Fico e Gualtieri alla lotteria delle comunali

Il risiko delle Amministrative. Incastri. Il 2021 è l’anno del voto nelle grandi città: i giallorosa cercano un’intesa a Napoli, Torino e Bologna. A Roma e Milano nessun accordo: ci sono Raggi e Sala

(di Vincenzo Bisbiglia, Sarah Buono, Vincenzo Iurillo, Giacomo Salvini e Elisa Sola – Il Fatto Quotidiano) – Il futuro dell’alleanza giallorosa, e del governo nazionale, si gioca sull’asse Roma-Napoli. Le candidature nelle altre città che andranno al voto nel 2021 verranno dopo, in un gioco ad incastro che porta fino a ministeri chiave come l’Economia, gli Affari Europei o l’Università. È sul Campidoglio e su Palazzo San Giacomo che si stanno concentrando Pd e M5S per trovare una quadra e correre insieme alle Amministrative di primavera che, causa Covid, potrebbero essere posticipate a settembre quando sarà conclusa la campagna vaccinale. Si vota in sei capoluoghi di Regione (Roma, Napoli, Milano, Torino, Bologna e Trieste) e altri 14 capoluoghi di provincia: una sorta di elezione di medio termine visto che subito dopo scatterà il semestre bianco e le tentazioni di cambiare governo saranno fortissime.

Roma. – Dopo l’assoluzione anche in appello di Virginia Raggi, i riflettori sono puntati sul centrosinistra. Il nome “nuovo”, sondato nei giorni scorsi, è quello di ANDREA RICCARDI. L’ex ministro per la Cooperazione internazionale con Mario Monti e fondatore di Sant’Egidio, al Nazareno è considerato la via d’uscita sui vari scenari. “Alto profilo” in proiezione Giubileo 2025, sarebbe ideale sia nell’ipotesi di ampia coalizione di centrosinistra, sia nello schema governativo con M5S e Italia viva. L’altro nome caldo resta quello di ROBERTO GUALTIERI. La candidatura del ministro dell’Economia, che i dem vorrebbero volentieri piazzare al Campidoglio in quanto non più controllabile, sarebbe la pedina chiave per un rimpasto di governo e servirebbe a riproporre lo schema giallorosa nella Capitale. Nonostante l’assoluzione in Appello l’abbia rafforzata, i dem infatti sperano ancora di convincere la sindaca Raggi a ritirarsi, premiandola con un incarico di governo in chiave Giubileo o riforma di Roma capitale. L’inquilina del Campidoglio però è irremovibile e i vertici pentastellati sono obbligati a sostenerla. E quindi non è escluso che si concretizzi lo “schema Bettini”: una candidatura debole dem per appoggiare Raggi al secondo turno. Nel centrodestra l’annuncio di GUIDO BERTOLASO (in quota FI e gradito alla Lega) prima di Natale sembrava imminente, ma poi Giorgia Meloni ha tirato fuori il suo jolly: FRANCESCO ROCCA, presidente della Croce Rossa Italiana. Ma la decisione è stata rinviata a inizio anno e non è esclusa una “terza ipotesi”, come ha detto Salvini.

Napoli. – Dal quartier generale di Pd e M5S assicurano che l’alleanza ci sarà anche nel capoluogo campano. Ma non con ROBERTO FICO candidato sindaco. L’assoluzione di Virginia Raggi si riverbera su equilibri nazionali e locali e mette fuori gioco il presidente della Camera: l’uomo dell’accordo dovrebbe essere dem. Se l’accordo sarà di natura squisitamente politica, potrebbe essere il ministro ENZO AMENDOLA. Se viceversa si privilegerà il dialogo con le liste civiche, è pronto il ministro di Conte GAETANO MANFREDI. In ogni caso, ci si siederà a un tavolo e si troverà la quadra. Con una premessa: non ci saranno primarie. Sarebbe tutto perfetto nella ricostruenda casa di un centrosinistra allargato ai grillini, se non ci fossero due incognite. La prima è quella del governatore Vincenzo De Luca, notoriamente contrario all’intesa con il M5S. La seconda è quella di ANTONIO BASSOLINO, rinvigorito dalla 19esima assoluzione, che dalle sue pagine social parla alla città come un candidato di fatto. Nel centrodestra invece viaggia spedita la candidatura di CATELLO MARESCA, il pm che catturò il superboss Michele Zagaria e che vive sotto scorta per le minacce del clan dei Casalesi. Il suo profilo di esponente della società civile piace a Salvini ed è apprezzato anche da Berlusconi e Meloni, che però gli chiederanno un passo indietro sulla richiesta di non presentare simboli di partito.

Milano. – Dopo la ricandidatura di BEPPE SALA, Milano sembra ormai tagliata fuori dal tavolo nazionale tra Pd e M5S. I grillini infatti non sosterranno mai, almeno al primo turno, il sindaco uscente presentando un candidato di bandiera per poi magari appoggiare Sala al ballottaggio. Nel centrodestra Salvini punta su ROBERTO RASIA dal POLO, direttore della comunicazione del gruppo “Pellegrini”. A chi gli oppone candidature politiche il leghista ricorda i nomi vincenti del civico Marco Bucci a Genova e di Stefano Parisi, che nel 2016 andò vicino a battere Sala al ballottaggio.

Torino. – A Torino il ticket giallorosa stenta ancora a concretizzarsi. Il M5S non ha ancora formalizzato una candidatura, dopo l’annuncio dell’uscita di scena di Chiara Appendino. Se il M5S tace, il Pd è in fermento. Ci sono state, tra i dem, delle aperture nei confronti del M5S: il primo a dichiararsi favorevole a un dialogo è stato uno dei candidati alle primarie del Pd, ENZO LAVOLTA, consigliere comunale, zingarettiano, che conta sul sostegno nelle periferie. Più fermo sulla linea del correre da soli è STEFANO LO RUSSO, capogruppo del Pd in Consiglio, forte di cinque anni di opposizione dura e pura. C’è poi un candidato che potrebbe sparigliare le carte e che potrebbe permettere l’alleanza tra Pd e M5S: è MAURO SALIZZONI, il “mago dei trapianti”, considerato l’uomo giusto nell’anno del Covid. Come ha suggerito Sergio Chiamparino, la sinistra non dovrebbe sottovalutare il candidato del centrodestra, PAOLO DAMILANO. Imprenditore amato dagli industriali, Damilano è un candidato civico voluto dalla Lega.

Bologna. – Continua lo stallo tra i tre assessori del Pd: MATTEO LEPORE (Cultura), ALBERTO AITINI (Sicurezza) e MARCO LOMBARDO (Lavoro). A gennaio i dirigenti dem decideranno se convocare delle primarie o puntare su uno dei tre. Svanita l’ipotesi dell’europarlamentare Elisabetta Gualmini, l’unica donna rimane EMILY CLANCY, praticante avvocata neanche 30enne. Ha organizzato un dibattito sul futuro della città a cui ha partecipato anche il grillino Massimo Bugani: “Qui il M5S ha sempre fatto battaglie di sinistra, qui dobbiamo costruire un laboratorio”. Un’ipotesi ancora sul tavolo. Dalla parte opposta un candidato c’è, FABIO BATTISTINI imprenditore cattolico con un passato in An, sostenuto da Salvini. In mezzo GIANCARLO TONELLI, direttore generale dell’Ascom Confcommercio in campo con una lista civica ma senza schierarsi.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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1 reply

  1. Non c’è limite alla sfrontatezza e all’arroganza dei partiti, che si spartiscono tutto: dal posto di usciere al ministero, al sindaco, al presidente della repubblica. I sindaci devono sceglierli i cittadini del comune, non due greppie di potere a Roma!
    Ma finirà mai questo insulto continuo alla legalità e alla democrazia?

    "Mi piace"

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