Cingolani ha scelto i suoi tecnici: renziani e targati Confindustria

Transizione poco ecologica

(di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano) – La battaglia su quale futuro economico e industriale dare al Paese, grossa parte della quale si svolge su quanto greenwashing ci sarà nell’ormai famigerata “transizione ecologica”, è centrale in questa fase. L’assetto del ministero che porta quel nome (ex Ambiente più deleghe sull’energia) – che gestirà almeno il 37% dei fondi del Recovery Plan – ce ne dà una prima idea: domina il business as usual, soprattutto il business in verità.

Il paradosso è che, pur essendo il motivo principale per cui il M5S ha detto sì a Mario Draghi, la struttura guidata dal fisico Roberto Cingolani nasce di fatto cancellando la stagione di Sergio Costa all’Ambiente, assai poco gradita alla Confindustria come dimostrano gli attacchi del Sole 24 Ore (vedi qui sotto). La squadra dell’ex generale, membro dei governi Conte in quota 5Stelle, è stata rasa al suolo e a guidare la “transizione ecologica” col neo ministro tornano i dirigenti che accompagnarono la non indimenticabile stagione di Gian Luca Galletti, politico Udc che fu a capo del dicastero con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Come abbiamo già scritto, capo di gabinetto sarà il consigliere parlamentare Roberto Cerreto, che ebbe lo stesso ruolo nel ministero per le Riforme di Maria Elena Boschi, che poi lo volle pure come capo del legislativo a Palazzo Chigi quando divenne sottosegretaria di Gentiloni: a proposito di ambiente, da capo di gabinetto della Boschi, Cerreto dovette occuparsi della scrittura dell’emendamento sui giacimenti di Tempa Rossa chiesto dalle compagnie petrolifere per aggirare le resistenze della Regione Puglia (fu al centro del caso che portò alle dimissioni dell’ex ministra dello Sviluppo Federica Guidi).Anche all’ufficio legislativo tornano i tempi di Galletti: il capo sarà Marcello Cecchetti, professore a Sassari, giurista d’area Pd anche lui con ascendenze renziane (fu assistente di studio di Ugo De Siervo, i cui due figli – Luigi e Lucia – sono amici e sodali del capo di Italia Viva, che da sindaco nominò Cecchetti in una commissione per studiare “una legge speciale per Firenze”). Il suo vice sarà invece l’avvocato Marco Ravazzolo, anche lui a suo tempo consigliere di Galletti, ma soprattutto dirigente di Confindustria, di cui finora è stato responsabile Ambiente. Dalle legittime ragioni dell’impresa a dirigente di un ministero spesso in conflitto con quelle ragioni è un cambio non da poco. Ricordiamo per dovere di cronaca che i 5 Stelle si sono assai vantati in questi anni del fatto che Costa avesse imposto a tutti i dirigenti del ministero di tenere uno scrupoloso registro degli incontri coi lobbisti.

D’altra parte, la stessa scelta di Cingolani, che dall’estate 2019 è Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo (la ex Finmeccanica), pone l’istituzione in una posizione imbarazzante. Ad esempio, tra i dossier su cui dovrà decidere a breve, il ministro, che è in aspettativa dal colosso della difesa, troverà anche l’ultimo capitolo di un lungo contenzioso proprio tra Leonardo e il ministero dell’Ambiente sul vecchio Sistri, una roba che vale circa 90 milioni di euro. La storia è antica: come deciso nel 2009 dall’allora ministra Stefania Prestigiacomo, Selex – poi inglobata in Leonardo e liquidata – doveva fornire al ministero il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali (il Sistri appunto) per il periodo 2009-2014. Fu una storia di straordinario fallimento, visto che quel sistema non è di fatto mai entrato in funzione e oggi non esiste più: eppure fino al 2018 era costato allo Stato 141 milioni di euro. Problema: Selex ha fatto causa al ministero, il suo committente, per vedersi riconosciuto comunque l’intero importo del contratto, altri 190 milioni. Dopo anni in tribunale, si è recentemente deciso di transare sulla quota fissa (88 milioni), ma Costa si è invece rifiutato di cedere sui quasi 90 milioni di quella variabile: il neo ministro Cingolani, dipendente in aspettativa di Leonardo, dovrà dunque decidere se resistere in giudizio o andare al Tesoro e chiedere di pagare (e quanto) il suo datore di lavoro. Non solo transizione, allora, sarà anche ministro della transazione.

9 replies

  1. Credo che Grillo debba spiegare le sue posizioni, soprattutto considerando che si dice abbia lui consigliato cingolani, e non mi pare abbia smentito.

    A questo punto se non reagisce l’unica spiegazione che mi viene in mente è che possa essere sotto ricatto. Sì sta giocando in un minuto la credibilità accumulata in decenni di lotta al sistema di potere.

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    • @fabriziocastellana

      Ma non era Cingolani un “amico” dei 5S, tanto da essere stato sponsorizzato personalmente
      da Sua Eminenza Elevatissima?
      Visto che S.E.E. non ha smentito di aver fatto il suo nome e che cinque minuti dopo l’incarico
      affidatogli da San Draghi anche i paraculi incistati al vertice del Mov cianciavano dì una
      “vittoria tattica”, sembrerebbe che non a Renzi e a Confindustria faccia riferimento il neo-nominato
      ministro al “Non Si Sa Bene Che Cosa”, ma ai 5S e al loro programma.
      Forse S.E.E. pensa che l’elettorato 5S abbia la stessa capacità di ingoiare qualunque bufala gli
      venga proposta senza discutere, senza capire, senza porsi domande?
      Ci ha scambiati per leghisti o forzitalioti qualsiasi?
      Eppure il Mov l’ha fondato lui e dovrebbe sapere che i “giocatori delle tre carte” non sono mai stati
      visti di buon occhio dalle nostre parti.
      Per quanto mi riguarda, decreto l’espulsione dal Mov. sia di S.E.E. che di tutti gli eletti che si sono lasciati
      intortare dai suoi incomprensibili vaneggiamenti.

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  2. La PADAGNA è uno dei luoghi più inquinati, devastati e consumati del mondo.
    Ci sono più casi di cancro e malattie dovute ad un territtorio malsano, con alluvioni, frane e disatri ambientali che nella “terra dei fuochi” e a Taranto.
    I cultori del “progresso” sono chiamati ad intervenire nel processo di riconversione ambietale, quelli per cui l’ambiente è un capitale da monetizzare (sfruttare).
    Dracula Direttore dell’AVIS .

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    • ARIA INQUINATA (e suoi possibili effetti collaterali):

      “adriano58 19 febbraio 2021 alle 14:09 è incomprensibile arrendersi senza neanche un accenno di resistenza cosa e chi GLI ha convinti?”.

      “GATTO 19 febbraio 2021 alle 14:25 “… AHAHAH.. E siamo tornati alle origini! SI RICOMINCIAAAA! PS: non te la prendere, so che a furia di stare coi cavernicoli veneti, si impara a grugnire; quello che conta è comunque “il flusso dei pensieri (cit.)”…”.

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      • SNC maso-sociopatico
        basta seminare una mollica e ti appalesi subito
        con l’orario addirittura tse tse
        lo so che fai collezione dei miei scritti, quindi deciditi. lo vuoi il dildone?

        a proposito di veneti e di gatti
        sono stato a Vicenza
        ricordi? è dove hanno sterminato tutti i tuoi parenti

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      • Secondo me, un naturalizzato doc cavernicolo padano come te, il Regno Lombardo-Veneto, non se lo lascerà sfuggire tanto facilmente: benvenuto!

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  3. Non so, ma non credo, che L’ articolista abbia sbagliato le cifre o che ragionasse in termini di lire invece che di €. Ma uno stanziamento di 331 milioni di € per il “tracciamento dei rifiuti speciali”, qualsiasi cosa esattamente significhi, mi sembra una follia. Oltretutto, a quanto sembra, dopo un esborsò consumato di 140 M. ,tutto è finito nel nulla. Si dice sempre che le risorse sono scarse, io credo che è falso. Ma i soldi vengono spesi in mille rivoli tenebrosi a cui basta gettare un’occhiata per scoprire che sono fogne maleodoranti. Per questo, il paese è in continua perdita di velocità, oppresso e indifeso da classi dirigenti men che mediocri quanto avide

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  4. Beppe dice che Draghi e Cingolani e Colao sono Grillini, per ora becchiamoci questo, ma forse è Lui dopo aver parlato con il Messia è passato con l’establishment.

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