Giovanni Gozzini, da pari a pari, la peggior offesa

(Stefano Rossi) – Giovanni Gozzini che risulta incredibilmente professore ordinario all’Università degli Studi di Siena in Storia Contemporanea, ha diffamato gravemente Giorgia Meloni con frasi del tipo: “pesciarola“, “datemi dei termini: una rana dalla bocca larga? Una vacca? Una scrofa? Cosa devo dire? Cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e presunzione“.

No, questo genere di offese offende solo chi le pronuncia e, come mi diceva un grande avvocato in questi casi, ha salutato con il cappello che tiene. Ma la peggior offesa è quando ha detto: “ma non io posso vedere in Parlamento gente simile, di un’ignoranza di questo livello, che non ha mai letto un libro in vita sua, che può rivolgersi da pari a pari a un nome come quello di Mario Draghi“.

DA PARI A PARI.

Eccolo. Riconosciamo subito la superbia, l’altezzosità di quella classe sociale e politica che si sente sempre dalla parte buona, superiore, giusta, e per questo si arroga il diritto di guardare dall’alto in basso chiunque osi stare dall’altra parte. Ma che ne sa questo qui dei libri che ha letto la Meloni. E che ne sa dei libri che non ha letto. Ma il peggio di sé lo da quando dice “da pari a pari”. Cioè una parlamentare non può parlare con Draghi in quanto donna di destra. Se vogliamo, Salvini, è dalla stessa parte della Meloni ma questo signore se ne guarda bene dall’offendere un uomo.

Ecco, mi chiedo, che razza di uomo è una persona che offende alla radio una donna che secondo lui non può parlare da pari a pari a Draghi. Mi torna in mente un grande uomo, lui si, come Ennio Flaiano che ebbe a dire un felice giorno: “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti“.

#giovannigozzini#GiorgiaMeloni#ennioflaiano

26 replies

  1. Fatemi capire, dove sarebbe lo sbaglio? SOTTOSCRIVO TUTTO. E’ da firmare questa cosa con nome e cognome, considerando che il soggetto, fa esattamente le stesse cose.

    “pesciarola“, “datemi dei termini: una rana dalla bocca larga? Una vacca? Una scrofa? Cosa devo dire? Cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e presunzione“.

    “ma non io posso vedere in Parlamento gente simile, di un’ignoranza di questo livello, che non ha mai letto un libro in vita sua, che può rivolgersi da pari a pari a un nome come quello di Mario Draghi“.

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    • @ Califfo 10:50

      Sarebbe corretto quel che ha detto Sgarbi se non ci fosse un non trascurabile dettaglio:
      E’ STATO LUI L’INIZIATORE DI QUESTO SCEMPIO
      Chi ha cominciato in tv, nei dibattiti televisivi a ululare ” Capra, capra, capra” a chiunque avesse osato contraddirlo, pretendendo, l’ottimo Sgarbi, di essere l’unico depositario della Cultura con la C maiuscola?
      Infine, per quel che riguarda quel tal Gozzini:
      Come ha avuto la cattedra? Siamo sicuri che non si fosse mai espresso così nel corso della sua carriera universitaria?
      Frasi del genere non fioriscono improvvisamente, come fulmine a ciel sereno, sulla bocca di chi non ha mai utilizzato il turpiloquio.
      Fanno sorgere il sospetto che ci siano stati dei precedenti, che nessuno ha mai voluto evidenziare per mille motivi ( nessuno dei quali valido).

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    • E’ il tuo idolo sto pregiudicato ipocrita?
      Ha annunciato che si candida alla carica di sindaco di Roma.
      Si troverà a suo agio tra i fasci di mafia capitale.

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  2. L’ignoranza urlata, rivendicata, esibita e tronfiamente recitata nelle parole violente oggi ti reputa in pari alle persone dai toni garbati.
    A che serve studiare, acculturarsi, sforzarsi di comprendere le complessità di un mondo dalle mille sfaccettature quando puoi giudicare in modo tranchant, con un rutto o un rigurgito primitivo, acclamato dalla folla?
    Questo prof ha sbagliato solo per un motivo, perchè ha innalzato al martirio una persona irrispettosa della vita e delle altrui sofferenze. Una persona strafottente e che sin dall’inizio della pandemia ha incitato il suo popolino di melma all’anarchia, al ripudio di regole di civiltà e prudenza condivise.
    Si è posta all’opposizione per sciacallare visibilità, perchè di fondo non ha nulla da dire e da indicare come virtuoso esempio da seguire.

    Oggi parlare, per esempio, dell’Università Bocconi, equivale all’esibizione di una testa d’aglio al vampiro che è in tanti seguaci ignoranti. E non solo della fascio-coatta peracottara con le rotelle.

    Si era laureato alla Bocconi il giovane diplomatico italiano assassinato in Congo. Ed aveva avviato una sua carriera in quel mondo di relazioni e comprensioni mettendoci competenza e passione.
    Una ventina d’anni fa avevo un giovane collega pugliese che si era appena laureato in questa università milanese. Figlio di un contadino proprietario terriero, mi raccontava di come passasse le notti d’estate sul trattore ad arare i terreni.
    Ma aveva passione per i numeri. Iniziò ad occuparsi di finanza entrando in una Sim di borsa. Poi fu scelto da una multinazionale ed inviato a Londra, maturando un’esperienza nei servizi legati alla tesoreria e alle coperture dei rischi legati ai cambi.
    Ultima tappa un’altra multinazionale straniera, quotata in borsa e leader mondiale nel suo settore di mercato. E oggi ne è direttore finanziario.
    Aveva cominciato con una Punto usata. Oggi gli hanno assegnato come benefit una Mercedes di 4.000 cm3 di cilindrata. Ma è solo un aspetto esterno.
    Siamo sempre stati concordi in una visione “progressista” della società, basata sulla conoscenza e la competenza. E lui all’epoca disprezzava la lega di Bossi e la sua evoluzione in Salvini.
    Se un qualsiasi adepto di queste sette, leghista, di fratellanza o pentasteluta dovessero inquadrarlo, come minimo gli darebbero del radical chic, loro sudditi di storici perdigiorno ignoranti, verso uno che con lo studio ha riscattato i calli del lavoro fisico.

    Ma si, la razzistella urlante è una vittima. Tanta indignazione NON L’HO MAI LETTA quando invitava i militari della nostra Marina a sparare ed affondare i barconi con tanti disperati a bordo.
    Difendere gli itgliani. E imbarcando nel suo merdoso partito solo i pregiudicati che rubando, ci affamano dall’interno.
    IPOCRISIA FUORI SCALA.

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  3. “Ecco, mi chiedo, che razza di uomo è una persona che offende alla radio una donna che secondo lui non può parlare da pari a pari a Draghi”- UN COGLIONE sicuramente

    Pero ti manca una domanda per completare l’articolo:

    “Eccco, mi chiedo ANCHE , che razza di politico ,donna ,madre, patriota è spolmonarsi in TV e anche in parlamento con:

    ” CONTE è criminale, è criminale, ha atteggiamento criminale”

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    • I coglioni sono quasi sempre due.

      voi donne vi parate sempre il culo quando vi fa comodo.

      DEVI dare della COGLIONA anche alla meloni. Che è una donna. DILLO!

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      • Ho criticato il giornalista e ho dato del coglione al professore ( che può anche significare «Sei un ingenuo»)
        perchè ha fatto una cosa gravissima: l’ha elevata a vittima, a martire ,ma visto che è anche cristiana devota,
        facciamola pure Santa Meloni Immacolata .

        La Meloni per me non è cogliona, è PERICOLOSA, e quel professore ha contribuito a farla diventare ancora di più.
        Se ti piace invece l’insulto, ti accontento, un suo alleato certo Berlusconi la chiamò zoccola, tra zoccole e puttanieri ci si intende

        Stai calmo però, ti agiti troppo vedi nemici dappertutto

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      • @Tracia

        come fai a non offenderla una così, quando è lei che tutti i giorni offende chiunque non sia totalmente mentecatto da votarla?

        E’ il minimo che possa accadere, sono atti di ira violenti per il troppo sopportare. Quando l’ha sentita nominare (pure in streaming) ha dato di matto, come una persona perbene che vede la scena del furto ai danni di una vecchietta e inizia a urlare contro il ladro.

        Alla fine di ladri e farabutti stiamo parlando, non di coglioni.

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      • @Tracia

        è proprio in virtù del precedente “zoccola” che ora troia o vacca o scrofa sono ammessi. Sono ammessi perchè a lei “zoccola” le andava bene allora, a 15k al mese, quindi non vedo perchè non dovrebbe più valere ora.

        Da un punto di vista legale il precedente suo la condanna all’essere VACCA. O SCROFA.

        Ma il punto centrale non sono le offese, che passano, sono il vero marciume che rappresenta. Altro che dar del coglione a uno, che almeno per un attimo, gli ha rammentato quello che è. Meno male che lo ha fatto.

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      • Sono calma, calmissima, anzi allegro (a) allegrissimo(a)

        Faccetta nera,
        Aspetta e spera che già l’ora si avvicina,………

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  4. “Giovanni Gozzini che risulta incredibilmente professore ordinario all’Università degli Studi di Siena in Storia Contemporanea…”: ahimè, non è “incredibilmente”, ma ormai “comunemente” – ché “normalmente” non sarà mai – che tutto ciò ha corso. Se non sei di questa corrente di “scappati di casa”, nemmeno ti avvicini, non dico a tentar la carriera universitaria, ma a fare un esame con l’intenzione di superarlo.

    Alla fine, questi “illuminati” non sono che la risultante, non certo l’origine, della melma umanist-filantropic-tollerant-compassionevole “à la carte”.

    “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”: magari! Qui ormai si viaggia su di un’unica categoria: In ItaGlia i veri fascisti sono gli antifascisti!

    Sciacqqqq… ghlll…ghlll… SPUT: o bella ciao, o bella ciao, o bella ciao, ciao , ciaoooo…

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  5. * Andrea,
    Da donna ti dico che hai straragione.
    Molte donne ( non tutte), si parano le kiappe quando fa loro comodo .E con L‘Occasione, anche il portafoglio.

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  6. Fingendo per un attimo che abbia letto libri e che sia una persona rispettabile, dov’è il sessismo?
    Renzi dice in senato che Conte si chiude nello sgabuzzino con Casalino e nessuno fa una piega.
    Inoltre mi aspetto che Mattarella chiami Giggino ogni volta che viene chiamato bibbbbitaro, visto che pesciarola è sessista.

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  7. Non si comprende bene dove sia la deriva culturale, in questo paese diroccato, ma uno dei problemi gravi, secondo me, è l’identificazione di qualsiasi forma di potere, con il potere centrale, secondo la quale, qualsiasi persona con un incarico, più o meno, di prestigio, si identifica e si immedesima in un ruolo non proprio, portandone, come uno stemma, le logiche secondo il suo metro: quest’identificazione che, da un lato ha le caratteristiche della connotazione statale, dall’altro si dispiega su un individualismo accentratore che identifica in singoli personaggi, un elemento propriamente plurale qual é quello della cultura con tutti i suoi derivati, benefici o tossici. Identificare un percorso e una designazione di ambito culturale con singole persone non può non essere di carattere dispregiativo o all’opposto, idolatrante, non si discute su temi, su proposte, su idee, ma si colpiscono le persone attraverso un’identificazione fallace di un potere che non ha barriere, che è priva di osmosi, che si sente e si percepisce ubiquitario a qualsiasi livello. Forse riceverò altrettanti insulti, ma il povero Marcuse, non ha scritto fesserie, e l’investitura in metafora, è un retaggio ancora vivo, per cui chi parla scomunica, chi parla è un dio in veste umana, chi parla non comunica, non propone, attacca senza risorse. Un male inguaribile. Peccato.

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  8. L’uomo ad una dimensione è colui che accentra molto su di se perdendo gli elementi sociali che lo legano alle strutture umane plurali; e questo é un modo diverso per dire che la recessione è in stato di gravida incipienza e connotazioni medioevali, hanno rialzato lo sguardo verso il confine di una terra piatta; le scremature culturali e le raffinatezze che, hanno sgrossato gli umori del basso ventre, portano a percepire lo spazio senza le loro plus valenze e le capacità che potrebbero emergere dando appropriati stimoli e appropriati gradi di libertà: si vuole senza poterlo più fare, si desidera senza più un oggetto reale di desiderio, in una ricerca di sensi e verità che ritornano sempre a se stessi, alla propria dimensione relativa; lo spazio plurale è stato decontestualizzato per minacce anarchiche o terroristiche e questa paura ha tracimato aspetti che non vi avevano niente a che vedere se non nella misura di un dissenso portato avanti con aspetti peculiari di varie personalità istrioniche e bonarie. Lo stato-caserma, vede i generali, sugli scranni e sugli spalti, con una massa di soldatini e principesse Sissi da invitare. Urlo allo schifo, per quanto possa valere; la pluralità umana dovrebbe essere considerata come una specie a rischio estinzione e protetta dalla omologazione e conformazione verso un assenso incondizionato privo di critica, positiva o negativa che sia.

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  9. Quando il disprezzo era rivolto a Virginia Raggi o al bibitaro e alla carriola di suo padre, A Toninelli e a tutto il cucuzzaro m5s (s’intende prima di Draghi) nessuno s’indignava e non c’era sessismo nel parlare di patata bollente e altri orpelli. Adesso che a subire l’ostracismo è la fascista (e per lei questo è un vanto) Meloni che si vanta di essere definita pesciarola potendosi così avvantaggiare della simpatia che suscita in questo modo in certi strati sociali, esce fuori chi s’arrabbia per questo diventando alfieri estremi della dignità della donna . Femministi post moderni di estrema destra: che bello,mancavano solo loro all’appello del bestiario.

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  10. La Meloni fa demagogia propagandista. È spesso disonesta intellettualmente e usa toni ed espressioni discutibili ( dare del criminale a Conte, un esempio). Ma un Professore universitario, in modo così plateale e visibile, non può fare affermazioni così. Pesciarola, vacca, scrofa etc. le dica in privato, cosa che comunque sarebbe la dimostrazione di un’inadeguatezza a svolgere un ruolo così importante ( stiamo parlando di un Professore ordinario di Storia contemporanea). Ma davanti ad una telecamera dimostri solo pochezza umana e culturale. E arroganza insopportabile. La Meloni si combatte sui contenuti. Senza mistificazioni ( dire che vuole bombardare le navi con immigrati, con le persone a bordo è un falso, come dire che non esprima spesso solidarietà ad avversari politici attaccati dal web in modo sconsiderato).

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