Fra espulsi e ricorsi il M5s guarda a un nuovo progetto

(agi.it) – Due giorni dopo il sì dell’ex premier, Giuseppe Conte, al progetto di Beppe Grillo per rifondare il Movimento 5 stelle, sul Movimento pesa ancora la questione ‘espulsi’. Nella giornata di martedì è stata formalizzata la ‘cacciata’ di tre deputati che non hanno partecipato alla fiducia verso Draghi .

Sono Yana Ehm, Cristian Romaniello e Simona Suriano, già conteggiati nel gruppo dei quaranta dissidenti, il giorno del voto. Nella stessa giornata arriva la notizia del ricorso di alcuni parlamentari ‘allontanati’ che, in parte, si rivolgono alla commissione Contenziosa del Senato e in parte annunciano un ‘arrivederci’ in tribunale.

I primi denunciano violazione dei principi costituzionali e del regolamento del Senato. Mentre risarcimento per danno all’immagine e per l’impedimento di un legittimo diritto stabilito dallo Statuto ( quello di poter ripetere entro 5 giorni la votazione su Rousseau per stabilire l’adesione o meno al nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi) sono le richieste che prenderanno corpo nella causa civile che si prospetta.

E i tempi sembrano brevissimi: entro giovedì dovrebbe essere formalizzata la richiesta a Palazzo Madama, la settimana prossima quella davanti al giudice ordinario.

“Annullare, previa sospensione, i provvedimenti impugnati” reintegrando i senatori nel gruppo del Movimento 5 Stelle perché si tratta, secondo i ricorrenti all’organismo interno del Senato, di violazione della Costituzione oltre che del regolamento di Palazzo Madama (si fa riferimento al principio democratico, al diritto alla libertà di espressione, al principio del metodo democratico dei partiti politici e anche al principio di democraticità dei Gruppi parlamentari ai sensi degli articoli 14 e 53 del Regolamento del Senato della Repubblica), è la strada che si chiede di percorrere all’organismo preposto di palazzo Madama.

“Quando il parlamentare si trova al cospetto di una questione di coscienza (come potrebbe essere, ad esempio, il votare a favore o contro un nuovo Esecutivo chiedendosi se lo stesso rispecchia la volontà dei propri elettori…) dovrà sempre ricercare un punto di equilibrio (o di mediazione) tra la propria coscienza (ergo le proprie decisioni) e il volere dei cittadini che rappresenta”, si legge nel testo.

“In altri termini, la fuoriuscita di un parlamentare dal Gruppo parlamentare cui è stato assegnato in ragione del voto popolare può avvenire solo per una libera scelta dell’interessato, rappresentando in tal caso (e solo in tal caso) una libera modalità di esercizio della rappresentanza della Nazione.

In ogni altro caso, tale fuoriuscita, frutto di una costrizione esterna alla volontà del singolo parlamentare, costituisce un attentato alle scelte democratiche del Corpo elettorale”, è l’argomentazione che si aggiunge facendo, fra l’altro, notare: “Anche volendosi ammettere la legittimità di una siffatta previsione, e degli atti che ne discendono, nel nostro caso nessun riferimento alla volontà del Capo politico può venire in rilievo, atteso che il Movimento, al momento di comminazione della sanzione nei confronti degli esponenti non aveva alcun Capo politico”.

È “con votazione del 17 febbraio 2021, l’assemblea degli iscritti al Movimento ha ratificato l’eliminazione di ogni riferimento” a questa figura. Sugli espulsi e sulla possibilità, circolata in queste ore, di un loro possibile reintegro si concentrano, intanto, i malumori della gran parte di coloro che, fra Camera e Senato, hanno appoggiato la nascita del nuovo esecutivo: ‘non è stata una scelta facile e ci abbiamo messo la faccia, mentre gli altri non lo hanno fatto e magari passano per eroì, è il ragionamento.

E la linea dura verso i fuoriusciti sembra prevalere. Sui ‘dissidenti’ e sulla possibilità di riannodare le fila – se Conte dovesse ritenere operativamente percorribile il progetto delineato nel vertice di domenica, con Beppe Grillo e i big del Movimento – probabilmente si rifletterà più in là, osservano fonti addentro al cambiamento, valutando magari caso per caso.

Ora le questioni sul tappeto, al netto dei temi di fondo della rinnovata forza politica cui si guarda, sembrerebbero operativamente più legati alla modifica dello statuto, alla struttura della guida di M5s e al tema del simbolo.

Conte, dai più, viene immaginato come nuovo capo politico affiancato da una segreteria, ma sul tavolo ci sono anche le decisioni degli Stati generali con la scelta di una guida a cinque per il Movimento. E poi ancora, il rapporto con Rousseau e il vincolo del secondo mandato per gli eletti. 

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8 replies

  1. Insomma si sono incartati. Secondo me il problema è rappresentato dal voltafaccia di Crimi al’indomani della consultazione. La sera prima aveva detto di no a Draghi mentre il giorno dopo ha cambiato idea perchè glielo ha ordinato l’elevato. Ma chi era il capo politico, lui o Grillo ? Altra questione è il coinvolgimento di Conte nella direzione del movimento: Conte dirà si o no a draghi ? Sicuramente sarà per la fiducia a quest’ultimo. Quindi la questione con i dissidenti non sarà risolta e nemmeno con i nostri elettori che restano contrari a questo governo.

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  2. Quello che c’era da dire su questa sceneggiata l’ha detta il senatore Trizzino, chiedendosi se vale la pena di restare in questo circo equestre, fatto solo per mantenere al comando il cerchio magico di Giggino

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  3. Trezzino era il più convinto a sostenere Governo Draghi, adesso è circo equestre, non capisco cosa vuole veramente.
    In questo circo ci sta anche lui, e poi se è vero che pensa di andare con Carelli, ho dei seri dubbi sul senatore Trezzino
    Vuole sostenere il governo con Carelli, non con il suo partito, ma di fatto da ragione ai ribelli. Coerenza zero.
    Se avesse ottenuto un incarico ,ci sarebbe anche lui nel cerchio t magico di Giggino.

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  4. “Quando il parlamentare si trova al cospetto di una questione di coscienza (come potrebbe essere, ad esempio, il votare a favore o contro un nuovo Esecutivo chiedendosi se lo stesso rispecchia la volontà dei propri elettori…) ”
    Perché dovrebbero chiederselo, dopo la votazione su Rousseau?
    O si fa la consultazione, e se ne rispetta il risultato, o non si fa. C’è una regola per cui il parlamentare 5s deve rispettare il risultato della votazione?
    Se c’è, di che cosa stiamo parlando?
    Se invece non c’è, a che cosa è servito tutto il balletto?
    Seguite le regole della Costituzione e via… non è che ci si possa appigliare ad essa solo quando fa comodo.

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  5. Tutto ciò ha molto a che vedere con la pochezza cosmica di Crimi.
    Un capo politico non è un notaio miope che applica pedissequamente le norme vigenti. Un capo politico dovrebbe fare – appunto – il capo politico ed usare con intelligenza e veduta d’insieme la politica – appunto, di nuovo – per risolvere i problemi.
    In quanto al circo, complicato, brutto da vedere , cacofonico eccetera, ma almeno dimostra che nei 5S c’è ancora vita, e fin che c’è vita c’é…
    Guardate i deputati degli altri partiti, vanno di qua e di là, sbatacchiati, senza un rumore, senza una lamentela, proprio come zombi. Ma guarda!

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  6. Ho letto che il mitico Beppe Grillo, quello che spuzzava Bruna Vespa, manda messaggi online implorando un tale signor Draghi.

    Ma sara’ veeeeero?

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