Doppio favore del Mit a Onorato: proroga della concessione e nomina amica a Livorno

(di Andrea Moizo – Il Fatto Quotidiano) – È passato più di un mese da quando il Fatto ha rivelato il problema, ma la proroga del contratto fra lo Stato e la Cin del gruppo Moby dell’armatore Vincenzo Onorato per il servizio di continuità marittima con Sardegna e Tremiti è un’eventualità sempre più concreta. L’accordo di 8 anni con la società, morosa verso lo Stato di 115 milioni di euro per l’acquisizione nel 2012 dell’ex compagnia di bandiera Tirrenia, vale 72,7 milioni l’anno. In scadenza a luglio, l’accordo è stato prorogato fino a fine febbraio dal ministero dei Trasporti (Mit). Il dicastero di Paola De Micheli però avrebbe dovuto inviare all’Autorità di regolazione dei trasporti la documentazione per i nuovi bandi, ma al garante non è mai arrivato nulla. Così, visto che dall’invio alla ricezione devono passare minimo 5 mesi per la riassegnazione delle sovvenzioni, il 28 febbraio non si potrà che allungare il contratto con Cin. Questa non è l’unica buona notizia per Onorato che viene dal ministero dei Trasporti. De Micheli, giorni fa, d’intesa col governatore toscano Eugenio Giani, ha nominato Luciano Guerrieri presidente del porto di Livorno, uno dei più importanti per l’armatore. Nomina avvenuta in modo irrituale: mancano ancora tre mesi alla scadenza dell’attuale vertice, Stefano Corsini. Per altri porti la ministra, da tempo in odor di rimpasto, non ha provveduto nemmeno alla scadenza. Guerrieri, ex sindaco e presidente del porto di Piombino quando Moby ha acquisito la compagnia regionale Toremar e il dominio dei collegamenti con l’Elba, è persona apprezzata nel gruppo Onorato. Oltre a sedere nel consiglio dell’associazione Federlogistica col manager Moby Matteo Savelli, lo ha preceduto come ad di Porto Livorno 2000, privatizzato al 66% nel 2019. Guerrieri è stato nominato nel 2017 dopo l’aggiudicazione provvisoria alla cordata formata da Moby e Msc e prima del passaggio del controllo ha impugnato alcuni atti dell’Autorità portuale che pure era allora il suo azionista di riferimento. Il ricorso contro un’apertura alla concorrenza sgradita al proprietario in pectore Moby è stato perso al Tar, ma da presidente del porto Guerrieri potrebbe ora ridefinire un quadro più confacente ai futuri interessi di Onorato. Resta da vedere il piano concordatario che Moby e Cin dovevano presentare ieri al Tribunale di Milano e per il quale hanno chiesto un’altra proroga che soddisfi i titolari di oltre 600 milioni di crediti. Fra essi c’è lo Stato, rappresentato dalla De Micheli, che si è mostrato ancora una volta indulgente.

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