Fine virus mai

COVID: OMS, NON CI SARÀ IMMUNITÀ DI GREGGE QUEST’ANNO

(ANSA) – ROMA, 11 GEN – Nonostante i vaccini, l’immunità di gregge Covid non sarà raggiunta nel 2021. E’ la previsione dell’Oms, emersa nel corso del consueto briefing sulla pandemia. La dottoressa Soumya Swaminathan ha quindi sollecitato il mantenimento del distanziamento sociale e delle mascherine. Il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus allo stesso tempo ha chiesto “un impegno collettivo per far sì che entro i prossimi 100 giorni le vaccinazioni per gli operatori sanitari ed i soggetti ad alto rischio siano in corso in tutti i paesi”.

DALL’INGLESE ALLA GIAPPONESE, TUTTE LE VARIANTI

(ANSA) – ROMA, 11 GEN – Sono migliaia le mutazioni del virus SarsCoV2, ma da queste sono finora emerse poche varianti principali, diffuse nel mondo, vere e proprie sorvegliate speciali da chi segue l’andamento dell’epidemia.

E’ stata segnalata recentemente anche una variante comparsa in Giappone che, secondo gli esperti, richiede ulteriori verifiche. La prima variante in ordine di comparsa è quella indicata con la sigla D614G , che si è diffusa in molto velocemente e che, come la maggior parte delle varianti in circolazione, riguarda la proteina Spike, che è la principale arma utilizzata dal virus per aggredire le cellule umane.

Questa mutazione, identificata anche negli Stati Uniti, permette al virus di trasmettersi più facilmente, ma non lo rende più letale. La variante inglese, indicata con le sigle 20B/501YD1 oppure B.1.1.7, è caratterizzata da ben 23 mutazioni, 14 delle quali sono localizzate sulla proteina Spike.

E’ comparsa in Gran Bretagna in settembre ed è stata resa nota a metà del dicembre scorso. Finora è stata identificata in 33 Paesi, compresa l’Italia con una ventina di casi. Anche in questo caso a preoccupare è il fatto che la mutazione rilevata nella posizione 501 della proteina Spike può rendere il virus più contagioso.

E’ indicata con la sigla N501Y la variante del virus isolata in ottobre Sudafrica. Caratterizzata da una maggiore capacità di contagio e da una carica virale più alta, anche questa è legata a più mutazioni localizzate sulla proteina Spike. Altre mutazioni nella stessa proteina hanno portato alla variante N501T, che in Italia è stata isolata a Brescia e che potrebbe risalire ad agosto. Viene infine indicata con “cluster 5” la variante comparsa negli allevamenti di visoni in Danimarca e trasmessa all’uomo. In Italia sono inoltre diffuse le varianti 20A.EU1 e 20A.EU2, comparse in estate in Spagna e sono arrivate nel nostro Paese all’inizio dell’autunno,

16 replies

      • Non funziona così, Rob.
        La carica virale non è una QUALITÀ intrinseca del virus, come potrebbe essere la letalità, ma indica semplicemente la quantità, il numero di virus. Capisci bene che UN virus non può avere un numero alto di virus. Come l’esempio che ho fatto per le mele: una mela con un numero alto di mele è un assurdo.

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      • Ma infatti hai ragione a dire che il virus è sempre lo stesso, sono le persone contagiate con la nuova variante che hanno la carica virale più alta e quindi contagiano di più rispetto alle persone contagiate dal virus prima della mutazione, e quindi le persone (non il virus) prima della mutazione ha una carica virale più bassa. Da studi scientifici è stato stimato un aumento del 56% in più di contagiosità delle persone contagiate; credo che definiscano “nuova variante con carica virale più alta” per brevità anziche dire “l”aumento della contagiosità delle persone infette dalla nuova variante scaturita a seguito della mutazione del virus”.

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      • No, il virus non è lo stesso, ha subito delle plurimutazioni della proteina spike, che è praticamente il punto di aggangio per l’ingresso nella cellula. Queste mutazioni rendono più facile il contagio e paiono colpire maggiormente rispetto all’originale(che poi ha avuto tantissime mutazioni e credo 4 varianti, ma in modo ininfluente, sinora) bambini e ragazzi. Al contrario di quel che si crede, questa variante si trasmette più facilmente perché NON necessita di una alta carica virale, ma basta una piccola quantità di virus per contagiare. Il virus è “intelligente”, tende a conservare le mutazioni che lo rendono più contagioso, con meno “sforzo”, ma non uccidono il malato. Perciò si spera che, alla lunga, SarsCov2 assuma la pericolosità di un semplice raffreddore, con cui poter convivere, come altri coronavirus.
        Chi si esprime facendo confusione chiaramente non è del ramo, solo a Zangrillo, tra gli esperti, ho sentito dire cose assurde del tipo:”il virus non è mutato, ma si è adattato” come se l’adattamento di qualsiasi specie non fosse dovuto a mutazioni genetiche. Ero sconvolta, perché ci ho dato il primo esame a Medicina(biologia generale), su questo argomento, e avevo preso 30 con un prof che non te lo dava neanche morto, proprio perché avevo intuito il meccanismo genetico delle mutazioni, che non era neanche in programma.(che rimpianto,Rob, non aver continuato quegli studi😭, adoro la genetica)
        Da uno che si dichiara “ad alto livello” (Crozza lo fa perfetto🤣) certe cose non si possono sentire. Figurati se non possono incasinarsi i giornalisti… dovrebbero almeno stare più attenti e non ricamarci su, come purtroppo fanno soprattutto con la politica… 👋

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      • Anail “Al contrario di quel che si crede, questa variante si trasmette più facilmente perché NON necessita di una alta carica virale, ma basta una piccola quantità di virus per contagiare.” Esattamento quello che ti dicevo della mezza mela all’inzio della chat. Poi “Da uno che si dichiara “ad alto livello” (Crozza lo fa perfetto🤣) certe cose non si possono sentire.” è verissimo quel che dici sia di Crozza che di Zangrillo, anche se nel SUO campo Zangrillo è davvero di “altissimo livello”, poi che Crozza “giochi” in maniera geniale su certi “particolari” dei personaggi che imita è veramente uno spasso, ma su Z. penso che siano proprio dei “particolari da cui non si giudica un giocatore”, cioè nel suo ambito – che non è virologia infettivologia – è tra i numeri uno al mondo; poi, che sia spocchioso antipatico e “sborone” (Crozza docet) è verossimo e per me faceva più bella figura a rispondere (a certe domande come il famigerato “clinicamente morto”) con un bel “quello della virologia e infettivologia non è il mio ambito”.

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      • Sì, anche perché ha fornito la sponda agli “spensierati vacanzieri”… Però, quello che io intendevo dicendoti del mio esame, non era vantarmi (casomai rimpiangere), ma sottolineare il fatto che era un esame FONDAMENTALE del PRIMO anno. Un medico, anche non di alto livello, come può NON aver capito le basi? Boh.

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    • Non voglio sembrarti conplottista o dietrologo, però ci sta da pensare anche CHI lo ha messo dove lo ha messo e CHI sono i suoi “pazienti”, quindi calcolare con un semplice 2+2 se certe risposte siano state date per “interesse” e se è stata tutta farina del suo sacco.

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  1. Ohi mamma mia come faremo senza immunità di gregge per tutto l’anno ! Con tutte ste pecore non vaccinate, va a finire che s’infetterà chi le deve tosare. Scherzi a parte, siamo al melodramma con questi giornaleti e addirittura agenzie d’informazione che sfornano cretinate propagantiste d’asilo Mariuccia.

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    • Chi le deve “tosare” (😆) si sta vaccinando per primo… e si spera che lo facciano tutti, altrimenti dovrebbero avere l’obbligo, per poter esercitare la professione medica o sanitaria in genere.
      Il problema sai qual è, Cesare? È che dovremo tenere mascherine e distanziamento per tutto l’anno, mentre temo che l’idea del vaccino dia un segnale di “liberi tutti” ai soliti irresponsabili…

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  2. Signor Ennio, le faccio una rivelazione che in pochi conoscono.
    Il grande Lauda, come tutti sanno,
    era diversamente abile all’orecchio dx,
    a causa dell’incidente che lo vide coinvolto in F1.

    Nel 2019 si volle allontanare
    da questo ingiusto mondo,
    proprio per non subire
    l’ennesima ingiustizia,
    visto che nessuno si stava preoccupado di progettare,
    mettere a punto e sperimentare una mascherina monoelastico per monopadiglioni,
    che gli avrebbe consentito di proteggersi dal virus, che di lì a poco avrebbe infestato
    l’intero globo,
    oltre ad aver subito, per tanti anni,
    l’umiliazione di non aver potuto indossare,
    dopo l’incidente,
    un bel paio di occhiali,
    come quelli che indossa Giampiero Mughini

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    • Scherzino scherzino, eh, zio Girino?

      Invece una cosa del genere l’ho fatta proprio io. Uno era venuto a salutare il profuga siriano dove lavoro, e siccome era pure lui profugo siriano e gli avevano tagliato l’orecchio sinistro, non indossava cio’ che doveva indossare. Cosi’ che appena io lo fulminaii per inadempienza alle regole, mi fece vedere che in verita’ a meno di azzeccarsi una mano sulla (assente) recchia sinistra, la cosa non sarebbe stata molto fattibile.

      E sorrideva, scherzava, fatalista ma serafico.

      Allora io ho solamente preso un elastico, l’ho tagliato a meta’ e con quelle minuscole coregge ho assicurato la tenuta ed il comfort dell’adempimento personale per un fine volto al bene comune.

      Mi ha ringraziato assai.

      Si poteva anche regolare, bada bene, zio Girino.

      Questa storia insegna che l’ingegno e la collaborazione tra i popoli aiutano a risolvere problemi altrimenti ritenuti insormontabili…

      (… ma pure che i cacacazzi si potrebbero pure riposare ogni tanto)

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      • Signor Ennio, mi è venuto un lampo di genialità:
        qualche puntina da disegno piantate
        sul lato mancante, potrebbe risolvere!

        Aspetti aspetti, un altro lampo,
        un vecchio ricordo, perché non sfruttare l’ingegno di Moshe Dayan
        in forma più estesa e spostata verso meridione
        a copertura del sogetto sensibilizzato?

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  3. Poi esiste sempre un vecchio e infallibile
    rimedio, qualora le orecchie dovessero
    diventare gommose e afflosciate
    simil Cocker spaniel.

    Io conosco bene la pratica della rifilatura
    su molte razze canine come :
    Mastino Napoletano e molossi in genere, Doberman,
    Alano danese, Dogo argentino….

    Assicuro un lavoro di finitura effetto Spock!

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