò la parola data e fece sfiduciare Letta dalla Direzione Pd, senza passare dal Parlamento né dalle urne, prendendo il suo posto con sistemi più spicci, un programma mai sottoposto al voto elettorale e dettato da Confindustria, Troika e banche d’affari. Profittando della crisi di FI, Renzi governò con varie maggioranze: una ufficiale di csx, le altre clandestine con pezzi di dx(acquistati con scambi occulti) per far passare tutto ciò che piaceva a lui. Compresa una legge elettorale e una riforma costituz. improntate all’uomo solo al comando, che il Parlam. non poteva discutere nel merito, ma solo approvare senza fiatare. Così abbiamo dovuto vedere leggi indecenti, la progressiva demolizione della Democrazia, la sovranità del popolo negata con governi mai votati da alcuno, ma nominati da Napolitano, la legge Fornero, l’Austerity, la cancellazione dello Statuto dei Lavoratori, la soppressione dell’Art. 18, le riforme insensate imposte a colpi di fiducia dalla Buona Scuola ai tagli alla Sanità, gli attacchi alla Costituzione, il riordino del diritto di sciopero…
    Letta fu tra i dipendenti della Goldman Sachs e fu sottosegr. alla Pres. del Consiglio dei ministri nei governi B. Nella sua lettera denuncia a Napolitano, Travaglio scriveva: “Lei incaricò Enrico Letta, scelto da B persona, cioè da colui che aveva perso sonoramente le elezioni con 6,5 milioni di voti in meno. E fece subito capire chi era il vero premier, imponendo al Letta travicello 5 suoi fedelissimi in altrettanti ministeri-chiave: Saccomanni all’Economia, Bonino agli Esteri, Cancellieri alla Giustizia, Giovannini al Lavoro, Quagliariello alle Riforme. Conosce qualche precedente simile, nella storia delle democrazie parlamentari? Il 29 maggio il governo Letta, d’accordo con lei, nominò altri 35 “saggi” extraparlamentari, quasi tutti di sua stretta obbedienza, per scrivere le riforme costituzionali da approvare in Parlamento “entro 18 mesi”…. E, per abbreviare i tempi, con un ddl costituzionale stravolse tempi e modi dell’art. 138 della Costituzione, che regola le riforme costituzionali, aprendo la strada a ogni possibile scassinamento della Carta a tappe forzate. Il 1° giugno lei diede a governo e Parlamento un anno per varare le riforme che le garbavano” ma Letta era troppo fiacco e lento e così “..a metà febbraio, Renzi prese il suo posto”. E, come 1° atto, fece una legge che escludeva Gratteri dalla carica di guardiasigilli per scegliere Nitto Palma. Napolitano ha sempre sorretto una cricca politica e finanziaria di malaffare, quella che in misura pesantissima ci sta straziando dall’Ue. La sua imposizione di Monti, Letta, Padoan e Renzi non ha fatto che aumentare il potere della dx peggiore. Ciò prova chiaramente a servizio di quali padroni si sia sempre messo: banche, sistema finanziario, speculatori di Borsa, grandi evasori, criminali di Stato, proprio quei poteri neri,che qualsiasi sx seria dovrebbe combattere.
    Napolitano è stato 3 volte traditore: ha tradito tutti gli ideali e valori della sx. Ha tradito il popolo italiano consegnandolo ai suoi carnefici. La propria coscienza umana mostrando che se ne fregava della giustizia e del futuro della gente, se ne fregava di qualsiasi valore democratico o civile, se ne fregava del bene collettivo”.
    Era la svolta antidemocratica realizzata nei fatti con i governi Monti, Letta e Renzi, dove il Parlamento non è stato eletto da nessuno e dove i governi vengono sfiduciati al bar. Dove non c’è più corrispondenza tra programmi e cose fatte, non ci sono elezioni, non c’è scelta per via di leggi elettorali incostituzionali. Nel suo breve regno, Letta fece 429 leggi ma 364 si bloccarono perché mancavano le leggi attuative. La partitocrazia peggiore regnava senza governare. In 235 giorni, Letta chiese la fiducia 12 volte e in nessuna c’era necessità e urgenza di tutelare il bene nazionale! Monti fece peggio:34 fiducie in 8 mesi, un continuo susseguirsi di decreti legge approvati con la fiducia. In Italia non esiste la democrazia ma solo manovre di Palazzo.
    Ma Letta era troppo moscio e Napolitano e B decisero per un venditore più veloce e scelsero Renzi che andò come un fulmine,un turbo con la mania dei record: 5 riforme in 5 mesi. E, se non fosse stato per la ribellione degli Italiani,sarebbe sempre lì, per la gioia di Draghi, a dissolvere la democrazia E avanti con la spartizione Cencelli,come ora, affinché l’Italia abbia sempre il governo delle lobby: Confindustria,Coop,Ocse,il clan B e,ora,il clan Renzi.
    E inalterabile sullo sfondo l’inossidabile Napolitano che scarta l’ottimo Gratteri alla Giustizia, parendogli brutto metterci uno che la farebbe funzionare attaccando mafia e camorra, senza condoni, depenalizzazioni, prescrizioni e leggi ad personam, meglio l’oscuro Orlando che farà quello che gli dicono e abolirà l’ergastolo e il 41 bis (la mafia ringrazia). E all’Economia naturalmente quel Padoan, dirigente del Fm, membro dell’Ocse, gruppo dirigente dei Paesi ricchi che ha già distrutto Argentina e Grecia. Tanto per non cambiare linea da quell’austerity che ci piace tanto. La Meloni denunciava: “Il governo Letta in 10 mesi ha fatto 3 interventi, guarda caso tutti a favore delle banche: ha dato alle banche 100 mld provenienti dalla Bce per favorire mutui a tasso agevolato per imprese e famiglie, e niente è stato fatto; ha dato alle banche 10 mld e ha salvato Bankitalia con altri 7 mld e mezzo”. Fu molto mediocre il Governo Letta. 10 mesi buttati mentre il Paese era allo stremo. Non un € speso, malgrado le promesse, per ripresa e sviluppo. Non un € tagliato alla casta. Non una legge di aiuto alle piccole e medie imprese che fallivano 2 al giorno. Non una sola cosa per aiutare i senza lavoro. Impallinata anche la proposta del M5S di far pari tra crediti dello Stato e tasse e financo l’ultima disperata richiesta di sospendere per un anno la mannaia di Equitalia a quelle imprese che ancora hanno crediti verso lo Stato.
    L’alleanza con B consolidata. La legge elettorale fatta con B che peggiora addirittura il Porcellum. Abolita l’elezione dei pres. di Regione. Decreti pasticciati, annunciati poi sospesi per la mancanza di 394 norme attuative. Un Governo breve ma inutile.
    E ora ricomincia tutto da capo! E i protagonisti sono sempre gli stessi: Draghi, Letta e Renzi che trama nell’ombra. Si sono indeboliti Napolitano e Scalfari per l’età. Ma gli Italiani sono sempre lì che tifano per le persone sbagliate. E ora si è aggiunto alla masnada anche Grillo che ‘ordina’di votare Draghi e espelle chi non lo fa. E su Twitter i big a 5 stelle si sbracciano per fare gli auguri a Letta. Tutto come prima, peggio di prima. Resta solo la desolazione di chi nella rivoluzione ci aveva creduto e ora si ritrova con un partito che deve essere “moderato e liberale”. Ma dite ‘massonico’ e ‘liberista’, che fate prima!

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    • Un po’ lunga questa cronistoria , e certamente ispirata da una visione pregiudiziale; ma almeno la metà dei fatti raccontati è realistica o quantomeno meritevole di riflessione….

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      • Per esempio ha detto il falso su i 35 saggi. Primo non erano tutti e nemmeno in maggioranza succubi. Tanto è vero che NON hanno attuato le loro proposte. A vedere tutto fosco si rischia di non capire. L’economia italiana va male a prescindere dall’Europa perché in un mondo globalizzato le piccole e medie non reggono la concorrenza. E molti altri motivi. La lagnacontro l’Europa non può assolvere le responsabilità dei nostri industriali e governi

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  7. Molto semplicemente e banalmente penso che quello che fu il PCI morì il 9 novembre del 1989: nella caduta del muro di Berlino. In un colpo secco, come accade a volte nella storia, scattò nella mente dell’ex PCI una sorta di liberi tutti, che gli fece dimenticare in un attimo chi erano, e che ci stavano a fare dov’erano. Da quel momento in poi, TUTTI i dirigenti del PCI, si sono sentiti liberi di fare tutto quello che gli passava di fare nella testa (E L’HANNO FATTO!).
    Fine della sinistra. Punto. Quando sono andati al governo con l’ulivo erano così rincoglioniti dagli inciuci con Berlusconi che non sono riusciti NEANCHE A FARE UNA LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI!!! E non è un caso che questo partito ci abbia regalato il peggior presidente della Repubblica della storia: Napolitano! Quello che neanche fiatava su tutte le porcherie di leggi sulla giustizia ad personam che gli sfornava Berlusconi e subito firmava…
    Il mov. 5 stelle non sarebbe mai nato senza questo sbracamento e dissolvimento dell’ex sinistra italiana.
    Milioni di persone ci siamo ritrovati senza più un partito da votare, perchè PARADOSSALMENTE, il PD viene ANCORA OGGI (!!!!!) accreditato come il maggior partito della sinistra!!!! Non hanno neanche la mano, di sinistra!
    Gli schiavi che raccolgono i pomodori nel sud; i lavoratori dipendenti e pensionati che non riescono più a finire il mese con gli stipendi DA FAME che hanno; I disoccupati; i riders schiavi che ci portano il cibo a casa; tutto l’universo del precariato in TUTTI i settori….. Tutta gente che si è ritrovata SENZA RAPPRESENTANZA! E SIAMO MILIONI!!!

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    • “Molto semplicemente e banalmente penso che quello che fu il PCI morì il 9 novembre del 1989: nella caduta del muro di Berlino. In un colpo secco, come accade a volte nella storia, scattò nella mente dell’ex PCI una sorta di liberi tutti, che gli fece dimenticare in un attimo chi erano, e che ci stavano a fare dov’erano.”, quindi, prima non potevano che essere: opportunisti; leccaculo; confusi; ignoranti; stupidi; poveri illusi; millantatori; ipocriti; sfruttatori. Scelga lei, magari può comprare tutto in blocco.

      “Tutta gente che si è ritrovata SENZA RAPPRESENTANZA! E SIAMO MILIONI!!!”, ecco, sì, appunto, una domanda facciamola retroattiva: pensavate di avere rappresentanza prima?

      BANDIERA ROSSA LA TRIONFERA’!

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  8. Seguito da “the crisis of democracy” di Michel Crozier, Samuel P. Huntington e Joji Watanuki del 1975

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  9. La Bindi oggi (Agora) : Letta ha detto che bisogna costruire un centrosinistra per combattere la destra di Salvini e Meloni. non ha
    citato però Berlusconi che fa parte del centro destra, e poi da quello che mi risulta PD non ha governato con Salvini, Meloni e
    Berlusconi, ma neanche con Italia Viva ,visto quello che è successo ”

    Letta : Il tema dell’alleanza Pd-5s è tutta in un passaggio, giunto solo alla fine, e rivela:

    “Dobbiamo pensare che abbiamo vinto e governato quando abbiamo fatto coalizione. Quando siamo andati per conto nostro abbiamo perso. 1996 e 2006, eravamo guidati da Prodi. La coalizione e’ fondamentale: io ci credo. Ad aprirsi ci si guadagna sempre. Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra, su INIZIATIVA E LEADERSCHIP del PD.

    Il primo che incontrerà sarà Renzi, si vede che lo considera il più importante interlocutore per il centro sinistra.
    La tendenza è sempre la stessa, far credere di cambiare, ma di fatto solo a parole.

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  10. Ho una semplice puntualizzazione da fare. Alla frase…

    “Il socialismo reale sapeva distribuire la ricchezza ma non la sapeva produrre; il capitalismo attuale sa produrre la ricchezza ma non la sa distribuire.

    …vorrei semplicemente correggere, se posso permettermi, dicendo che distribuire, la riccehzza la sa benissimo distribuire: verso sé stessa. 🤦🏻‍♂️

    Il resto…

    “”A questi capi d’accusa pasoliniani, altri dovremmo aggiungerne a nostra volta: aver ripudiato categorie potenti come classe, proletariato, rivoluzione; avere liquidato giornali, riviste, sedi e simboli della sinistra; avere abiurato la sua storia, le sue teorie e i suoi “classici”; aver secondato la distruzione dell’ambiente; avere affidato cariche delicatissime a inetti; aver garantito posti di governo e di comando a farabutti; avere cospirato contro i Marino e i Bassolino; aver trattato con ebete spocchia i potenziali alleati; avere varato interi pacchetti di leggi contro i lavoratori; avere delegato ai lager libici e turchi il contenimento dell’emigrazione; aver costruito in Italia altri lager in cui stivare gli immigrati; aver consentito l’incancrenirsi della condizione carceraria; avere abdicato al ruolo pedagogico del partito, lasciando in balia dell’apostolato leghista e fascista la classe in sé dei proletari vecchi e nuovi; avere sprecato tutti questi anni senza reclutare e preparare una giovane classe dirigente, rilanciare una contestazione intransigente, reinventare le forme di partecipazione e di consenso. Insomma, avere consentito in Italia, o non avere ostacolato a sufficienza, il trionfo del neo-liberismo.”

    …è facilmente sintetizzabile in una mia semplice conclusione, come vado dicendo da anni (cosa che mi spinse a smettere di votare nei primi anni 2000, per poi riprendere nel 2013 coi 5S): il PD è un partito di destra, talmente di destra che ha partorito un aberrazione degenere come Renzi, ritenuto però un grandissimo statista e rivoluzionario riformista progressista di altissima caratura (finché ha fatto comodo. Mavvaffan-Q-lo! Bello schifo!). Punto. 🤷🏼‍♂️

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  11. Veltroni: “Il Pd stia con Draghi e torni a pensare agli ultimi, la sinistra impari a stare insieme” – La Stampa
    Ci mancava questa analisi del nulla…
    Questi possono solo essere cacciati
    Sono peggio di chi è incapace di intendere e di volere. Sono pericolosi anche a se sressi.

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  12. Le prime URGENTISSIME cose da fare secondo il Nuovo Segretario: voto a sedici anni e ius soli per i figli degli immigrati…… Senza speranza…. Una prece….

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