
(Michele Serra – repubblica.it) – Meloni ha parlato di “oppressione fascista”, e per l’occasione bisogna essere contenti a prescindere. Sorvolare sui tempi, sulle ambiguità, sul contesto degli ultimi anni, sulle politiche securitarie repressive, sullo scadentissimo rapporto con i media e con il Parlamento, su tutto. Non solo per fair play, ma perché è un risultato politico a vantaggio della Repubblica e della Costituzione: Meloni è il capo del governo italiano e in pochi avremmo scommesso un centesimo sulla possibilità che lo dicesse. Ma lo ha detto, e qualcosa deve esserle costato.
Intanto deve esserle costato personalmente, perché la sua formazione politica missina non conduce di certo alla presa d’atto che il fascismo fu un’oppressione della quale è stato decisivo e gioioso liberarsi. Poi ha sicuramente contrariato una parte non piccola del suo elettorato, quella più fedele alla fiamma, che ancora oggi vede nella sconfitta del fascismo la propria sconfitta. Un pezzetto di elettorato già glielo ha sfilato il fascistissimo Vannacci, un altro pezzetto potrebbe defilarsi considerando “tradimento” la inequivocabile definizione di Meloni — oppressione fascista.
Politologi e affini stabiliranno quanto di tattico e quanto di strategico ci sia nella sortita di Giorgia Meloni, ex camerata di Colle Oppio, il 25 aprile del 2026. Da cittadino italiano antifascista posso solo dire che mi ha fatto piacere sentire quelle due parole. Qualcuno dirà: ti accontenti di poco. Ma no, “oppressione fascista”, detto da Giorgia Meloni, non è così poco. A Milano si dice: piglia, incarta e porta a casa.
Caro Serra ..sono tutte parole di circostanza,passerelle dei partiti e delle istituzioni.
C’è chi vuole smontare la Costituzione antifascista con provvedimenti legislativi accompagnati da una politica di revisionismo storico.
Cercano in tutti i modi di far dimenticare le sofferenze di un popolo…perchè “fece anche cose buone” … come questo governo che se vai a trovare qualcosa di buono …ci vuole la lente di ingrandimento.
Nelle marche si è assistito non a un discorso politico,ma una elencazione delle vittime del fascismo mentre al Milite ignoto, qualcuno non ha sfoggiato i soliti vestiti eleganti come per altri eventi internazionali,ma un vestiario da supermercato.
Cercano in tutti i modi la “concordia” per far dimenticare…è come chiedere agli ebrei di dimenticare la Shoah !
"Mi piace""Mi piace"
E và bene,dopo questa paraculata di Meloni che gli sarà costata un dolore acuto al cuore ,vorrei che,Serra ci spiegasse come fa’ un antifascista , evidentemente solo in patria,come lui a inneggiare agli Azov di Bandera i nazista ispirazione.
"Mi piace""Mi piace"