
(dagospia.com) – L’agenda di politica estera di Donald Trump è piuttosto disordinata, negli ultimi giorni. Il pantano in cui è finito con la guerra in Iran, ha mandato in tilt il ciuffo del “Rusty Trumpone” che è sempre più insofferente, nervoso, irascibile.
Con un post sul suo social “Truth”, il presidente ha bloccato le trattative in corso a Islamabad, in Pakistan, con la delegazione di Teheran trattenendo in patria il suo inviato Steve Witkoff e il genero Jared Kushner:
“Ho appena cancellato il viaggio dei miei rappresentanti a Islamabad, in Pakistan, per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato in viaggio, troppo lavoro! Oltretutto c’è un’enorme lotta intestina e confusione all’interno della loro leadership. Nessuno sa chi sia al comando, nemmeno loro. E poi noi abbiamo tutte le carte in mano, loro nessuna! Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare!!!”.
Trump è risentito per il mancato sostegno dei paesi europei alla sua guerra, e di Netanyahu, al regime degli Ayatollah: l’ex immobiliarista con il grilletto facile è come un bimbo viziato, scalcia, strepita e s’infuria se non ottiene quello che vuole. E proprio come un bimbo quando viene frustrato, vuole vendicarsi.
Prima, tramite il Pentagono, ha evocato la cacciata della Spagna dalla Nato (una mossa irrealizzabile, stando ai trattati, ma utile a far comprendere il livello di isteria raggiunto alla Casa bianca) e ora il tycoon sta vagliando le sue mosse per far capire ai partner occidentali “chi ha le carte”.
Il presidente degli Stati uniti potrebbe disertare il prossimo vertice del G7, che sarà organizzato dalla Francia, dal 15 al 17 giugno 2026 a Évian, al confine con la Svizzera. Un primo, chiaro, segnale di smarcamento: se voi non ci siete per me, io non ci sarò per voi.
Un approccio muscolare che potrebbe essere ribadito anche in vista dell’importantissimo vertice Nato previsto ad Ankara, in Turchia, il 7 e l’8 luglio 2026. Anche lì Trump potrebbe dare forfait. Un timore concreto che ha già spinto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, a ipotizzare un meeting esclusivamente “tecnico”, per discutere di riarmo e collaborazione industriale, evitando ogni conclusione politica.
A questa ostilità conclamata verso la Nato, s’aggiunge l’intransigenza ad minchiam dello svalvolato segretario della difesa degli Stati uniti, Pete Hegseth, che spinge per rendere i vertici dell’Alleanza atlantica a cadenza biennale e non annuale: un ulteriore sganciamento dai partner.
Non solo. Il ceffone finale, e fragoroso, ai riottosi paesi europei Trump conta di darlo al G20 previsto a Miami il 14 e 15 dicembre 2026: al vertice vuole invitare Vladimir Putin. Una presenza che sarebbe clamorosa e deflagrante per l’asse euro-atlantico: ritrovarsi al tavolo dei grandi il “nemico” Putin, su cui pende un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra in Ucraina, a un consesso negli Stati uniti (non in Sudafrica o in Brasile), e in presenza di tutti gli altri leader europei, sarebbe lo sputo nell’occhio definitivo.
In questo bailamme di strategie, appuntamenti reali o virtuali, dispetti e sgambetti, torna in bilico la presenza di Trump all’incontro, già annunciato, con Xi Jinping il 14 e 15 maggio a Pechino.
Ps: mentre quel rincojonito di Trump sogna di portare a Miami per il G20 il suo adorato Putin, il presidente russo è in assiduo contatto con i vertici del regime iraniano, che è in guerra con gli Stati uniti.
L’amico del mio nemico non dovrebbe essere mio amico, consiglierebbe il buon senso.
Solo nel cervello lacero-confuso di Trump, invece, puo’ avvenire l’assurdo rimescolamento di ruoli: si spupazza Putin che foraggia e assiste i suoi nemici iraniani. Bel cojone.
La liaison tra Mosca e Teheran non si è mai interrotta e infatti il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, nelle interlocuzioni con il suo omologo russo Lavrov, sta tentando di organizzare un faccia a faccia proprio con Putin…
C’è una parte del deep state che ancora combatte contro la Russia, anche se Trump vorrebbe fare la pace. Lui, evidentemente, ci deve convivere. Inoltre, la razionalità per tipi come lui non crea problemi: l’incoerenza la digerisce benissimo!
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