Promemoria per Conte, Renzi e tutti gli altri

(Enrico Mentana) – Scusate l’insistenza, ma è sempre più evidente che le nuove generazioni italiane siano le grandi assenti dalla vostra agenda di lavoro, fin dall’inizio della pandemia. Ora la situazione è al limite della catastrofe. Partiamo dall’occupazione. Già da subito ingenti somme sono state destinata alla sacrosanta tutela del lavoro a rischio, ma nemmeno un euro alla altrettanto sacrosanta possibilità di accesso al mercato del lavoro per i giovani. Siamo in testa alle classifiche europee nella somma tra giovani disoccupati e Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione). Tra gli under 35 che lavorano quelli che hanno contratti a tempo indeterminato sono la minoranza, e la loro aspettativa di un rapporto previdenziale e pensionistico è già da ora a rischio, anche per i conti dell’Inps. Quanto a coloro che studiano per essere i lavoratori di domani, pressoché tutti gli studenti universitari non presenziano in ateneo da ormai dieci mesi, il che è grave per tutti, ma devastante nelle facoltà che implicano esperienze di laboratorio o comunque di interazione diretta. Quanto ai liceali, nonostante l’impegno degli insegnanti la loro situazione è nota a tutti: non c’è mago che possa prevedere quando rientreranno in classe.

Per tutti i giovani le misure stringenti della lotta alla pandemia hanno cancellato ogni forma di socializzazione (salvo poi scandalizzarsi per i raduni “illegali” e condannare – come è giusto- la serie di risse che le cronache raccontano, senza però interrogarsi sul fatto che sono una degenerazione dello stato di limbo in cui teniamo le nuove generazioni. Li abbiamo, li avete abbandonati al loro destino. Eppure avete acceso debiti per un miliardo al giorno (non è purtroppo un’iperbole) che alla fine, per beffa suprema, proprio loro, i giovani di oggi, dovranno un giorno pagare. Quello che qui in Italia abbiamo non a caso scelto di chiamare Recovery Fund ha un diverso nome in Europa, “Next Generation Eu”: eppure nella bozza di piano del governo italiano non c’era nessuna misura mirata sulla tutela del futuro dei giovani, nel lavoro e non solo. Il sospetto che dovete in fretta fugare è che quel “Next Generation” sia per voi solo il nome del garante del debito, e il pegno delle centinaia di miliardi che chiedete

10 replies

  1. Fino a quando non fece quell’improvvida dichiarazione sulla censura che avrebbe fatto sulle parole di Conte, stimavo Mentana come giornalista imparziale e non allineato. Invece mi sono dovuta ricredere perché il signor Mentana, come tutti gli altri giornali e giornaloni, tranne Il Fatto di Travaglio e La Notizia di Pedulla’, e tutti i commentatori televisivi non sanno fare altro che criticare, criticare e criticare senza mai proporre costruttive alternative, anzi ignorando volutamente il buono che ha fatto e sta facendo il nostro Governo.

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  2. Ogni tanto, il Merdana deposita la sua cacatina. In definitiva, liberi tutti, università ed altre scuole tutte aperte….e se arriviamo ad ammazzare tutti gli ultra settantenni a base di COVID, poco male. Le prove di laboratorio sono salve. Ma Vaffa.

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  3. Ma ve lo ricordate quando Mentana dette per scontato il MES? O quando disse che il Tav in vValsusa serviva per le persone!? Ma quale giornalista super partes??? Forse per Berlusconi non era abbastanza lecchino, ma sotto Cairo ci sta benissimo e non è che ci sia molta differenza! Comunque la sua dichiarazione per cui, se avesse conosciuto il contenuto del messaggio di Conte, non lo avrebbe mandato in onda è stata rivelatrice. E poi si sta a parlare di Zuckerberg! Ma Cacciari la vede la censura continua che Rai e Mediaset e La7 fanno dei contenuti del M5S? O qui è diventato cecato? Comunque già il fatto che sui social richieda (lo fa due volte) un organismo superiore ‘politico’ è una cosa che non si può sentire! non si accorge nemmeno che la richiesta che sia ‘politico’ apre la porta alle peggiori dittature mediatiche.

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  4. Mentana non è che un servo dei potenti, una bella intelligenza prostituita al grande capitale.

    FRANCESCO ERSPAMER.
    Il mito del superuomo niente insegna ai comuni mortali, tanto meno comportamenti virtuosi e disciplina, se non la succube accettazione dei vincenti e dei troppo ricchi.
    Di stronzi ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno; ma solo nell’età del neocapitalismo egemonico sono diventati gli unici modelli della società e in particolare dei suoi settori più fragili o manipolabili, a cominciare dai giovani. Alle multinazionali conviene e ai tanti intellettuali e politici sul loro libro paga, pure. Ma a voi? Davvero è questa l’Italia, il mondo che sognate? Che intendete lasciare ai vostri figli? Davvero vi mancano il coraggio, la lucidità, quel minimo di impegno e dignità che basterebbero per smetterla di dar retta all’oscena macchina mediatica e pubblicitaria che sta facendo regredire l’umanità verso la barbarie? Per ridurne lo strapotere?
    Riscoprire il piacere della resistenza contro il vuoto edonismo e bieco materialismo del pensiero unico liberista, accorgersi che siamo in tanti a sentire il puzzo di un sistema marcio e che riconoscersi e lottare insieme è gratificante a prescindere dai risultati, mi paiono degni propositi per il 2021.

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