Il premier e tutti i 5S: “Mai più con questi”. Si tratta con B. e FI

ULTIMA CHIAMATA. “OFFENSIVO CITARE I MORTI COVID PER INSISTERE SUL MES”. IN SETTIMANA BALLANO “RISTORI 5” E SCOSTAMENTO BILANCIO

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Basta assedio, basta attese e forse basta Matteo Renzi. Di buon mattino il capo politico reggente del M5S, Vito Crimi, recapita al fu rottamatore l’ultimo avviso: “Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto”. E a stretto giro esce Palazzo Chigi: “Se il leader di Iv si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia per il presidente del Consiglio sarà impossibile fare un nuovo esecutivo con Iv”. Così hanno deciso Giuseppe Conte e i Cinque Stelle: mettere Renzi di fronte al bivio, sfidandolo a rilanciare o a lasciare il tavolo. E non è casuale che abbia parlato per primo Crimi, perché il Movimento vuole mostrarsi compatto. Per questo in mattinata parlano tutte le anime del M5S. Compreso Alessandro Di Battista, che con palazzo Chigi ha da mesi un filo costante: “Se i renziani dovessero aprire una crisi di governo nessun esponente del M5S dovrebbe mai più sedersi a un tavolo con questi meschini politicanti”. Quasi un addio.

Quasi, perché quella di Conte e del Movimento è l’ultima mossa per spingere Iv a chiudere su una trattativa. “Se Renzi la smettesse di sparare richieste come il ministero dell’Economia…” sospira un grillino. Fino a sera gli sherpa trattano per un Conte-ter, con un robusto rimpasto e su dimissioni lampo del premier. “Un giorno e poco più, il tempo di varare il nuovo governo”. E infatti all’ora di cena Luigi Di Maio fa trapelare: “Tutti ora devono fare un passo indietro”. Ma la strada è stretta. Anche perché Conte resta quanto mai perplesso dall’ipotesi di dimettersi. Non si fida, e continua a proporre un allargamento della squadra di governo e qualche spostamento nelle caselle.

E allora si lavora più intensamente alla sostituzione di Iv con i Responsabili. O meglio, “con un nuovo gruppo centrista e moderato”, come lo definisce un grillino. Così, se Clemente Mastella già annuncia “un’iniziativa” in tal senso, per costruire questo gruppo serve comunque un pezzo di Forza Italia. Non a caso, il demiurgo dem Goffredo Bettini lunedì sera ha aperto a FI, “da cui potrebbe venire un sostegno non solo isolato”. Nei piani originari del Pd, Forza Italia doveva essere un’altra gamba del governo per diminuire il peso di Renzi. Ma ora il quadro può mutare. E gli stessi 5Stelle pensano a un accordo con i forzisti, con le dovute cautele. Ossia, i berlusconiani dovrebbero confluire in un gruppo con un diverso nome. Ed essere tutti dal passato immacolato. A queste condizioni, i grillini dovrebbero starci. Per dirla come il senatore Emanuele Dessì, “se siamo riusciti a governare sui temi prima con Salvini e poi con Renzi, non dico che possiamo farlo con tutti, ma poco ci manca”. Ma in Senato ci sono i numeri? Al momento no, dicono dal Pd, dove in diversi guardano con ansia l’operazione. Temono che Renzi dall’opposizione possa togliergli consenso, ma anche un Conte che uscirebbe forte dalla terza palingenesi in poco più di tre anni da premier. “Ma i numeri si troveranno, finora Conte non si è esposto, ma se serve ci penserà lui” assicurano ambienti a lui vicini. Non a caso, raccontano che Conte avrebbe incassato altro tempo dal Quirinale, comunque scettico sull’operazione Responsabili.

Ovvero, se Renzi dovesse ritirare le ministre, il premier potrà comunque tornare in aula per la votazione sul Recovery Plan e poi per due fondamentali provvedimenti come il decreto ristori e lo scostamento di bilancio (a patto che Conte non si dimetta prima). Tempo una settimana, dovrebbe sottoporsi al voto di fiducia. Giorni preziosi per formare il nuovo gruppo. Mentre la giustificazione formale è già pronta: neanche Iv esisteva al momento del parto del governo giallorosa, proprio come il nuovo gruppo centrista. Nell’attesa, Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni su un simbolo e un nome depositato da Conte a Roma per un suo movimento, “Insieme”. Poi in serata è il Cdm. E Conte sbarra la porta ai renziani che invocano il Mes: “Non è questa la sede per parlarne, non è compreso nel Recovery Fund”. Per poi affondare: “Non bisogna speculare sul numero dei decessi per invocare l’attivazione del fondo, o si offende la ragione. La Germania ha il doppio degli investimenti sulla sanità rispetto all’Italia ma anche il doppio dei morti”. Parole che confermano la distanza.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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4 replies

  1. Stanno trattando per i loro interessi come sempre.
    “Un passo indietro”, ” il ministero dell’economia” Mastella, F.I., spuntano nuovi gruppi parlamentari, nasce un nuovo partito: insieme.
    Questa è la realtà che invischia tutti, prima gli interessi di bottega poi il resto.
    E le ingenue tifoserie a sperticarsi le mani sulle “purezze” dei loro idoli.
    Finirà come sempre, troveranno un accordo.
    E questo povero paese sempre indietro, su cosa? Su tutto.

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  2. Visto e considerato che almeno il 65% degli elettori italiani votano pd fi lega e fdi, un bel vaffa sarebbe auspicabile,
    Caduta del governo, elezioni, una bella maggioranxa cdx con l’appoggio
    Di una larga di piddini, e che gli italiani siano ampiamente accontentati,
    Dove sta il problema?
    Stare in paradiso a dispetto dei santi non è possibile,
    Gli italiani vogliono essere sodomizzati? Che venghino accontentati.

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