Chi vuol far fuori il Conte?

(Dott. Paolo Caruso) – In un Paese in ginocchio per la pandemia e per la devastante realtà socio economica, non era sicuramente  auspicabile ne prevedibile una crisi politico istituzionale e la caduta del governo Conte. La vecchia politica torna a riaffacciarsi nel peggiore dei modi, in un momento in cui l’Italia affronta le sue tragicità e torna ad assaporare la speranza con gli aiuti europei di costruire un Paese migliore. Ci si chiede e ce lo chiede anche l’Europa quale sia la causa che abbia portato l’Innominabile “Bomba” di Rignano a pugnalare il premier Conte determinando così la caduta del governo. Una Europa in cui ancora non si erano del tutto sopite le ritrosie al Recovery fund dei cosiddetti paesi frugali e in cui ricominciano a serpeggiare nuovi malumori e a riaffiorare la considerazione dell’Italia  nel suo stereotipo di paese inaffidabile. Questa spallata al governo Conte, un premier che ha rialzato in poco tempo il prestigio e l’immagine dell’Italia a livello internazionale, conseguendo una quota molto alta del Recovery fund, e la mancanza di un interlocutore europeista privilegiato e di alto profilo morale, viene seguita dalle cancellerie europee con molta attenzione e nello stesso tempo con altrettanto sgomento. Purtroppo la politica italiana ormai da tempo remoto persegue non più il bene comune ma gli interessi di bottega, con faccendieri e speculatori sempre pronti a rinverdire gli appetiti  mai sopiti e che vengono ora a riproporsi stimolati dall’arrivo dei fondi europei. E’ proprio su questo piatto che il vecchio sistema, al di là dei recinti dei partiti, prova ad abbattere definitivamente il presidente Conte, coadiuvato in questo anche dal chiacchericcio e dalle menzogne dei media. Così come in ogni film giallo che si rispetti, il” Conte” viene fatto fuori sempre dal suo “maggiordomo”; “l’Innominabile” maggiordomo, infido servitore della politica italiana, ha colpito a morte il Conte bis, agendo in maniera subdola per conto dei poteri forti, della massoneria, delle lobby finanziarie, e del gruppo Bilderberg. Compiuto il delitto istituzionale il “Bomba” va via dal Paese e vola a Riad negli Emirati Arabi per presiedere, con un gettone da cinquantamila euro, quale membro del comitato consultivo della FII Institute, organismo della famiglia reale, una conferenza che si occupa di intelligenza artificiale, robotica, e cybersicurezza. Così dopo avere sfasciato tutto il lobbista per eccellenza è pronto a seguire i propri interessi , tralasciando quelli legati al suo mandato politico e entrando in pieno conflitto di interessi. Uno come lui che fa soldi lavorando per Goldman Sachs e per il fondo Algebris del suo amico Serra, sponsor della Leopolda, e per le aziende americane, disinteressandosi dei problemi reali del Paese, forse rappresenta la testa d’ariete di un progetto molto più ampio e deleterio del potere finanziario che va a saldarsi con la peggiore espressione della destra nostrana, Salvini e Meloni. Del resto i governi ruotano intorno agli affari, e gli affari si fanno in parlamento spesso a discapito degli interessi dei cittadini; è così che le lobby, la massoneria e tutte quelle forze che ruotano intorno a certi poteri intendono la governance del Paese e sono tutte concordi a far fuori gli intrusi, Conte e il Movimento 5  Stelle, dalla politica spartitoria che dovrà attuarsi nei prossimi mesi con l’arrivo del Recovery fund. Il cannoneggiamento mediatico contro un eventuale reincarico al premier Conte è già iniziato, e le fake news e le mezze verità rimbalzano vorticosamente da un campo all’altro della disinformazione, creando volutamente una nube amnesica che avvolge la mente dei cittadini e ne disorienta le coscienze. Tanto sarà poi il futuro circo politico mediatico a ricreare le condizioni pregresse e la nuova giostra delle occasioni, dove ognuno potrà rappresentare con progetti ad acta le necessità politiche più “appetibili” per la crescita del Paese. Un vero ritorno al passato sotto il segno della restaurazione.

6 replies

  1. Dopo tanto scrivere ancora ci si chiede il motivo che ha portato Renzi a far cadere il governo. Potremmo organizzarci un gioco a quiz.
    La storia dei poteri forti ormai è vecchia, in politica si tira fuori ogni volta che non si riesce a spiegare un fatto di una certa rilevanza con cognizione di causa.
    Renzi era stato messo in disparte da Conte sul recovery plain, non unico, ed il suo egocentrismo, unito all’interesse politico di parte, non glielo ha fatto accettare. Probabilmente alla fine qualcosa gli è sfuggito di mano ma non vedo piani diabolici alla base della scelta oltre quelli accennati.
    Adesso sì invece, la cosa si è imbrogliata di molto e può uscire dal cilindro qualunque soluzione, anche quella del “perdono”. Staremo a vedere cosa partoriranno i nostri Macchiavelli al riguardo.
    Altra cosa è il discorso legato alle lobby. Queste come gruppi legati da reciproci interessi esistono ovunque. Sono più o meno forti e influenzano da sempre i gruppi o i personaggi politici di riferimento. Si possono trovare dietro ogni schieramento politico e fanno parte a pieno titolo del sistema sociale del Paese in cui operano.Quindi il loro operato è legale fino a quando il raggiungimento del loro interesse non viene realizzato ledendo i diritti di altri.
    Solo a quel punto diventano pericolose, e allora si dovrebbero bloccare e censurare i personaggi pubblici che li aiutano negli scopi illeciti.
    Cosa che in Italia è avvenuta raramente per non dire mai, a differenza dello scandalizzarsi che invece c’è da sempre e dopo qualche giorno scompare.
    Un’altra storia ormai ricorrente è quella che vuole tirare fuori Conte e i cinque stelle dalla gestione del recovery fine.
    Con i numeri attuali del parlamento ciò non sarebbe possibile.
    Lo sarebbe con nuove elezioni, ma allora, secondo il risultato che ne uscisse, potrebbe non esserci più neanche questo benedetto Recovery.

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    • @Rosario
      “La storia dei poteri forti è ormai vecchia (cit.)”.
      In che senso?
      Che è una mania dei “gomblottisti” citarli quando si tratta di andare più a fondo sulle dinamiche
      che regolano gli accadimenti politici non solo in Italia ma in tutto il mondo?
      A te sembra che il NOM (Nuovo Ordine Mondiale) neoiliberista, capitalista, globalizzato sia una
      ubbìa di qualche retroscenista in cerca di qualcuno a cui affibbiare tutte le colpe e non un SISTEMA
      di potere perfettamente strutturato e organizzato che affonda le sue radici in un passato ormai molto lontano?

      Piani diabolici?
      Il vecchio Satanasso non c’entra nulla, ma molto c’entra l’emergere e l’affermarsi di un ceto di cittadini che
      avevano conquistato un’assoluta primazia nel campo della cultura, della scienza, dell’economia ma che,
      malgrado ciò, era stato tenuto ai margini del potere politico dalla millenaria saldatura tra Monarchia e Chiesa.
      Mi riferisco agli ultimi decenni del Diciottesimo secolo, quando la consapevolezza della propria forza
      si concretizzò nella Rivoluzione Americana prima e in quella Francese pochi anni dopo.
      Chi ancora crede che quelle rivoluzioni furono “movimenti di popolo” e non il frutto di un piano legittimamente
      volto a conquistare spazio e potere da parte della “borghesia illuminata” che stava crescendo e si stava
      irrobustendo in tutto il mondo occidentale, avrebbe bisogno di rinfrescare la propria cultura storica, magari
      anche solo impiegando qualche ora del suo tempo per navigare in rete.

      Quella borghesia, portatrice di idee nuove e di un nuovo ordine sociale, si era in larga parte associata in
      Logge Massoniche diffuse in ogni angolo d’Europa e d’America e la sua base ideale era quella di contribuire
      alla crescita culturale, morale e sociale di tutta l’umanità.
      Non bisogna dimenticare che la “nobiltà del censo”, infinitamente più acculturata, consapevole e dinamica
      di quella “di nascita” ormai declinante nel suo effettivo potere, era purtuttavia composta da persone che
      godevano di un livello di vita molto più elevato di quello del “popolo”, e di tanti privilegi che aveva conquistato
      nell’imporre le “monarchie costituzionali” ai recalcitranti regnanti della prima metà dell’Ottocento.
      Privilegi e potere fondati sulla capacità di moltiplicare le loro ricchezze da usare in modo spregiudicato non
      solo per appropriarsi di ulteriore potere (politico ed economico) ma anche per blindarlo contro ogni pericolo
      esterno.
      Così, pian piano e in relativa segretezza, gli originali ideali di spendersi per la “crescita culturale, morale e
      sociale dell’umanità” furono non dico del tutto accantonati, ma messi in secondo piano (eufemismo!) e ciò
      che oggi è rimasto di questo percorso storico lungo e complesso è l’esistenza di quei “poteri forti”, o chiamateli
      come volete, che guidano le politiche degli Stati sempre in una sola direzione: il loro vantaggio.

      Se poi a qualcuno piace pensare che siano motivi caratteriali, di ambizione personale, di rancori e invidie a
      determinare il corso politico dei popoli è liberissimo di farlo, ma se non sposta il dito che tiene di fronte
      agli occhi difficilmente riuscirà a scorgere la luna che il dito nascondeva.

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      • @ Aloysius L. M.

        Mi piace la tua disamina ma porta troppo lontano il che a volte vuol dire non porta a niente. Almeno in questo contesto.
        Determinare le cause del corso politico di un popolo non è cosa che riguardi i contemporanei sarà materia per gli storici. Ma nel trattare degli uomini legati ai fatti storici non si potrà mai prescindere dal loro carattere, ambizioni, rancori e invidie come causa fondante nel determinarli, sarà sempre una variante ineludibile.
        Gli interessi di potere stanno alla base di tutto il funzionamento sociale, potrebbe non piacerci ma dobbiamo accettarlo.
        Quello che io ho fatto nel commento di prima, molto brevemente peraltro, è una sorta di distinzione tra il concetto di poteri forti e lobby.
        Nell’immaginario i primi sono qualcosa di indefinito, estremamente potente che rimane nell’ombra a osservare come gli avvenimenti per loro importanti vadano in una certa direzione. Quando ciò non succede più intervengono e subito si fa come vogliono loro.
        Non hanno corporeità e sono percepiti negativamente.
        In Italia chi sono: la massoneria? il Vaticano? le multinazionali? i grandi gruppi editoriali? Boh è sempre stato qualcosa di fumoso.Quando non si sa spiegare un evento a un certo livello, o gli si vuole dare una connotazione negativa si dice che dietro ci sono i poteri forti e la questione si risolve.
        Tutt’altra cosa sono da intendere le lobby. Si tratta sempre di gruppi di potere ma ben definiti, facilmente individuabili, che svolgono il loro lavoro, anche persuasivo in maniera lecita e in ogni caso controllabile dall’opinione pubblica.
        Detto e considerando questo io ribadisco la mia, e sottolineo la mia, opinione che nel comportamento di Renzi non c’è stato nessun “potere forte” a manovrarlo dietro le quinte. Lui ha fatto quello che ha fatto molto semplicisticamente perché è un megalomane.
        Anche se ciò non toglie che abbia alle spalle delle lobby di riferimento.
        Un saluto.

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  2. Spett.le dott. Caruso, in un paese normale un qualsiasi “normale” giornalista ogni volta che parla di questa ignobile crisi di governo, dovrebbe chiedere a tutti i giornalisti presenti come spiegano il fatto che appena aperta la crisi, Renzi, vada ad intascarsi 50/80.000 dollari in un paese dove la democrazia non è possibile praticare. Ma purtroppo in Italia veri giornalisti non ce ne sono tanti. E allora torna di attualità la tesi del libro del direttore Travaglio che in Italia è a rischio la democrazia perché non c’è una stampa libera di informare i cittadini. Dottor Caruso la seguo sempre con piacere, perché la sua è una “penna” libera.

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  3. Le motivazioni elencate sopra darebbero alla crisi una spiegazione ragionevole.Io invece,in base all’idea che mi sono fatta del”personaggio Renzi” ho pensato a ragioni molto più puerili e meschine.

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  4. Non a caso abbiamo una informazione di tipo propagandistico. Il potere in Italia è costituito da ricche botteghe che non hanno in nessuna considerazione il benessere dei cittadini(hanno troppo a cuore il loro ). I cittadini però votano e come convincerli a votare l’uno o l’altro partito affiliato alle citate botteghe? Qui entra in scena l’informazione -propaganda con tutti i suoi anonimi e noti giornalai. Il cerchio si chiude e il popolo italiano se lo va a prendere in quel posto.

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