Verso il rimpasto

(di Luca De Carolis e Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Stanno davvero trattando. “Su tutto”, come assicura una fonte di governo: dal Recovery fund al rimpasto, fino alla spina forse più arroventata, i Servizi segreti. E sul tavolo della trattativa ci sono anche le dimissioni del premier, per arrivare a un Conte-ter. Giuseppe Conte e Matteo Renzi stanno discutendo tramite intermediari su tutti i nodi che tengono in bilico il governo giallorosa. Fino a pochi giorni fa, pronto a sfidare in Parlamento Renzi, invitandolo alla conta. Ma ora la soluzione dello scontro aperto è “congelata”, come sussurra un ministro. “Non ci possiamo permettere una crisi al buio, non così e non in tempi di pandemia” continua l’esponente di governo.

Così ieri è andata in scena la trattativa. A tutto campo. “Ci sono segnali positivi”, spiegavano ieri sera ambienti di Palazzo Chigi. Stessa considerazione trapelava dal capo delegazione dem, Dario Franceschini. Di certo Conte ha fatto più di un passo. Aprendo anche, ed è il segnale più rilevante, alla cessione della delega sui Servizi. Un imperativo per Renzi, nonché una scelta che avrebbe il plauso anche di Pd e grillini. Fonti qualificate dicono che il premier avrebbe proposto di affidarla al fedelissimo Roberto Chieppa, segretario generale a Palazzo Chigi.

Poi c’è il tema rimpasto. Su cui Conte peraltro non era mai stato così tetragono. “Se me lo chiederanno affronteremo la questione”, ha ripetuto per settimane. Ora se ne discute. Ma qui si pone una questione centrale. Perché un rimpasto ampio passerebbe necessariamente dalle dimissioni di Conte, e da un nuovo voto di fiducia in aula, insomma da un Conte-ter. “Però sarebbe un rischio”, dicono fonti sia dem che del Movimento. Perché il timore è che nelle brevissime consultazioni Renzi possa giocarsi un altro nome (magari Mario Draghi).

Ergo, un “rimpastino”, con le dimissioni di un pugno di ministri e la loro sostituzione sarebbe più indolore. E del resto, raccontano che anche il Quirinale tema il passaggio delle dimissioni come rischioso, pur sapendo che Iv le pretende. Dalle parti di Palazzo Chigi non si sbilanciano. Mentre fonti 5Stelle assicurano che il lavoro di ricerca di eventuali responsabili in Senato, come rete di sicurezza per Conte, non si è fermato. E anche nel Pd li vogliono, come argine a Renzi. Luigi Di Maio ieri ha fatto trapelare il suo sostegno a Conte: “Attaccarlo ora e portare il Paese a una crisi è follia”. Neanche lui ha voglia di urne. Il punto resta la determinazione di Renzi, che ieri continuava a raccontare come Conte sulle dimissioni avrebbe già ceduto. Di certo, tratta per ottenere il più possibile. Avrebbe voluto per sé gli Esteri o la Difesa, per consolidare la propria candidatura a Segretario generale della Nato. Quanto mai difficile. Dunque punta al ministero dei Trasporti, o comunque “a ministeri di spesa, sparando alto” secondo ambienti di governo. Non per sé, ma per Maria Elena Boschi o Ettore Rosato. Comunque vada non smetterà di bombardare l’esecutivo, e stare fuori lo aiuterà. Intanto il Pd procede diviso. E se Nicola Zingaretti non supporta l’idea delle dimissioni del premier), altri puntano a una crisi pilotata, che darebbe più garanzie sul futuro.

Intanto Roberto Gualtieri (Mef) e Enzo Amendola (Affari europei) hanno lavorato a una nuova bozza di Recovery Plan, che tiene conto delle richieste dei partiti. Tra le questioni “sensibili” ci sarebbero l’aumento delle spese sanitarie (di circa 2 miliardi) e lo stralcio del Centro di ricerca sulla Cybersicurezza. Entrambe battaglie soprattutto dei renziani, che però sulla richiesta di nuovi investimenti non ricevono aperture: un ulteriore indebitamento non è possibile. La bozza dovrebbe approdare a Palazzo Chigi oggi. Il Cdm previsto in un primo momento per l’Epifania, non è in agenda. Prima, serve un’intesa. E la renziana Bellanova ancora avverte: “Le nostre dimissioni sono sempre sul tavolo”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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11 replies

  1. Figuriamoci se il luigino o bibitaro sarebbe disposto a rinunciare all’auto blu,
    Proprio lui che voleva abolirle,
    Di una cosa possiamo essere grati al bomba di rignano, l’aver portato in superfice tutta l’ipocrisia della cupola che ha rinnegato tutti i principi del mv5 *

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      • Invece tu come ti definiresti?
        Un grullo credulone oppure un fesso contento?
        Un popolo che si definisce democratico non puo aver paura di andare a votare, salvo aver paura di perdere l’auto blu e doversene ritornare a vender noccioline,

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    • Se c’è una cosa in cui i renziani sono bravi è il ribaltamento della realtà per accomodarla secondo convenienza.
      Sicuramente ricordate Renzi in bicicletta e rimuovete l’Air Force preso in leasing per 168 milioni.
      Non siete cattivi, siete solo diversamente onesti.

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    • Che arguzia, di tutto l’articolo hai focalizzato l’unica cosa marginale. Che lo stesso Renzi possa portare avanti questa “trattativa” forte del fatto che andare a votare non sia possibile, invece è secondario vero?

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    • per Alessandro Cagliostro

      SEI MESSO DAVVERO MALE , FATTI VISITARE DA UNO BRAVO MA CREDO CHE PER TE, COME IL BOMBA, NON CI SIA NULLA DA FARE!!!!!

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  2. De Carolis e W.M. facendo parte del governo !!! ci informano con dovizia di particolari tutte le trame che si consumano tra partiti e politici, ” informazione che informa”Wow

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