La premier ai ministri: “Evitare uscite individuali. Per me vicenda chiusa”. L’ambasciatore Fertitta ricuce. Lollobrigida va a New York

Meloni: “Il caso è chiuso, non boicottiamo gli Usa”. Trump: “Italia cattiva”

(di Lorenzo De Cicco (Roma) e Paolo Mastrolilli (corrispondente da New York) – repubblica.it) – Un rapido ragguaglio con i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per ufficializzare l’inversione a U rispetto alla disputa social con Trump: ora abbassiamo i toni. Poi, per far sì che tutti nel governo intendano il messaggio, un breve discorso in apertura di Cdm. Giorgia Meloni evita di ribattere pubblicamente alle sortite, sempre più ruvide e aggressive, del presidente degli Stati Uniti, ma dentro Palazzo Chigi impartisce direttive ai suoi ministri. «Il caso per me è chiuso», sostiene, anche se è più una speranza, al momento, che una costatazione.

A confermarlo c’è l’ennesimo affondo del leader Usa che in serata, parlando nello studio Ovale, ribadisce le accuse: «L’Italia si è comportata molto male». E cita anche Germania e Gran Bretagna. Poi, rispetto agli alleati: «Non ci sono stati per noi e noi abbiamo speso miliardi di dollari per loro». E pensare che nel pomeriggio la premier era tornata in cdm sul fatto con un’ironia che stupisce qualche presente: «Avrete visto il mio scambio amichevole con Trump…». Amichevole, certo. «Ma per quanto mi riguarda la vicenda è chiusa». Dunque vanno scongiurati incidenti o, peggio, provocazioni. «Vi chiedo di evitare uscite individuali, dobbiamo comportarci con gli Stati Uniti come abbiamo sempre fatto». Vale anche per il ricevimento dell’Independence day a Villa Taverna, l’ambasciata degli Usa a Roma, il prossimo 2 luglio, appuntamento che il giorno del primo scontro con Trump il grosso dell’esecutivo voleva disertare. «Nessuno faccia iniziative di boicottaggio — è invece l’ordine della premier — anche perché il nostro rapporto con Fertitta è buono, l’ambasciatore è sempre stato estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti».

Pontieri al lavoro. Tilman Fertitta, il miliardario patron degli Houston Rockets e dall’aprile ‘25 ambasciatore a Roma, è uno di questi. Non a caso ieri sera è intervenuto, spargendo parole al miele per l’Italia: «Riconosco che possono esserci momenti di disaccordo tra due leader. Ciò che conta è che la relazione tra Stati Uniti e Italia continui ad essere una vera partnership cooperativa tra i nostri due paesi. America e Italia sono da tempo importanti l’uno per l’altra ed è stato un vero piacere per me lavorare ogni giorno con il popolo italiano su una vasta gamma di questioni, incluse quelle economiche, politiche e di difesa». L’ambasciata Usa di via Veneto ha spedito gli inviti per la festa del 4 luglio. Meloni non dovrebbe esserci, i due vicepremier sì.

Oltre gli attriti, sul tavolo c’è una pila di dossier politico-economici su cui si cerca di evitare costosi strappi. A partire dall’export alimentare. Segnale: nel fine settimana il ministro Lollobrigida volerà a New York, per partecipare alla fiera Fancy Food. Giovedì invece l’Italia aderirà alla “Pax Silica”, l’iniziativa Usa (anti-Cina) che punta a costruire una filiera del silicio sicura, rafforzando le catene del valore dell’intelligenza artificiale, dai minerali critici ai semiconduttori. A Washington non dovrebbe andare un ministro, ma la sottosegretaria (leghista) all’Ambiente Vannia Gava. Anche Germania e Olanda si apprestano ad aderire, come la Grecia. Trump preme per bilanciare il quasi monopolio globale di Pechino nell’estrazione e lavorazione di minerali critici e terre rare. Altro segnale: Meloni ha deciso, con Tajani, di dare seguito alla bozza di un memorandum Italia-Usa. Avrebbe dovuto essere firmata ieri, ma la missione a Miami del vicepremier è saltata dopo le randellate del tycoon. Non finirà però cestinata: l’accordo sarà siglato da «alti funzionari», fanno sapere dalla Farnesina. Si lavora pure alla firma di una dichiarazione congiunta sull’intelligenza artificiale.

L’appuntamento politico di maggior peso sarà il vertice Nato ad Ankara il 7 e 8 luglio, dove Trump e Meloni si ritroveranno. Poi inizierà una lunga serie di incontri legati al fatto che il capo della Casa Bianca ospiterà il G20 a Miami nel suo resort Doral, il 14 e 15 dicembre. Il 31 agosto si comincia con i ministri finanziari in North Carolina, il primo settembre la riunione sulla tecnologia, a metà mese l’energia a Houston e il 30 il Commercio a Milwaukee. Il 30 ottobre ad Atlanta si vedranno i ministri degli Esteri, ma prima a settembre ci sarà l’Assemblea generale dell’Onu. Il mese successivo si celebrerà Colombo e l’eredità italiana negli Usa, incluso il gala della Niaf dedicato alla Lombardia. L’anno scorso sfilò tutta la prima linea di FdI, inclusa Arianna Meloni. Ora si vedrà. «Le ragione per cui la premier Meloni è rispettata negli Usa — dice la vice presidente fondazione degli italo americani, Anita McBride — restano intatte: carattere e resilienza. Speriamo di tornare a concentrarci sui valori e gli interessi che ci uniscono».