Come Trump, più di Trump. Come abbiamo desacralizzato il Parlamento

(Mattia Feltri – huffingtonpost.it) – Intanto che vedo anche i calvi strapparsi i capelli per la sacralità violata del Parlamento, quello americano, dall’assalto dei cornuti e impellicciati su incitazioni incendiarie di un leader che di sé offre soltanto la versione caricaturale e violenta, e la si sottolinea, la sacralità violata, col sussiego di leader che si guardano allo specchio e dentro ci vedono la reincarnazione di Bismark o di De Gaulle, a me vengono in mente milioni di cose. Mi viene in mente, anzitutto, Beppe Grillo che ogni tre per due il Parlamento lo vorrebbe accerchiare, ho ricordato ieri sulla Stampa quando, nel 2013, fallita l’elezione alla presidenza della Repubblica di Stefano Rodotà, gridò al colpo di Stato e mobilitò le folle all’assedio, salvo poi non presentarsi per chissà quale soprassalto di prudenza.

Ma la storia si è ripetuta quattro anni dopo, nel 2017, all’approvazione di una legge elettorale naturalmente sentenziata liberticida, una roulette in cui la pallina s’accomoda sempre sulla casella del baro, il prodotto di malfattori ormai senza maschera che si muovono a piede libero, e a cui toccava contrapporre la forza inebriante dell’onestà. Al Senato, dunque, a fargliela vedere. O perlomeno a fargliela sentire. Ma poi a Grillo fu sconsigliata la gazzarra, e lui malinconicamente si ritrasse, il paese non ha il sistema immunitario per difendere la democrazia, disse, e l’antidemocrazia rimane asserragliata nel palazzo. Soprattutto, come fu detto, in Italia le rivoluzioni si fanno soltanto con l’accordo dei carabinieri. Ma ancora poche settimane fa, Grillo ha ripetuto di non credere più nella democrazia rappresentativa – la mi mandi un bacione alla sacralità – in particolare, suppongo, se celebrata in un luogo del nulla: altra definizione sacrale proposta da Grillo. Andate a vedere gli archivi. Il Parlamento è un postribolo, è il covo della criminalità organizzata, è una tomba maleodorante, un vespasiano. Diede (scherzoso, poco sacrale) le coordinate all’Onu per bombardarlo, e ogni volta il rito si ripete, lo sbigottimento, la querimonia, dove andremo a finire?

Ma Grillo è soltanto il prodotto tragicamente umoristico di una lontana e frivola tradizione. Io ricordo il disgraziato giorno di fine aprile del 1993, quando la Camera non concesse alla procura di Milano l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi, e i giovani missini picchettarono Montecitorio per non far entrare i parlamentari, e i giovani del Pds alleati coi giovani missini a lanciare le monetine, ma queste sono vicende note. Dentro il sacro Parlamento successe di tutto, fu un tafferuglio, grida e cori a darsi dei ladri a vicenda, lanci di faldoni, un fatto canaglioso disse Umberto Bossi – proprio così: canaglioso – e per Gianfranco Fini una mascalzonata, il Pds incitò i cittadini a mandare fax con scritto vergogna, Achille Occhetto parlò di scandalo e ritirò i suoi ministri dal governo, il futuro sindaco di Milano, il leghista Marco Formentini, urlava regime di ladri, la Rete di Leoluca Orlando parlò di legalizzazione del furto al popolo, Rifondazione comunista dichiarò l’assemblea spogliata di ogni legittimazione, Magistratura democratica denunciò un potere che assolve sé stesso. E così, pochi giorni più avanti, il Parlamento si desacralizzò a petto in fuori abolendo l’immunità parlamentare e consegnando alla magistratura la pistola carica per i successivi tre decenni.

Da allora, passando per cappi e per fette di mortadella, la vita politica è andata avanti in questa allegria, sulla dolce risacca delle indagini, quando gli indagati erano gli altri, per additarli da mafiosi e da corrotti, cioè non per contrastare l’avversario ma per farlo fuori con le manette, o perlomeno col titolo di delinquente, ho visto in Parlamento parlamentari mandati al gabbio per precisa strategia del consenso, la più orrida e suicida delle strategie, e non dimenticherò mai la faccia terrea e trasecolata di Rosy Bindi il giorno in cui l’ultimo dei cinque stelle si sentì in diritto di alzarsi dallo scranno e darle della preclara capoccia del partito della mafia, dopo che per lustri il suo partito aveva dato a Berlusconi del preclaro capoccia del partito dei mafiosi. Bella gara. Bello stratagemma. La nemesi non è robetta da nerd in polverose biblioteche, e non è finita qui, aspettiamo le prossime puntate della desacralizzazione del Parlamento, del suo totale e pluridecennale e indefesso sputtanamento, altro che Trump.

Ora, il sacro Parlamento, è stato ridotto nei suoi componenti sul presupposto che sono un’accozzaglia di furfanti, perdigiorno, mangiaufo a tradimento, la partita dei vitalizi è stata giocata col medesimo spirito,  se si vede un’auto blu, ma da fuori, mica da dentro, viene da tirare uova, non in spirito di decoro e razionalizzazione ma punitivo, e i parlamentari svolgono il loro ruolo di rappresentanti del popolo saltabeccando coi loro slogan da un talk all’altro, o con il tweet assertivo e bullesco, per poi contare i like. Alla lunga i fuori di testa di Capitol Hill volevano espugnare un luogo con ancora un senso, che da noi non ha più, né sacro né profano.

8 replies

  1. Le proteste per la mancata, e mai spiegata, elezione di Rodotà si svolsero fuori dal Parlamento e nessuno era armato, a differenza di quanto è avvenuto recentemente negli U.S.A.
    Bisogna veramente avere molta fantasia per accostare pacifiche manifestazioni di protesta ad un assalto da parte di gente anche armata.

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  2. Quasi totalmente d’accordo, lasciando a lato gli arzigogoli sulla magistratura, i 5 stelle etc.(provenendo da un Feltri nulla di nuovo), il nostro parlamento non ci rappresenta, rappresenta solo i pagliacci che lo popolano. E non vedo l’ora che finalmente 345 scanni rimangano vuoti. Dicevo “quasi” perché, contrariamente a quel che sostiene Feltri, per ritrovare un parlamento repubblicano degno di questo nome bisogna risalire agli anni 50.

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  3. E se la sacralità del Parlamento fosse stata fatta a fette dai parlamentari stessi? Magari quel giorno in cui votarono che il presidente del Consiglio aveva fatto bene a preoccuparsi, da una visita istituzionale a Parigi, per una prostituta che il Parlamento voto’ essere la nipote di Mubarak? Fu o non fu un’offesa al Parlamento e all’Italia intera?
    Il M5S ha incanalato una protesta che, a fronte di un Parlamento sempre più chiuso in se stesso, avrebbe potuto avere risvolti violenti. Far passare la violenza verbale alla pari di quella fisica è una mistificazione. Feltri, se sei in buona fede, fammi vedere quante volte hai stigmatizzato la violenza verbale inaudita di Sgarbi, che è Parlamentare da prima che ci fosse l’idea stessa di M5S.

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  4. tenta di rintuzzare il fondo di Travaglio: Trumpusconi
    facendo una figura di palta, come il beone di suo padre
    ma risponde alle esigenze dei padroni di GEDI

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  5. Possiamo fare a meno di questa nefanda dinastia di beoti?Non credo poiché sono tutti accomandatari delle lobby che esercitano potere e pressioni e sono solo soggetti ( oggetti) alle pressioni di chi li foraggia ! Segui i soldi !

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