Il governo va a destra

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Dopo la fiducia del Senato al gabinetto Draghi, forse a qualcuno è sfuggito che se le defezioni 5Stelle fossero definitive (15 voti contrari e 8 assenti) la coalizione uscente del governo Conte-2 (Pd-M5S-LeU) avrebbe meno voti di Lega-Forza Italia a Palazzo Madama (110 contro 115). Ragion per cui le lacerazioni dei grillini rischiano di spostare decisamente a destra l’asse della maggioranza. Ragion per cui, se si vuole evitare che Matteo Salvini conquisti la golden share della presunta unità nazionale, sembrano urgenti almeno tre interventi.

1. È del tutto evidente che perseguendo la via della espulsione in blocco dei parlamentari che dicono di no a Draghi (a Montecitorio se ne contano 20) i vertici del Movimento, Beppe Grillo in testa, non faranno altro che radicalizzare lo scontro, spingendo i dissidenti prima nella terra di nessuno del Misto e quindi verso lidi più accoglienti, a cominciare proprio dalla Lega. Senza l’avvio di una ricomposizione interna, o almeno di una tregua armata, aumenterebbe la pressione sull’ala “governista” da parte di quel 40% di iscritti che sulla piattaforma Rousseau si è pronunciato contro l’ammucchiata con Berlusconi, Salvini e Renzi. Quando il governo si troverà, prima o poi, a decidere su temi altamente sensibili per i 5Stelle – uno per tutti, la rottamazione della riforma Bonafede che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, anche se la ministra Cartabia sostiene che non c’è fretta –, nei gruppi potrebbe crescere lo smottamento per togliere l’appoggio al gabinetto Draghi, e sarebbero guai seri.

2. A proposito di Mario Draghi, assistiamo a dotte disquisizioni (a sua insaputa) sulla cultura politica liberalsocialista di cui egli sarebbe portatore. A maggior ragione, potrebbe un Draghi sensibile alle idee della sinistra riformista accettare che il sovranismo antieuropeo cacciato dalla porta (dal suo predecessore) ricicci sotto mentite spoglie? Rafforzare e non indebolire il contrappeso Pd-5S-LeU è anche nel suo interesse.

3. Chi può utilmente strutturare l’intesa giallorosa è proprio Giuseppe Conte, soprattutto in vista del voto di giugno nelle più importanti città. Anche se a mettergli i bastoni tra le ruote è già in azione, al Nazareno, l’insaziabile quinta colonna renziana. Memore del fatto che, numeri alla mano, al Senato il tanto bistrattato Conte-2, sia pure di poco, la destra l’aveva messa sotto. E infatti lo hanno mandato a casa.

20 replies

  1. Se fossi in Conte manderei tutti quanti a cagare sulle ortiche. E mi pare che lo stia facendo. Adesso l’italiano medio ha finalmente ciò che si merita

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  2. Intesa giallo-fucsia a Milano con Sala?
    Intesa giallo-fucsia col PD in Calabria?
    Licenziare la Raggi in favore di Gualtieri?
    No, grazie.
    Per altri casi se ne può discutere.

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      • Il PD in Calabria ha una pessima classe dirigente, se vuoi scendo più nel dettaglio. Quanto alla Raggi, chiederle di farsi da parte in favore di Gualtieri – negoziatore nel 2011 del patto fiscale e conseguentemente inserito in Costituzione a sfregio della stessa – mi pare irricevibile. Non è stato un cattivo ministro, può anche aver rivisto le sue posizioni rigoriste del suo mandato all’Europarlamento, ma personalmente sono molto diffidente.

        Non sono uno di quelli che dice “mai col PD” in maniera pregiudiziale: con quella sua parte che – magari – si ricorda di essere di sinistra sono più che favorevole alla collaborazione – con LeU a maggior ragione. Con quel PD che è più a destra della destra – diritti civili a parte – no.

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      • Sulla Calabria, sì certo, non pensavo mica a Oliveiro. Ma ad una proposta nuova. Non è che il mov 5s ha un suo bacino cui attingere. Devono cercare insieme secondo me di costruire qualcosa. Se non ira, quando?

        Su Roma come mi è già capitato di dire: così come per il movimento è assurdo non ricandidare la Raggi, per il pd (la base intendo) è assurdo non candidare qualcuno, di credibile, non Calenda.
        Se il pd non candida nessuno i romani del pd voteranno il candidato della destra, e alle prossime elezioni nazionali perderanno 5 punti percentuali.
        Non pensare all’accordo solo come qualcosa di ideologico, bisogna scendere nella realtà. E niente è più reale del voto per un sindaco. I romani la Raggi non la rivotano, bisogna farsene una ragione e il pd non può andare contro i cittadini. Lascia perdere per un attimo l’aspetto politico.

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      • Cara Paola, riconosco in quello che scrivi i nobili ideali che ti contraddistinguono.

        Sulla Calabria, secondo te il PD locale lascerà da parte la Bruno Bossio e tutti quei “catalizzatori” di voti clientelari? Sai bene che le liste in Calabria – conosco un po’ meglio quella realtà, ma temo che ciò sia diffuso in tutto il Sud, eventualmente me lo confermerai – vengono composte in base ai serbatoi di voti e che vince le elezioni chi riesce a collezionare nella propria lista più rappresentanti di famiglie e di ordini professionali, nonché a spezzare i bacini elettorali delle liste avversarie.

        È una cosa mi addolora profondamente; è sconfortante sentire le mie conoscenze calabresi affermare “io lavoro alle Poste e il mio responsabile territoriale vota il partito X”, oppure sapere di candidati di una lista che passano a quella avversaria in cambio di un beneficio e far fallire il numero legale per la presentazione della lista di provenienza – poi mi ricordo che noi polentoni abbiamo eletto Fontana e Cirio e penso che tutto il mondo è paese.

        Il PD calabrese, così come i partiti della destra (mi verrebbe da dire “gli altri partiti della destra”…), ha precisamente questo approccio di “lottizzazione” e dubito seriamente che lo abbandonerà per abbracciarne uno meno conveniente dal punto di vista elettorale.

        Poi è vero come dici tu, a livello locale il M5S non ha un suo bacino elettorale, in parte per le ragioni di cui sopra, in parte perché anche il M5S locale, fatte salve alcune felici eccezioni che ora sono al Parlamento nazionale, è molto scadente – basti pensare all’imbarazzante candidato delle Regionali del 2014 nonché ad alcuni componenti della sua lista.

        Quello che mi auguro è che si apparentino *almeno* alla lista di De Magistris e di Tansi (se lascia perdere gli inceneritori), nella speranza che passino quell’immondo sbarramento dell’8% – nella vittoria non spero nemmeno. Tuttavia dubito che ciò accada visti la zucconaggine e il masochismo che caratterizza i grillini.

        Sulla Raggi ammetto di non aver seguito la questione dei sondaggi, ho letto – distrattamente – opinioni discordanti sulla sua possibile rielezione, però prendo per buono quello che scrivi tu.

        Ritengo che il PD (o il centrosinistra), se non vuole appoggiarla, debba semplicemente presentare un proprio candidato autonomo. Se la Raggi arrivasse al ballottaggio il risultato non credo sarebbe così scontato. Se poi gli elettori di sinistra vorranno votare il candidato fascio-leghista sarà una loro responsabilità.

        Su un eventuale “abdicazione” della Raggi in favore di un candidato congiunto col centrosinistra avrei un’idea molto semplice: chi? Se fosse, non dico un nuovo Allende, ma almeno un nuovo Rosselli, un nuovo Gobetti, to’!, se ne potrebbe discutere, ma Gualtieri… ti prego, no. Non sono dell’idea che le vittorie si conseguano a qualunque prezzo: già ho dovuto assistere all’infatuazione degli elettori PD per renzi (io votai due volte a quelle primarie, prima Vendola, poi Bersani) perché “con lui vinciamo”. Ecco, in effetti hanno vinto, ma per fare cosa?

        Perdonami il riferimento a quell’individuo, non intendevo fare paragoni raccapriccianti, era per spiegarti il mio pensiero.

        Buona domenica 😉

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      • Dear Pirgo,
        ritengo che sì tutto il mondo è paese, ma la Calabria è più paese di tutti con la Sicilia. Io non la conosco bene come te, ho esperienza diretta di Lazio e Puglia. Ti posso dire, va bene, ovvio che i vecchi partiti facciano le liste come sappiamo, ma i cittadini calabresi sono trattati o si fanno trattare come cittadini del terzo mondo. Voglio dire: in Puglia non mi devo fare 50km di tornanti per andare in ospedale; i medici di base vanno a casa dei pazienti; le visite specialistiche si possono fare (anche in tempo di pandemia); e se si verificano cose tipo sporco, che ne so, calcinacci in un ospedale, la cosa non è tollerata, cioè il cittadino ha ben presente i suoi diritti. A me pare dalle cose che vedo che loro non conoscano nemmeno i loro diritti minimi, che votino gente segnalata dall’antimafia, che il gioco al ribasso ormai è sfuggito di mano. Cioè lì si deve ricominciare da zero, io non so come, spero che l’alleanza pd 5s possa scardinare quell’impianto imbarazzante e che si possa ripartire (non farmi usare le parole nuovo rinascimento).

        Roma: forse ‘non mi sono capita’. Ci mancherebbe, non suggerirei mai al mov di non ricandidare la Raggi, che è una loro bandiera tipo rdc. Così si spaccano ancora un altro po’. Questo però è un discorso politico. E in questo caso al primo turno (e forse al secondo) pd e 5s correranno separati, perché il pd non può appoggiarla, non può scontentare la base per via dell’alleanza. Qua non si tratta di lontane alleanze per il parlamento, qua si tratta di cittadini ( tra cui me medesima) e il pd non può non presentare un suo candidato. Per cui in questo caso non parlerei di pd che vuole fagocitare niente, in questo specifico caso non hanno scelta. Se non candidano nessuno la pagheranno cara, e come sai gli elettori non si bevono tutto come a destra, te la fanno pagare sul serio a sinistra.
        Su Gualtieri non so che intendi. Ti posso dire che a Roma il popolo di sinistra lo vota sicuro, poi con Raggi si va al ballottaggio e vinca il migliore. Bisogna vedere se lui ha voglia di una rogna del genere. Forse tu intendi che non ha appeal, a parte che io la gente carismatica non voglio più vederla manco in fotografia, visti i danni, ma soprattutto deduco tu non sappia quanto i romani nun ja fanno più. Non è colpa della Raggi (secondo me, secondo altri sì) ma comunque chi vota deve poter scegliere un’alternativa.
        Spero di aver parlato italiano, non so se ho espresso concetti di senso compiuto…

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  3. Destra, sinistra , ma basta con queste etichette dell’800… voi della carta impestata scrivete tutti come un disco che ha rotto i c@glioni…ormai certi giornali nemmeno per il pesce vanno bene…se ne scappano a pinne levate..

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  4. Prima vi rendete conto che il governo giallo-rosso è finito e la vecchia maggioranza non dà più le carte, meglio è.
    Prima vi rendete conto che Conte non è più Presidente del Consiglio e mai più lo sarà, meglio è.
    Se volete rilanciare il Movimento dovete guardare avanti, non indietro, e dovete abbandonare questa linea asservita al governismo, anche perché gli elettori, se devono votare per un partito dell’establishment, votano quello originale (il PD), non quello che è diventato la sua brutta copia.
    In alternativa, rimanete pure bloccati a gennaio, cacciate i dissidenti che osano discostarsi dalla linea dell’Elevato e di Crimi (di Crimi!) e andate a caccia di Ciampolilli in Senato.
    Nel 2023 poi mi direte com’è andata.

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    • @anail
      Niente polemiche strumentali, per favore.
      La seconda persona è ovviamente diretta a coloro che sostengono questa linea ultragovernista. Inclusi i simpatizzanti di LeU che sperano che, a rimorchio del carrozzone giallorosso del quale sono il ruotino di scorta, potranno ottenere qualche minimo vantaggio di riflesso, ma non sarà così (3% hanno e 3% continueranno ad avere, senza però annoverare tra i propri membri un Renzi che possa rovesciare il tavolo pur con queste percentuali da pulce con la tosse).

      Non si capisce chi siano invece i “noi” a cui si sentirà com’è andata, posto che io non ricordo di essere iscritto a un partito e di essermi schierato con questo o quello. Ricordo di essermi espresso più volte contro un governismo a tutti i costi che, a mio avviso, farà più male che bene.

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      • Esatto, Johnny, proprio questo ti chiedevo … e senza alcun intento polemico.
        Poiché tu dici “nel 2023 mi direTE com’è andata” rivolgendoti alla linea ultragovernista(!) io chiedo come sarà andata agli altri,tra cui tu evidentemente ti annoveri.
        Non capisco il tono dispregiativo verso Leu, che si è dimostrato sempre leale, anzi ha subito anch’esso una spaccatura tra Articolo 1 e Sinistra italiana, per lo stesso motivo del mv.
        Penso che abbiaTE acquisito una mentalità piuttosto mercantile, sempre lì a contare le percentuali invece che i temi.
        Neanch’io mi sono mai iscritta ad un partito, ma non mi nascondo dietro le parole. Se uso il noi, presuppongono un voi.
        Quindi non capisco la polemica che attribuisci a me, dopo avere, TU, impiantato il tuo primo commento sulla dualità noi/voi e aver infilato Leu nel secondo, convinto di colpire ME.
        Io sono soddisfatta, invece.
        Magari siamo ‘ruotino di scorta’, ma ti assicuro che non ci tengo ad ottenere NESSUN vantaggio di riflesso, né, tantomeno, ad annoverare tra le nostre file un serpente diabolico come Renzi.
        Noto anche che consideri un “carrozzone giallorosso” l’idea di Conte di un polo per lo sviluppo sostenibile, che guardi con sufficienza e disprezzo, non so da quale posizione, a questo punto.
        Ti assicuro, comunque, che queste espressioni ed il loro tono mi disgustano, perché indicano l’asservimento alle più becere categorie della politica più retriva.
        Credevo che almeno i simpatizzanti 5s ne avessero preso le distanze, ma sempre più spesso ritrovo queste categorie nei discorsi degli extragovernisti.
        Persino ‘le poltrone’ tanto deprecate, in fondo, sono la causa della loro delusione.
        Troppo poche, sempre troppo poche.
        In fondo, proprio Grillo, che tanto viene criticato, non ha fatto questi laidi conti della serva.

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  5. Non ho capito Antonio: il m5s non deve espellere i dissidenti perché l’intergruppo andrebbe sotto. Cioè Mora e Lezzi potrebbero votare con la lega e Fi per andare contro cui stanno per essere cacciati?
    Boh.

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    • Esatto, Paola, non ho capito questa storia di non avere i numeri.
      È ovvio che, quando ci saranno i provvedimenti da votare, gli eventuali espulsi non voteranno certo con lega e FDI, ma coi 5s!
      E le leggi si votano in parlamento, o no?

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    • Cara Anail,
      innanzitutto mi scuso: avevo inteso che con la tua domanda volessi polemizzare con il mio uso del “voi” e attribuirmi l’appartenenza a uno schieramento piuttosto che a un altro, cosa che generalmente evito (e spesso anzi mi sono trovato a dover ribattere che è un malcostume dei nostri tempi quello di considerare chiunque non la pensa come Tizio automaticamente schierato con Caio, e viceversa).
      Detto ciò, con riguardo a LeU: io non provo alcun disprezzo per questo partito, pur non essendone sostenitore. E appunto per questo il mio commento voleva dire questo: perché mai un partito, che pur se piccolo (e con allo stato non molte prospettive di aumento del consenso, ma tutto può cambiare) ha una sua dignità e una sua identità ben precisa, si rassegna a fare il fanalino di coda di un’alleanza che già pare scombiccherata di suo? Perché diciamocelo, PD e M5S non considerano granché LeU: mi sembra più o meno la stessa considerazione che la Germania aveva dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Una parte del PD, peraltro (Base Riformista, vale a dire gli ex (?) renziani), è apertamente ostile a LeU e vede i suoi appartenenti come fumo negli occhi. Chi lo disprezza veramente, quindi, non si trova sulle colonne di questo blog, ma tra i suoi alleati.
      E’ vero che i numeri fanno la forza, ma a che prezzo? PD e 5S hanno già poco in comune di loro, e certo LeU non può sperare di guadagnare elettorato unendosi a questa compagnia.
      Non ti piace la terminologia “carrozzone giallorosso” e altre similari che ho usato: ma come dovrei chiamare quella che considero una pessima forma di alleanza, nella quale non credono nemmeno le due parti in causa (continuo a riferirmi esclusivamente a PD e M5S)? E’ evidente che l’unico scopo di questo matrimonio è quello di formare un argine (numerico, non di ideali, perché come ideali siamo agli antipodi) contro le destre. E siamo sempre al solito viziaccio della sinistra: quello di fare le cose “contro” qualcuno, invece che per costruire qualcosa. Ma le unioni numeriche fatte “contro” qualcuno hanno vita molto breve: lo dimostrano le esperienze dei governi Prodi, tutti e due caduti proprio perché non avevano una visione comune; e senza andare così indietro, basti pensare anche alla stessa maggioranza del Conte 2, nata per stoppare i “pieni poteri” a Salvini e poi sfaldatasi in poco più di un anno.
      Se andassimo davvero – come pare – verso un proporzionale, non converrebbe a ciascuno dei partiti, incluso LeU, rimanere per i fatti suoi, e al limite contrattare dopo le elezioni un contratto di programma di qualche tipo? Perché continuare a riproporre una formula (l’ex maggioranza del governo Conte 2), che non è mai stata benedetta dalle urne e che nei fatti si è sfaldata e, stando a tutti i sondaggi, è palesemente minoritaria rischia di non essere una strategia buona nemmeno per fare quello che si è prefissata: battere numericamente le destre.

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  6. Appunto, chi ha votato no a Draghi (ed io concordo) deve restare nel Movimento, queste delle espulsioni sono “baggianate”. La sua analisi è perfetta, se il M5S vuole farsi fregare fino all’inverosimile (GRILLO/CRIMI) basta che vanno avanti come stanno facendo.
    Nel caso auspico che (per capirci MORRA/LEZZI/DI BATTISTA e tutti gli altri) creino un nuovo Movimento, forse Grillo haq dimenticato che gli italiani che hanno votato M5S erano undici milioni.

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  7. secondo me se il M5S farà intergruppo con leu e pd e andranno insieme alle prossime elezioni l’alleanza non avrà più del 20% che sono più o meno i voti del solo pd. C’è una determinazione spaventosa nel perseguire la distruzione del M5S. Vi ha fatto così male usufruire, a cominciare da grillo e dalla stragrande maggioranza dei portavoce, dello strepitoso successo del Movimento? Andati al governo non avete ci capito più una minchia. Non capisco perché c’è tutta questa fretta di archiviare questa bellissima esperienza.

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  8. Ultimamente Padellaro ha i riflessi molto appannati
    E’ stato scritto qui sui commenti, appena letto il programma al senato che draghi
    ha preso il programma del Conte2 fatto un copia incolla e lo lo ha spostato a destra. SIM SALABIM!!!

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