Massimo Fini: “Migliori dei nostri padri?”

(Massimo Fini – massimofini.it) – Combattenti di terra, di mare e dell’aria. Camicie nere della rivoluzione e delle legioni. Uomini e donne d’Italia, dell’Impero e del regno d’Albania: ascoltate… Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria (boato). L’ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia (boatofischi). Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia e spesso insidiato l’esistenza medesima del popolo italiano. Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell’edificio, l’ignobile assedio societario di 52 stati (boato, fischi). La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. Con voi il mondo intero è testimone che l’Italia del Littorio ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge l’Europa. Ma tutto fu vano (duce! duce! duce!). Bastava rivedere i trattati per adeguarli alle mutevoli esigenze della vita delle nazioni e non considerarli intangibili per l’eternità (…) bastava non respingere la proposta che il Fuhrer fece il 6 ottobre dell’anno scorso, dopo finita la campagna di Polonia (Hitler! Hitler! Hitler!). Oramai tutto ciò appartiene al passato. Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra, gli è che l’onore, gli interessi, l’avvenire fermamente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia (duce! duce! duce!). Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime. Noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e militare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di 45 milioni di anime non è veramente libero se non ha libero accesso all’Oceano (duce! duce! duce!). Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione. È la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l’oro della terra. È la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto. È la lotta tra due secoli e due idee. Italiani! In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo. Questo abbiamo fatto e faremo con la Germania, col suo popolo, con le sue vittoriose Forze armate. (…) Salutiamo alla voce il Fuhrer, il capo della grande Germania alleata (Hitler! Hitler! Hitler!). L’Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano: vincere! E vinceremo (boato, delirio).

Questo è il testo integrale, o quasi, del discorso col quale il 10 giugno 1940, da Palazzo Venezia, Benito Mussolini annunciava al popolo italiano che il nostro Paese entrava in guerra contro le “democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente”. Dovrebbe essere integrato dal sonoro che restituisce il timbro, la retorica, la potenza della voce del Duce (maiuscolo o minuscolo? dipende dai tempi) e soprattutto l’impressionante sottofondo. Credo che pochi italiani lo conoscano, se non per sentito dire, dopo che il fascismo, e tutto ciò che lo contorna, è stato bollato come “Male assoluto”, secondo in questa nera classifica, almeno nell’Europa continentale, solo al nazionalsocialismo. Lo ripropongo non per sbeffeggiare e vilipendere gli italiani illusi, entusiasti e atrocemente ingannati di ieri che poi non sono che, nella stragrande maggioranza, a seconda dell’età, i padri e i nonni degli italiani di oggi. Lo ripropongo per chiedere agli italiani di oggi se si credono sul serio eticamente superiori agli italiani di ieri solo perché “democratici e antifascisti” (durante il similsinistrismo degli anni ‘70 era obbligatorio aggiungere “laici”).

Le Democrazie sono, storicamente e statisticamente, i sistemi politici più corrotti del mondo, più delle dittature, delle autocrazie, delle teocrazie. E si comprende facilmente il perché: le varie fazioni politiche, in perenne conflitto fra di loro per procacciarsi il consenso, ricorrono molto spesso, per non dire quasi sempre, ad atti illeciti. Quella italiana, almeno in Europa, è la più corrotta di tutte, più che in Germania, più che in Spagna, più dei pur corrottissimi cugini francesi. Pervertiti sono i suoi meccanismi istituzionali a uso e consumo delle varie autocrazie, economiche e politiche. Corrotti sono i partiti, poco più che delle associazioni mafiose che proteggono, a scapito di pochi cittadini liberi, gli amici e gli “amici degli amici”. Corrotto il larga misura è il Parlamento dove siedono centinaia di inquisiti e anche condannati per reati di diritto comune e personaggi di un tale squallore che ci si chiede perché mai siano lì a rappresentare la più prestigiosa Istituzione della Repubblica. Scrive Alexis de Tocqueville in La democrazia in America: “Al mio arrivo negli Stati Uniti fui molto sorpreso scoprendo fino a  qual punto il merito fosse comune fra i governati e come fosse scarso nei governanti” e aggiunge “Nella democrazia i semplici cittadini vedono un uomo uscire dalle loro file e giungere in pochi anni alla ricchezza e alla potenza: questo spettacolo suscita la loro sorpresa e la loro invidia. Essi ricercano in che modo colui che ieri era un loro eguale sia oggi rivestito del diritto di dirigerli”. Corrotta è la Pubblica Amministrazione infiltrata arbitrariamente dai partiti. Corrotta è una parte della Magistratura, soprattutto nei suoi gradi più alti. Corrotto è il mondo universitario dove, solitamente, si entra e si avanza non per merito ma per uno scambio di favori e c’è voluto un docente di origine inglese, Philip Laroma Jezzi, per smascherare un sistema che tutti conoscevano. La mafia, per parafrasare al contrario Bertoldo, sono quattro: la mafia propriamente detta, la ‘ndrangheta, la camorra, la Sacra corona unita, cui si aggiunge quel “mondo di mezzo” per il quale è stata accolta con gran giubilo una sentenza della Magistratura che non lo giudicava propriamente mafioso mentre si tratta di un fenomeno ancora più grave perché le mafie ufficiali sono malavita organizzata gerarchicamente e quindi, in teoria, individuabile, il “mondo di mezzo” no, perché può essere dappertutto.

Scriveva Ignazio Silone in Vino e Pane: “Per vivere un po’ bene, bisogna vendere l’anima. Non c’è altra via”. Si riferiva al periodo fascista, ma questo vale anche, e forse ancora di più, nella democrazia italiana degli ultimi decenni.

E allora vi chiedo, italiani di oggi: siete davvero così sicuri di essere eticamente migliori dei vostri padri e dei vostri nonni e continuerete a sputare sulle loro tombe? Attendo risposte.

14 replies

  1. ASPIRANDO ALLA LIBERTÀ
    Viviana Vivarelli.

    Aspirando alla libertà
    davanti alla morte del mio paese
    alla fine degli uomini e degli dei
    dei valori e degli ideali
    nel pianto di una generazione perduta
    nelle secche dell’inganno
    e in un incubo di potere,
    io oggi te commemoro
    Patria mia negletta,
    Patria uccisa ogni notte
    nelle trame dei potenti
    e nelle falsità dei deboli,
    deboli di cuore, di mente,
    di prospettive, di sogni…
    di speranza, di ideali,
    di valori, di progetti
    deboli di umanità
    incapaci di vedere e di sentire
    popolo che non è più un popolo
    fatto di uomini franti
    divisi dentro e fuori
    popolo che non è più niente
    nello spezzettamento degli interessi
    negli egoismi condivisi
    nelle bestialità perpetrate
    negli odi lancinanti
    popolo perso, ingannato, che si inganna
    nella palude dell’egoismo
    rinserrato in case fortezze
    in palazzi prigioni
    in comuni lager
    popolo che ha perso
    la sembiante umanitaria
    popolo che ha perso dentro
    il valore della sua anima
    perché quando l’uomo
    rompe i legami
    che ha con gli altri e con Dio
    qualcosa si spezza dentro
    e lo aliena da se stesso
    non si rompe solo un paese
    si spacca l’essere umano
    e allora brancola nel buio
    come un vampiro senza pace.

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  2. IO, non puro, mi ritengo eticamente meno corrotto dei nonni che furono camicie nere, non tutti i nonni fascisti furono fascisti, ma le camicie nere sì. E molto meno corrotto, di padri: dio, patria e famiglia.
    Amen!

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  3. caro sig. Massimo non può dimostrare che in democrazia si ha più corruzione solo perché qualcuno la mette in piazza mentre con il suo fascismo nessuno se lo poteva permettere, purghe , confini e condanne a morte erano le regole di quel sistema. Condivido che la nostra attuale democrazia è invivibile per i cittadini che credono in essa.

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    • Egr sor domenico…dimostri lei,con fatti e non con s…. mentali chi dal ’22 in avanti’ fu fatto dal fascio purgare(salvo che dalla propria madre su consiglio del medico di famiglia,che la sanità ‘dell’epoca ‘consigliava’ come cura x tante patologie e per ‘prevenzione’ di tante patologie,non avendo,allora,raggiunto la competenza dell’attuale sanità lombarda(del personale medico,certo,che amministrativamente e politicamente altrocchè se si può dimostrare quanta corruzione è passata,passa e passerà ancora più avanti,da quelle parti,come nel resto d’italia,comunque).Si sta a confondere…fino al 22 i ‘nazionalisti'(non freghiamogli la paternità) usavano quel metodo di ‘prevenzione’ sanitaria,e…ai confini ‘non volontari'(che ci furono anche ‘volontari’ tramite espatrio),venne inviato qualche intellettuale a soggiornare nelle isole,al caldo dell’estate,e con brevi ‘rientri’ ospitati nelle ville di alcuni gerarchi amanti della letteratura,e…condanne a morte erano le regole di quel sistema?Le condanne a morte,in quella dittatura,erano sentenze di tribunale,ed il Tribunale Speciale Fascista ne ha emesse,fino alla caduta del Fascio avvenuta nel ’42,proprio 42(quarantadue),ma con solo 31 (trentuno)eseguite:26 contro cittadini sloveni accusati di attentati,con morti=terrorismo) x condannare l’annessione di parte della loro terra(x che ca…volo eravamo andati in querra nel ’15-’18 se non per rivendicare l’esurpazione austro-ungarica dei ns territori?)e delle rimanenti 5 rimanenti,3 sono state eseguite contro stupratori di giovani ragazze handicappate,e le altre 2 non lo so,ma nessuna delle due x questioni ideologiche.NB:Per sxgxe mentali come queste un vecchio partigiano che conoscevo le avrebbe risposto… “micuzzu,giovanotto,non siamo mica saliti sulle montagne perchè tu rimanessi con gli occhi ‘mprosciuttati’ x tutto sto tempo”,neeeh!

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      • ognuno legge la storia che gli torna comoda. C’è da vergognarsi per una risposta simile. Per le condanne a morte si ricordi il delitto Matteotti e quello dei fratelli Rosselli. Non aggiungo altro e non mi metto in competizione per faccende storiche che non hanno dato lustro all’Italia ma solo disgrazie e miserie. Sa quanti miei parenti sono in America; Australia, Svizzera, ecc. ecc.????

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      • Per niente Egr…domenico(e non mi dà proprio l’impressione che lei sia sotto gli anta5-6,che i giovani hanno ben altro in testa che pensare alle ‘catacombe’),questa sua controrisposta avvalora il ‘pensiero’ di quel vecchio partigiano.L’Inglese che è in lei’,ed ancora in tanti ma meno di avant’ieri e meno di ieri,sta ancora a Matteotti fatto uccidere dal Duce…desecretazioni di documenti,rilettura della STORIA in base a quei desecretati documenti,testimonianze di ‘eredi’…Segua il mio labiale…Storia Illustrata n°336,nov.1985 pag.54-61, “L’assassinio di Giacomo Matteotti non fu un delitto politico,ma affaristico.Mussolini non aveva alcun interesse a farlo uccidere.”Matteo Matteotti,figlio dixit e scrisse in quel suo libro di memorie(“Quei vent’anni.Dal Fascismo all’Italia che cambia”.ed.Rusconi)Ed ancora…
        domanda:Mussolini non aveva alcun interesse a far uccidere suo padre…
        risposta:Mussolini fin dal ’22,subito dopo la Marcia su Roma,voleva avvicinarsi ai socialisti.Il 7 giugno ’24,quando già il delitto era in fase di progettazione avanzata,pronunciò un discorso alla camera che era un appello alla collaborazione rivolto proprio ai socialisti…nonostante mio padre,Mussolini pensava di optare al governo i socialriformistib Turati e D’Aragona…Ci sono in proposito due testimonianze di Giunta e Carlo Silvestri(vada su internet e legga chi erano)nel processo ‘riesumato’ del 1947 sul delitto.No il Duce non aveva alcun interesse a farlo uccidere:si sarebbe x sempre alienato la possibilità di un’alleanza con i suoi vecchi compagni…CHE NON FINI’ MAI DI RIMPIANGERE.”..Più o meno stesso pensiero espresso da Pietro Nenni…E sarebbe ancora lunga la STORIA da raccontare su st’AFFARE SINCLAIR,o vada a farselo raccontare da Vittorio Emanuele III,ma son convinto che con lei c’è solo da perdere tempo e procurarmi n’artrosi al dito che batte sulla tastiera o per meglio dire non si può certo andare dietro alle ‘storielle’ d’improsciuttati come lei.NB:Per mio consiglio,pur non sapendo l’età.cerchi di uscire dalla tristezza che le prende in testa.Ha due alternative 1)similborotalco che una volta sniffato dopo la 1° ‘scossa’ le dà tanta allegria o 2)legga,s’informi,c’hanno consegnato na possibilità di ‘elevarci’,internet è questo…chi cxxxè lei x confutare,non me,ma le affermazioni del figlio della vittima?F.lli Rosselli…lei sa di che periodo si sta a parlare?Può nominare un SOLO posto dove la DEMOCRAZIA stava di casa,ed in considerazione che ANCORA non sta da tutte le parti nel mondo?C’erano ‘ideologie’ contrapposte e ‘contrapposizioni’ anche all’interno delle stesse ideologie,non era presente e…non c’è proprio da fidarsi dalle ‘testimonianze’ della ‘brutta gente’ che ne vuol sapere più di altri…e non c’era ancora l’UNITA’ ad ‘impararci’…nè LA Stampa di Torino,degli Agnelli,che,a chi da STORICO rispose con una lettera che confutava l’interpretazione del delitto Matteotti come lei,dato da articolista del giornale nel 1974,’trombò’ ia lettera.

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      • Mi ero dimenticato..”Sa quanti miei parenti sono in America,Australia,Svizzera…”
        Sa lei quanti le risponderebbero “che culo ad essere andati via e ad essersi fatti na posizione”…e magaqri non aver proprio voglia di ‘rientrare’,che se ccc’arrivano con i barconi figuriamoci se non ci potrebbero arrivare con gli aerei o con quello che più gli fa piacere viaggiare.Che poi che ci vengono a fare se ‘la nostra attuale democrazia è invivibile’?Li lasci dove sono e ne sia contento.E magari gli faccia presente che non ci sono più i ‘mandolinari’ per le strade,che sono arrivati i ‘fisarmonicisti’ rumeni ad occupare le piazze,e col suono degli strumenti già registrato.

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  4. In una nazione come la nostra dove è fasulla la classe politica, è fasulla la grande imprenditoria, è fasulla l’informazione ed evidentemente è fasulla anche il suo popolo cosa vuoi che interessi giudicare il nostri nonni “fascisti”. In base a quali valori comuni possiamo farlo.

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  5. Ogni tanto sbrocca. Questa volta sarà perché il suo amore di gioventù è stata nominata sottosegretario e lui invece scrive sul Fatto?

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  6. Articolo, interessante, come il discorso alla luna di Papa Giovanni 23 esimo, di cui mi è rimasta impressa la frase.. genitori quando tornate a casa date una carezza ai vostri figli.. ci voleva il papa a ricordarlo altrimenti erano botte?.. Comunque la laicità ha perso il suo binario, dirottato nei cieli melmosi di una corruzione e di un libertinismo sfrenato e senza più regole; la bilancia di oggi sta rialzando il fascismo ideologico perché nell’altro piatto vi è l’indecenza , la spudoratezza, l’arrivismo e la prostituzione di un essere umano malato, patologico per sistema, ma dall’altra parte cosa abbiamo? un retaggio ancora più arcaico, fermo alla seconda guerra mondiale e nutrito da settanta anni di rancore e altrettanta indecenza.. la via di mezzo, nella questione sociale, non esiste, se non come istituzione; ma nella società liquida, slegata dai palazzi e dai vari fulcri, sono le persone che fanno la qualità della collettività e non viceversa, sono le buone idee e le buone volontà che costruiscono i ponti con l’alterità o il diverso, attraverso un terreno che si chiama anche amore per il prossimo.. Il discorso si appesantisce fino a sprofondare nelle realtà odierne, dove il senso istituzionale resta quel medium che incolla malamente i vari pezzi e sul quale si cavilla, fino all’inverosimile, per trarne quanti più benefici possibili, per la propria persona e per la gerarchia, ma solo indirettamente e in modo al quanto eterodiretto con coloro che dovrebbero usufruire del bene che la stessa istituzione, in realtà esseri umani con investitura, è chiamata a rappresentare; quindi il bandolo dove è?

    In alto, sugli stagni, sulle valli,

    sopra i boschi, oltre i monti, sulle nubi

    e sui mari, oltre il sole e oltre l’etere,

    al di là dei confini delle sfere

    stellate, tu, mio spirito, ti muovi (5)

    agilmente: dividi la profonda

    immensità, come un buon nuotatore

    che gode in mezzo alle onde, gaiamente,

    con virile e indicibile piacere.

    Fuggi lontano da questi miasmi (10)

    ammorbanti, e nell’aria superiore

    vola a purificarti e bevi come

    un liquido divino e puro il fuoco

    che colma, chiaro, le regioni limpide.

    Fortunato colui che può con ala (15)

    vigorosa slanciarsi verso campi

    sereni e luminosi, abbandonando

    i vasti affanni ed i dolori, peso

    gravante sopra la nebbiosa vita;

    colui che lascia andare i suoi pensieri (20)

    come le lodolette verso i cieli,

    nel mattino; colui che sulla vita

    plana e, sicuro, intende la segreta

    lingua dei fiori e delle cose mute.

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