La sai l’ultima?

Cartoni disturbanti, preti anti-Stato e cani anti-Covid, strabilianti scoperte scientifiche sul virus, uomini in fuga dalla legge e dai coccodrilli.

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Danimarca. Sulla tv di Stato il cartone per bambini con un pene lunghissimo.

Tra le notizie più inquietanti della settimana ci duole dover citare il cartone animato danese che ha come protagonista un uomo con un pene lunghissimo. Gli amici scandinavi che lo trasmettono sulla tv di Stato lo considerano adatto a un pubblico tra i 4 e gli 8 anni. Forse sono davvero progressisti e noi siamo irrimediabilmente bigotti, ma è difficile capirne il senso. Il protagonista è il superdotato John Dillerman, un gioviale omino con i baffi, un discutibile vestito a righe biancorosse e, per l’appunto, un pisello che non finisce mai. È la sua peculiarità, lo usa nei modi più svariati: come elica per librarsi in cielo, come asta per saltare più in alto degli alberi, come frusta per domare animali feroci. Tutto pare stilizzato, inoffensivo, senza traccia di erotismo, solo completamente assurdo. Come molte grandi opere d’arte, il cartone divide l’opinione pubblica: “Ha sollevato enormi polemiche e condanne” – scrive Repubblica – ma “c’è anche chi non si dice minimamente turbato dalla sua messa in onda”.

Bolzano. Arrivano nelle scuole i cani anti-Covid: quando puntano una mascherina scatta il tampone.

Un tempo la comparsa dei cani della polizia nelle scuole scatenava il terrore nei giovani consumatori di sostanze proibite. Ma in questi tempi in cui sono tutti virologi, anche le bestie si adeguano: non cercano più l’erba ma il maledetto virus. “I cani anti-Covid – scopriamo dall’Ansa – hanno preso servizio questa mattina (il 7 gennaio, ndr) nel liceo scientifico di lingua tedesca a Bolzano. Nell’aula magna hanno annusato le mascherine degli studenti, depositate in vaschette di cartone. In caso di sospetto si accucciavano e lo studente volontariamente si sottoponeva al tampone”. Insomma se il cane ti punta, rimane un’esperienza non proprio piacevole. Gli olfatti però sono ancora da affinare: “Durante il primo giorno di servizio – scrive ancora l’Ansa – i cani hanno segnalato cinque casi sospetti. Per questi studenti il test rapido antigenico è risultato negativo”. Sulle droghe invece non si sbagliavano mai.

Australia. Fuggitivo trovato sugli alberi sopra acque piene di coccodrilli. Viene salvato e arrestato di nuovo.

Non era quello che si aspettavano dal solito giro in barca. Due pescatori australiani hanno trovato un uomo nudo aggrappato ai rami di una mangrovia, un metro sopra uno specchio d’acqua infestato dai coccodrilli. Era ridotto proprio male, scrive il Guardian: coperto di fango, pieno di tagli e morsi d’insetto. Vincendo una comprensibile diffidenza, i due l’hanno preso sulla barca, gli hanno offerto da bere e qualche vestito. Come ci è finito là sopra? Non è chiaro. Luke Voskresensky, 40 anni, gli ha riferito – in modo non del tutto razionale – di essersi perso quattro giorni prima, di essere sopravvissuto mangiando lumache e di aver smarrito tutti i suoi vestiti. Qualche pezzetto di verità è venuto fuori quando i tre sono tornati a Darwin. In ospedale Voskresensky è stato piantonato dalla polizia: era un fuggitivo che si era disfatto del braccialetto di controllo degli arresti domiciliari. La sua fuga per la libertà gli è valsa 4 notti sopra i coccodrilli, un altro arresto e nuovi capi d’accusa.

Colombia. Il cane ruba cibo in un supermercato ma prima di andarsene si disinfetta le zampe.

Per questa notizia meravigliosa dobbiamo ringraziare La Zampa, la sezione della Stampa dedicata agli animali, ma preme sottolineare che è stata rilanciata anche dai social di Repubblica (Gedi è una grande famiglia). Riportiamo il titolo originale: “Cane ruba cibo in un supermercato ma prima di andarsene si disinfetta le zampe”. Poesia. “Prima di tutto l’educazione e il rispetto delle regole – scrive La Zampa –. Anche se sei un cane. Sta facendo il giro del mondo il video di un randagio che entra in un supermercato di Medellin, in Colombia, alla ricerca di cibo senza però infrangere le regole di sicurezza, che impongono agli avventori di disinfettarsi le scarpe, in questo caso le zampe, per limitare la diffusione del Covid-19. Come se fosse consapevole dell’importanza del rispetto degli standard di biosicurezza, l’animale è passato dal tappeto disinfettante predisposto all’ingresso del negozio”.

Inghilterra. Fa domanda per cambiare nome da ubriaco. L’anagrafe lo accontenta: ora si chiama Celine Dion.

Tutti facciamo cose terribili da ubriachi. Thomas Dodd, un 30enne inglese dello Staffordshire, durante le feste di Natale ci è andato particolarmente pesante. Si è sbronzato di fronte alla tv mentre guardava un concerto di Celine Dion e in uno stato di semi-coscienza ha avviato le pratiche online per cambiare generalità, pagando pure 89 sterline. Dopo qualche giorno le autorità locali gli hanno notificato che la richiesta era stata finalizzata: ora si chiama Celine Dion. Celine peraltro non sembra particolarmente scosso per la vicenda, visto che ha deciso di raccontarla al sito Birmingham Live: “Ora come faccio a dire al lavoro che devo cambiare il mio nome nell’intestazione delle email?”. Una preoccupazione comprensibile, la prima che verrebbe in mente a tutti. “Ora spero solo di non essere fermato dalla polizia, potrebbe essere imbarazzante. Stamattina ho cantato sotto la doccia, ma posso dire di non aver ereditato né la voce della vera Celine Dion, né il suo conto in banca”. Strano.

Torino. I bambini giocano a calcio in oratorio, il prete viene multato e fa ricorso citando i Patti Lateranensi.

Don Davide di Chivasso, nel torinese, è uomo di saldi valori. Ha lasciato giocare a pallone i ragazzini del suo oratorio e questo non si può fare: gli sport di contatto sono vietati in tutta Italia, nei circoli laici come in quelli religiosi. Un cittadino lo segnala, la polizia interviene. Due volte. La prima come bonario avvertimento, ignorato. La seconda volta scatta la sanzione: 373 euro di multa per il prelato. Il denaro è lo sterco del demonio, ma per don Davide è questione di principio, quei soldi allo Stato non glieli vuole dare. Così fa ricorso. E qui arriva il capolavoro, per merito dell’avvocato Alexander Boraso. Il legale prima contesta dei vizi formali, poi si aggrappa niente meno che ai Patti Lateranensi, l’accordo tra Mussolini e il Vaticano firmato nel 1929: “Il Dpcm non può in alcun modo derogare alle norme relative agli accordi Stato-Chiesa, con la conseguenza che l’organizzazione dei locali dell’oratorio non sono soggetti alle sue disposizioni, ma neppure gli agenti della polizia locale potevano elevare sanzioni”. In bocca al lupo.

Irlanda. Lo studio scientifico porta una scoperta epocale: “Chi parla usando spesso la lettera ‘P’ trasmette più Covid”.

La scienza non smette di compiere portentosi passi avanti nella conoscenza del Coronavirus e i giornali non possono fare a meno di renderne edotta l’opinione pubblica. Sabato per esempio La Stampa ha citato uno studio, senz’altro autorevolissimo, dell’Irish Journal of Medical Science. La scoperta è di tutto rilievo: “Chi parla con molte ‘p’ trasmette più Covid”. “Dimmi come parli e ti dirò quante possibilità hai di diffondere il Covid – scrive il giornale torinese –. La fonetica delle lingue parlate nei diversi paese influenza la trasmissione di Sars-CoV-2. Uno studio scientifico pubblicato dall’Irish Journal of Medical Science dimostra che la ricorrenza della consonante occlusiva ‘p’ (che prevede una rapida emissione di flusso d’aria) sia ‘associata al numero di riproduzione di base del virus’”. Molto interessante. Sfuggono tuttavia le implicazioni pratiche di questa scoperta nella battaglia infernale contro la pandemia. Se sostituiamo la “p” di pipistrello con la “b” di boiata possiamo tornare ad abbracciarci?

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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8 replies

  1. a parte la sequela di articoletti da “lo sai che”
    informo Tommaso Rodano che i patti interstatali attualmente vigenti
    tra la CdV e l’Italia sono del 1984
    quelli di Mussolini sono decaduti
    ma ca22o, almeno impari ad usare WP.

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  2. A proposito dei test effettuati dai cani: certo che se il controllo lo fanno con test rapidi antigenici, potranno avere risultati negativi.
    Questi test individuano la presenza di anticorpi anticovid, che non è detto siano stati già prodotti in caso di infezione recente.
    Dovrebbero effettuare un semplice tampone “classico”, per l’individuazione dell’infezione IN CORSO.
    In questo caso, il test “canino” ha un altissimo grado di attendibilità.

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  3. è proprio da “la sai l’ultima”

    Secondo Matteo: Follia e coraggio per cambiare il paese
    recensione:
    Ha fatto sembrare i politici tradizionali dei matusalemme. Ha schiacciato e spedito nel reparto delle anticaglie i tentativi di nuovo centrodestra destinati a diventare flop. Ha annichilito gli avversari parlando in modo chiaro e concreto. Tutto nel volgere di pochi mesi, con un succedersi di blitz, di guerre lampo senza paragoni in Italia. “Sono in estasi davanti alla sua energia” ha detto di lui Marine Le Pen. “È un uomo estremamente coraggioso e può andare al governo.” L’avanzata fulminea di Matteo Salvini ha sorpreso tutti, eppure la sua storia con la Lega è cominciata quando era ancora un ragazzino, nella Milano degli anni Ottanta. È una storia profondamente intrecciata alla scoperta di una politica fatta tra la gente e per la gente, a partire dai chilometri in bicicletta per attaccare i manifesti elettorali, passando per i microfoni di Radio Padania e il Parlamento europeo, fino alla nomina a segretario federale della Lega, che lo ha fatto diventare uno dei personaggi chiave della scena politica italiana. Con il suo stile diretto, provocatorio e spesso irriverente, Matteo Salvini si racconta per la prima volta in un libro, parlando di sé e della sua vita, aprendo squarci inediti sulla storia della Lega negli ultimi trent’anni, ma soprattutto dicendo chiaro e tondo qual è il suo progetto politico per il futuro dell’Italia.

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