Tra libri e conferenze, Matteo ha guadagnato oltre un milione di euro

Tra libri e conferenze, Matteo ha aumentato i propri guadagni: lo scorso anno ha dichiarato 280 mila euro in più rispetto al 2018

(di Marco Lillo – Il Fatto Quotidiano) – Poche ore prima del suo discorso contro Giuseppe Conte gli uffici del Senato hanno pubblicato la dichiarazione dei redditi di Matteo Renzi. Il senatore ieri ha citato i dati sul Pil in calo ma il suo personale prodotto interno del 2019 è salito, di molto. Matteo Renzi ha dichiarato un reddito complessivo di un milione e 92 mila e 131 euro per l’anno 2019 e ha pagato 425 mila e 655 euro di imposte.

Per avere un’idea, nel 2019 (redditi 2018) aveva dichiarato 811 mila euro e nel 2018 (redditi 2017 quando era senza posto in Parlamento) solo 29 mila e 315 euro. Da sindaco di Firenze nel 2013 era fermo a 98 mila euro mentre da premier nel 2016 dichiarava 103 mila euro: un decimo del 2019. Come senatore Renzi porta a casa 14 mila e 600 euro netti circa. Per arrivare a un milione e 92 mila euro quindi mancano all’appello 900 mila euro circa. Tutte le entrate dei libri di Renzi dovrebbero aggirarsi sui 100 mila euro lordi di diritti. Per il documentario su Firenze prodotto da Lucio Presta fu pagato nel 2018 ben 453 mila euro e non sembra possibile che il senatore documentarista avanzasse ancora qualcosa nel 2019.Quindi restano 800 mila euro ‘in cerca di autore’. In realtà la cifra sopra il milione non è una sorpresa. Renzi da tempo sostiene che i suoi redditi di conferenziere gli hanno fatto superare il milione di euro nel 2019. Con i suoi amici si è lamentato recentemente della flessione subita a causa del Covid che ha bloccato gli eventi. Renzi su Linkedin appare come un professionista: ‘public speaker’ si legge accanto al suo nome sul sito, non senatore, quello è scritto sotto come ‘attività’.

Ma quanto guadagna per uno speech Renzi?La relazione dell’Uif di Banca d’Italia sulle operazioni bancarie sospette (ma lecite) connesse al prestito da 700 mila euro, ricevuto dalla famiglia Maestrelli e poi restituito per l’acquisto della casa, analizzava i conti di Matteo Renzi. Secondo L’espresso, che pubblicò la relazione UIF, il prestito per l’acquisto della casa fiorentina, fu restituito in parte, nel 2018, grazie al cachet da 453 mila euro pagato a Renzi da Presta per il documentario. Per l’acquisto della casa Renzi ha contratto nel luglio 2018 con la moglie Agnese Landini un mutuo del Banco di Napoli da un milione. La restituzione avverrà con 360 rate (scadenza agosto del 2048, quando Renzi avrà 73 anni) di 3646 euro al mese. Con questi redditi, Renzi non avrà problemi di restituzione.

Nel 2018, secondo le relazioni Uif pubblicate da L’espresso, sopra citate, per due interventi in Inghilterra, il senatore ha fatturato alla Algebris fondata dall’amico Davide Serra 57 mila euro. Altri 84 mila euro sono arrivati sempre nel 2018 dalla società Celebrity Speakers per quattro interventi del 3 e 4 giugno e poi del 18 e 19 settembre. Per un evento in Kazakistan a Renzi nel 2018 è stato pagato un gettone di 10 mila euro. Su Linkedin figura come public speaker che fa anche attività di senatore e di docente alla Stanford University di Firenze.

Il 2019 è stato l’anno del boom dei suoi speech. A gennaio è a New York per Goldman Sachs. A febbraio è a Riyadh per la Commissione Saudita per il Turismo. A marzo è negli Emirati per due eventi: a Dubai parla di Educazione Globale e ad Abu Dhaby alla New York University. Sempre a marzo vola a Londra dagli amici di Algebris e poi fa un dibattito alla Debt Capital Markets Conference. Il 4 aprile alle 16 e 10 parla a Zurigo al Fund Experts Forum e alle 18 e 9 minuti l’Ansa batte: “Governo: Renzi, Salvini-Di Maio basta scuse e foto al parco”. Il senatore è duro con i due ministri: “Li paghiamo per risolvere i problemi: quando se ne renderanno conto?”.

Ad Aprile torna a Riyadh per la Financial Sector Conference. A maggio va allo Swiss Economic Forum di Interlaken e ad Astana in Kazakhstan per il 12esimo Economic Forum. A giugno è a Zurigo per Banque Pictet & Cie. Poi vola in Cina. La Bojin International lo aveva già invitato alla fine del 2018 e gli organizza un tour. Il 23 è a Pechino (dove interviene anche a un secondo evento per Glaubicz Garwolinska Consultants Conference) poi il 24 giugno a Qingdao e il 25 è a Tai’an. A giugno è a Seoul per l’Asian Leadership Conference 2019. A luglio ad Atene per The Economist. A ottobre vola a New York e a novembre del 2019 è a Londra per parlare di Europa alla Bnp.

Ieri in Senato Renzi ai suoi confidava: “Ora che siamo fuori dal governo farò ancora più conferenze e guadagnerò di più”.

11 replies

  1. io sarei più preoccupato per quelli che vanno a sentirlo -pagando-.
    e sui libri, se non li ha fatti comprare a parenti e soci + più giornalisti
    per dovere di cronaca, o di lingua, che mai si può dire?
    gli italiani, dicono, essere un popolo di non lettori, di acculturati,
    voi mai che gli unici che leggono, leggono il libro del messo in aspettativa
    dal babbo?
    meglio acculturati.

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  2. Strano che venga pagato queste cifre per parlare in conferenze. Generalmente non ha il colpo di genio, non dice nulla di particolarmente interessante o innovativo, ma solo luoghi comuni già ascoltati mille volte da tanti altri. Per quale motivo all’estero dovrebbero pagarlo 10 euro per una conferenza. Chi si incarica di invitarlo e di pagarlo per ascoltare le cose inutili di cui parla (tutta fuffa) ?
    ‘Sta cosa mi suona strana.

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    • Non è affatto strano : a moltissime persone , tra i cosiddetti moderati, piace sentir parlare con enfasi , con quei mezzucci retorici che ogni tanto invitano all’applauso; non importa se il contenuto è fuffa, non se ne accorgono, non interessa loro , anzi meglio, ed, insomma , va bene così : All’organizzatore non interessa altro ; sa che il risultato dei biglietti è assicurato . E’ un simpatico intrattenimento……..”.che male c’è ?…..non è mica un reato !……… .tutti possono parlare !!…. e, diamine……siamo in democrazia, no? ” e cercando il consenso del suo vicino di poltrona : ” vero ingegnere ?”

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      • @ Giuseppe

        Concordo, l’elettore medio è un tifoso, aderisce ad una squadra e la sostiene a prescindere dalla qualità del gioco e dal comportamento in campo. L’imperativo è vincere.

        Tra questi tifosi ce ne sono alcuni interessati, persone intelligenti che un senso civico un po’ claudicante, gli altri sono semplicemente dei perfetti idioti perché agiscono contro il loro interesse di cittadino senza avere gli interessi del militante che ambisce in genere più all’affermazione di se che dei principii di cui si fa promotore. In genere.

        È un male vecchio.

        Ieri ho sentito con piacere, come sempre, Davigo.
        Stava su la 7, da Floris. È riuscito a dire cose interessanti nonostante le obiezioni idiote di quelle due oche che il conduttore chiama “giornaliste”.
        Ha raccontato un aneddoto: ad un militante dell’allora PDS chiesero che cosa pensasse di quel politico DEL SUO PARTITO sorpreso col sorcio/mazzetta in bocca.
        Il militante rispose: mi ha rattristato moltissimo sapere che mentre io offrivo il mio tempo alle feste dell’Unità passando la giornata a girare salsicce sulla griglia per raccattare qualche euro, il dirigente rubava!! In galera subito!

        Capito? Se riguarda il tuo partito dovresti essere ancora più indignato, proprio perché è il tuo.

        Se tua moglie ti mette le corna, il becco sei tu, non il tuo avversario.

        Ma questa cosa purtroppo non riguarda solo i piddini renziani… purtroppo!

        La politica come show!

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  3. È un piazzista.
    Lobbysta farebbe più figo ma ha un’accezione negativa in Italia e in italiano.
    Intrallazzi con governi stranieri interessati a depredarci. Vedi servizio di Report sulla Piaggio aerospace. All’estero va a parlare di questo, ma dietro le quinte, sul palco conferenzia del nulla mischiato col niente.

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  4. Da me neanche un centesimo !!!!!!!

    “Mazzette travestite da consulenze?” Puo’ darsi, gestirà il potere attraverso le commissioni. Ma forse non solo : ci sono eserciti di signore e signori impellicciate (pelliccia animale) di una certa età a cui piace sentire questo giovinotto brillante che dice con una certa foga quello che vogliono sentirsi dire e per ua serata si sentono in una simpatica comitiva (“professore, miei omaggi”)rivoluzionari .

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