Non tutti i trasformisti sono come Scilipoti: leggete John F. Kennedy

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Se fossi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel chiedere al Parlamento di rinnovare la fiducia al governo, limiterei allo stretto indispensabile i riferimenti alle mattane di Matteo Renzi. Eviterei, nei limiti del possibile, di accendere altre micce polemiche, perché tanto nell’arte di scottarsi le dita (e molto altro ancora) il piromane di Rignano è imbattibile. Senza contare che a sfancularsi ci ha già pensato da solo, ed essere ignorato lo fa impazzire. Poi, scinderei, naturalmente, le responsabilità dei senatori e deputati di Italia Viva da quelle di Demolition Man, e troverei il modo, non formale, di ringraziare le ex ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti per il fattivo contributo dato all’azione dell’esecutivo in tempi così difficili. E senza ipocrisie, mi rivolgerei ai parlamentari di Iv ribadendo la necessità di un loro sì, sul quale, Renzi o non Renzi, ricostruire con il mio governo un rapporto solido per il resto della legislatura. Fin qui tutto abbastanza scontato, così come lo sarebbe il cuore del discorso: la drammatica emergenza che da un anno affligge il Paese sfibrandolo, e la minaccia di una pandemia “fuori controllo” (Istituto Superiore di Sanità) da governare quasi ora dopo ora e senza colpevoli vuoti di potere.

A questo punto viene il difficile, ovvero la richiesta di aiuto ai cosiddetti Responsabili (riverniciati per l’occasione Costruttori): soprattutto senatori che dall’opposizione dovrebbero trasmigrare nella maggioranza (affinché non diventi ex maggioranza). Non so Conte, ma se penso a queste “risorse” subito mi appare la figura non specchiata del senatore Sergio De Gregorio, quello “acquistato” da Silvio Berlusconi per danneggiare il governo di Romano Prodi. Oppure mi si appalesa la premiata coppia Razzi&Scilipoti, anch’essi folgorati sulla via di Arcore, divenuti ormai un classico del trasformismo. Fermo restando che i senatori non si comprano, e meno che mai quelli stile De Gregorio, provo disagio al concetto stesso di transumanza parlamentare. Ma nello stesso tempo mi chiedo se, nel caso presente, il fine (evitare una crisi disastrosa temuta dalla larga maggioranza dei cittadini) non giustifichi i mezzi (o se vogliamo i mezzucci). Alla ricerca di una qualche buona ragione, mi è venuto in soccorso John F. Kennedy (gli alibi me li so scegliere bene) che nel celebre Ritratti del coraggio, a proposito dell’“arrendevolezza al compromesso” e del “senso delle cose possibili” in politica, scrive: “Non dovremmo avere troppa fretta nel condannare ogni compromesso quale esempio di cattiva moralità. Infatti la politica e l’attività legislativa non sono questioni di inflessibili princìpi o di ideali irraggiungibili. La politica, come ha acutamente osservato John Morley, ‘è un campo in cui l’azione è una perpetua mancanza del meglio, e dove la scelta costantemente si effettua tra due errori’”. Però, sulla tecnica del compromesso, John Kennedy ha scritto qualcos’altro che non si può tralasciare: “Il problema vero consiste, dunque, come arrivare al compromesso, e con chi. Infatti, è purtroppo facile arrivare a concessioni non necessarie, non suggerite dal desiderio di risolvere legittimamente i conflitti, ma soltanto dalla speranza di andare avanti”. E dunque “a che prezzo” imbarcare i Costruttori? Cosa offrire loro? Una prospettiva politica, o cosa? Fortunatamente, però, il premier non sono io e attendo fiducioso che questo dilemma sappia risolverlo lui.

22 replies

  1. Mi spiega gentilmente, Ill.mo Sig. Padellaro, che minchia c’entra la nobile arte del compromesso con tutto quello che sta succedendo, e succederà, nel Parlamento italiano? Vogliamo a tutti i costi abbellire il concetto? Renderlo meno indigesto? Senza bisogno di scomodare J.F.K. Chiamiamolo “Marché des vaches”. Che ne dice? Va meglio così?

    "Mi piace"

  2. La fine della legislatura non basta. Qualche poltrona la vorranno, è ovvio. Di sicuro i due ministeri lasciati vuoti e forse se ne inventeranno un terzo. E comunque quanta puzza sotto il naso. Ma come si può paragonare chi si compra una persona letteralmente e chi promette di coinvolgerla nel governo.

    Ma veramente bisogna sottolineare la differenza? Non basta il codice penale?

    Piace a 2 people

    • @paolapci
      E comunque quanta ipocrisia.
      Guardi che i voltagabbana, i responsabili, i costruttori, li chiami come vuole, non li ha mica inventati Berlusconi. Lui ha risolto il problema alla sua maniera, da gangster. Altri governi, prima e dopo di lui, hanno promesso posti, candidature future e coinvolgimenti vari. Se leggo Padellaro che scomoda addirittura J.F.K. per cercare di dare un’aria charmant alle stesse manovre parlamentari che lui ha sempre combattuto, mi sento preso per il culo, e preferisco leggere la schiettezza di giovanni23 poco più sotto.

      "Mi piace"

      • Federico C,
        E perché mai sarei ipocrita? Solo perché non mi impicco a un principio di coerenza che finora ha visto sempre soccombere le maggioranze in cui ho creduto? Per me il mercato è quello di chi paga, il salto di qualità di B non è paragonabile con nulla. Inoltre, mi fa schifo se uno tradisce il mandato elettorale, ma se tornano indietro mi fanno meno schifo. Dov’è che sono ipocrita? Quanto a Peppino che non offre niente e a Giovanni 23 mi chiedo, ma lo dite seriamente? Cioè farà un patto di legislatura, quelli lo appoggiano e Peppino dice “sì, però appoggiate da fuori, i posti chiave sono di pd e 5s“. E quelli rispondono: no problem, lo facciamo per amore del paese. Ma è un film? Ma poi non vedo cosa ci sia di male, Renzi aveva 3 soggetti al governo, in senso stretto e lato. Ricordate che l’alternativa non sono le elezioni.

        "Mi piace"

    • Io credo che non mollera`proprio niente,
      a riprova che chi ci sta, lo deve fare per una giusta causa, altrimenti tutti a casa

      "Mi piace"

      • Ma dai lesena intarsiata, col senso di realtà che ti precede mi fai sto discorso da libro “quore”? non ti capisco.
        Daranno quel che c’è da dare. Ma alla Lonardo gli presenti l’argomento della giusta causa? Eh su!

        "Mi piace"

      • Allora Splendore, parti dal presupposto che, se scendi sul terreno del mercato delle Vacche
        non sei più credibile agli occhi degli italiani.
        Ma il discorso di fondo da comprendere è molto più profondo e complesso, oggi le strategie politiche sono
        cambiate perché i tempi sono cambiati,
        e accompagnarsi a un leader che ti dà luce riflessa è fondamentale, perché ti ripulisce dalle scorie e hai la possibilità di rimanere in gioco,
        nella direzione di fare le cose per il territorio
        dove c’è il tuo bacino elettorale,
        quindi la mastellona, che non ha l’anello al naso
        ma l’occhio lungo, ha capito, dove buttarsi in questo momento,vuoi mettere avere notizie di prima mano sui programmi di ricostruzione,
        e metterli in atto affiancato a chi distribuisce le carte? (come si fanno a spiegare certi concetti, se non vieni di persona da me!)

        Altro esempio non è che la Germania improvvisamente è diventata buona e altruista
        nei confronti del resto degli altri paesi europei, altrimenti non si spiegherebbe quello che è successo in Grecia.
        La Germania ha solo capito che,
        se l’Europa non è all’altezza come continente,
        le Me`rcedes
        (come dicono i tuoi amici pugliesi)

        non sapranno più a chi darle,
        perché uno può pure andarsi a comprare la toyota che 20 anni fa
        manco ci pensava,
        allora i tedeschi mollano l’osso….. e si decide
        di cresce insieme per il bene comune, fermo restando che loro fanno sempre i capoclasse

        Piace a 1 persona

      • Allora,
        numero 1 i miei amici tarantini dicono “il mercedes” (anzi, lu), quelli romani dicono “la mercedes”. Stessa differnziazione geografica per “il tabacchino”, “il tabaccaio”. E posso andare avanti ore.
        Numero 2 in questo momento non sarei idealista, ma pragmatica. Poi domani torniamo a sognare un mondo migliore, oggi proviamo a essere concreti.

        "Mi piace"

      • Elementare luce d. m. 👀 ,

        “La Mercedes” perché appena sotto la Linea Gotica, (influenza tedesca)

        in Puglia
        “Lu Me`rcedes”
        perché l’articolo determinativo
        “Lu” è il più usato in assoluto.

        Esempio pragmatico:
        “lu pollo cusutu ‘n culu”
        “Se Parigi avesse lu mer sarebbe na piccola Bar”
        e il più gettonato, “lu piccion ‘d mammt”.
        In attesa di un MONDO MIGLIORE!

        "Mi piace"

      • La parola più bella in assoluto della mia terra d’origine rimane “carne”, a volte condita con carne a te e a mammta, a volte secca. Se dovessi usarla su questo blog con qualcuno non tradirmi spifferando la traduzione.

        "Mi piace"

    • @paolapci
      A quanto pare c’è stato un misunderstanding.
      Io non ne faccio una questione moralistica. Si figuri. Semmai sono sempre stati Travaglio e Padellaro a puntare il ditino contro certe usanze parlamentari. Conte e il governo vogliono vincere al Senato accogliendo transfughi dal Misto e da altri partiti? Lo facciano. È una loro legittima scelta politica. Ma si chiamino le cose e le persone come le si è sempre chiamate. Tutto qua.

      "Mi piace"

  3. Per superare il renzismo serve un Pd di sinistra
    di Gad Lerner | 16 GENNAIO 2021
    “Siamo seri: chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Non può passare il messaggio che il 4 marzo è stato uno scherzo. Sette italiani su dieci hanno votato per Salvini e Di Maio, lo facciano loro il governo se ne sono capaci”. Con queste parole, la sera di domenica 29 aprile 2018, Matteo Renzi andò in tv da Fabio Fazio e pose il veto alle trattative in corso fra il M5S e il Pd per formare una maggioranza tra quelli che erano pur sempre i due partiti più votati dagli elettori. Ricordiamocelo: nel 2018 la Lega, pur crescendo impetuosamente, arrivò solo terza col 17,4%. Fu quel veto renziano a spalancarle l’accesso al governo, inaugurando la nefasta stagione della destra che l’avrebbe portata a raddoppiare i voti e a diventare partito di maggioranza relativa.

    Ancora ieri, con la consueta disinvoltura, Renzi ha scritto nella sua enews: “Italia Viva è nata per togliere i pieni poteri a Salvini”. Falso anche questo. La scissione del Pd fu programmata freddamente dopo la nascita del governo Conte bis, nel settembre 2019. E l’attuale alleanza fra M5S, Pd e LeU venne proposta da varie personalità fra cui Prodi, Landini, Franceschini, Bersani, Bettini; non certo dal solo Renzi. Non sono dati di fatto marginali quelli sopra elencati. Spiegano l’esasperazione, ma anche un certo moto di sollievo, provati di fronte all’ennesimo voltafaccia con cui Renzi ha cercato di porre fine alla coalizione giallorossa. Tirato per i capelli, il gruppo dirigente del Pd ha perso la pazienza, emettendo un giudizio che si spera definitivo sul suo ex segretario: inaffidabilità grave, tale da arrecare danno al Paese. Vedremo fino a che punto saprà trarne le conseguenze.

    Sì, perché è come se questo partito dalla natura composita, evanescente nel suo radicamento sociale, ma sempre bene inserito nelle istituzioni, nelle amministrazioni locali e nell’establishment, posto di fronte a questa provocazione sia stato costretto finalmente a definire il suo profilo strategico. Ciò che vale, è ovvio, anche per il M5S, sollecitato da Beppe Grillo a proseguire nella sua trasformazione in forza progressista ed europeista.

    Una felice sintonia sembra caratterizzare le prime reazioni dei maggiori esponenti Pd, dal segretario Zingaretti al capodelegazione Franceschini: no a qualsiasi ipotesi di unità nazionale comprendente i partiti della destra sovranista; riconfermata la fiducia a Conte che si è comportato bene alla guida del governo, dissipando i sospetti originati dal suo disinvolto cambio di casacca; e in definitiva rilanciare un’alleanza di centrosinistra plurale col M5S, senza la quale non sarebbe pensabile competere con la destra. Fin qui tutto bene. Purché l’affannoso (e, riconosciamolo, imbarazzante) reclutamento di parlamentari disposti a garantire una solida maggioranza al governo Conte, non fornisca il pretesto per rinviare le necessarie scelte strategiche.

    Dice Zingaretti: “Dobbiamo evitare le elezioni e proteggere la legislatura”. La situazione in cui versa il Paese è tale che non possiamo dargli torto. Ma la paura della destra e dei danni che un suo governo provocherebbe non deve impedire che si faccia un passo in più. Delineare con chiarezza – quale che sia la legge elettorale con cui prima o poi si voterà – se la coalizione giallorossa sarà alla base dell’offerta programmatica con cui il Pd affronterà il giudizio dei cittadini. Sia nelle elezioni politiche, sia nelle grandi città. Personalmente sono convinto che già oggi, soprattutto dopo gli esiti della Brexit e dopo la sconfitta di Trump, una coalizione europeista guidata da Conte sarebbe in grado di competere ad armi pari con la destra sovranista guidata da Salvini. Può darsi che mi sbagli, ma resta il fatto che, senza fare subito chiarezza in merito, non si va da nessuna parte.

    Sciogliere questo nodo aiuterebbe il Pd ad affrontare nel contempo il suo cruciale dilemma esistenziale: vuole, può essere qualcosa d’altro che non solo un partito di sistema? La vocazione governativa del Pd che già lo ha portato a recidere i legami con la base sociale delle origini, le classi subalterne, lo destina inevitabilmente a configurarsi espressione organica dell’establishment?

    Cito a casaccio episodi simbolici, ma significativi: il passaggio diretto dell’ex ministro Padoan da deputato a presidente dell’Unicredit; l’eccesso di zelo con cui la ministra De Micheli si è premurata di sollecitare ai vertici del Viminale l’accelerazione delle pratiche di cittadinanza per un calciatore della Juventus. Nessun moralismo, ma si tratta di segnali che l’opinione pubblica percepisce come naturale consuetudine, internità all’humus dei poteri forti. Il Pd necessiterebbe di riallacciare ben altri legami dalla parte degli sfruttati e dei soggetti più fragili. Indicare con chiarezza la prospettiva e la fisionomia di un nuovo centrosinistra è la premessa ineludibile per lasciarsi alle spalle la stagione del renzismo.

    Piace a 1 persona

  4. Non bisogna promettere un bel niente (tanto se ci sono lo fanno per mantenere la propria poltrona) e sono sicuro che il sig. Conte non si compra nessuno e non prometterà niente a nessuno. Poi se ne è discusso già ampiamente di questi “responsabili” che quando servivano agli altri erano “buoni” adesso sono i “venduti”. Il fine giustifica i mezzi se vogliamo, primo continua la legislatura che il paese ne ha bisogno, secondo il mondo non riderà di noi e terzo il pianeta si toglierà dalle p…e l’innominabile. Come Totò, può piacere o non può piacere a me piace. Ah! nel caso quarto andiamo al voto, consegniamo il paese a destra (non ci credo poi tanto) l’importante che il suindicato comunque scompaia.

    "Mi piace"

  5. Ma se Renzi, cosi per assurdo (visto che le mosse sulla scacchiera sono la sua passione), votasse la fiducia che succede?

    "Mi piace"

  6. Lo ha ben dimostrato report perche tutti e dico tutti faranno di tutto, concederanno di tutto si accontenteranno di tutto pur di restare e partecipare ad un governo qualunque esso sia, come le api allo zucchero, si tuffano nell’arraffa arraffa, tanto gli italioti si bevono tutto

    "Mi piace"

  7. Continuiamo a parlare e scrivere di soglia “161” al Senato perché la fiducia al governo Conte venga confermata.
    Si dimentica che al Senato la fiducia può essere confermata o negata “a maggioranza dei presenti”, per cui le
    assenze tanto più peseranno quanto più saranno numerose.

    Ho interrogato i fondi del caffè.
    Il responso è stato inequivocabile: la settimana prossima ci sarà un’epidemia di “dissenteria selettiva” che colpirà
    un numero cospicuo di senatori dell’opposizione e di Italia Viscida costringendoli a passare le giornate sul water
    invece che sui loro scranni senatoriali, ma che, miracolosamente, lascerà indenni quelli della residua maggioranza,
    così che i cosiddetti “responsabili dichiarati” saranno più che sufficienti alla conferma della fiducia a Conte.

    Ho chiesto conferma a Otelma e lui m’ha detto che, con gli ossicini di pollo, ha ottenuto lo stesso responso.

    Ma davvero credete che il Trio delle Meraviglie sia così ansioso di subentrare alla guida del TIR a pieno carico,
    lanciato in discesa con le gomme mezze sgonfie e i freni malandati?
    Certo che continuano a battere la grancassa, suonare putipù e triccheballacche facendo la faccia feroce e
    ripetendo i loro stolidi mantra ogni volta che si mostrano in TV: questa recita stantìa la devono ai loro tifosi
    che non apprezzerebbero un atteggiamento più morbido e responsabile, ma sanno benissimo che in questo
    momento non possono salire sul carro del perdente e fare per lui il lavoro sporco, così come sanno benissimo
    che gli esiti di una campagna elettorale che interrompesse o intralciasse la gestione dell’emergenza potrebbero
    essere molto punitivi nei loro confronti.
    Quanto meno il Caimano è abbastanza scafato da saperlo e da aver già avuto abboccamenti sotterranei per
    proteggere al meglio ciò che a lui preme di più: la ROBA.
    Sul Truce e la Borgatara non mi pronuncio, ma non credo che siano alla ricerca di un suicidio politico che,
    per Salvini, sarebbe il secondo in appena un anno e mezzo.

    Forse non sarà proprio dissenteria (i fondi di caffè non sono così specifici) ma vedrete che qualche strana
    malattia farà aumentare gli “assenti giustificati” alla conta dei voti.

    "Mi piace"

    • Per incassare il sostegno di Palazzo Madama a Conte basta semplicemente ottenere un solo voto a favore in più rispetto ai contrari. A ricordarlo è il costituzionalista Stefano Ceccanti, deputato del Pd candidato proprio da Renzi alle ultime elezioni. “Per la fiducia non servono 161 voti al Senato, i Costituenti vollero deliberatamente la maggioranza relativa, i Sì devono solo battere i No“

      "Mi piace"

    • Io ho esaminato le viscere di due colombi che ho ucciso perchè mi sporcavano il terrazzo : ho avuto lo stesso risultato . Potrei escludere però il cagòto ( dissenteria) perchè è uno dei primi sintomi del covid e non vogliono correre il rischio di dover essere ricoverati e far la quarantena senza il vero motivo.

      "Mi piace"

  8. Bellissimo articolo, era da tempo che non leggevo un Padellaro così lucido. Una analisi perfetta nel suo equilibrio, nel tener conto di tutti i fattori in gioco.

    Le citazioni dei due politici sono bellissime, non le conoscevo e sono contento di averle lette.
    Quando il giornalismo è di qualità fa pensare, non si limita ad informare.

    "Mi piace"