Salvini, ora serve qualcuno che si curi del finto buonista

(di Selvaggia Lucarelli – IL Fatto Quotidiano) – A guardare come sta passando il Natale Matteo Salvini viene forte il sospetto che il vero senzatetto sia lui. Sono giorni che lo vedo in giro tra stazioni e caserme e istituti e quartieri e isolati sempre col fotografo al seguito e senza manco la fidanzata, un congiunto, una fetta di cotechino, un regalo da scartare e mi fa una gran tenerezza. Roba che un’associazione di volontariato dovrebbe prendersi cura di lui, qualcuno, all’imbrunire dovrebbe passare a casa sua per un brindisi come col vecchietto di 94 anni, portargli due omini di pan di zenzero e accarezzarlo sulla nuca.

E invece nulla, forse al massimo una chiamata via zoom con Morisi a mezzanotte e poi un tour sgangherato di foto ricordo in cui il clochard Salvini appare sempre col bisognoso, il disgraziato, il disagiato, il tutto a pochi giorni dal tour dei poveri di Fedez in città e mentre il sindaco Sala si fa fotografare da Pane Quotidiano che dona 100.000 euro da parte di un imprenditore. Roba che in questi giorni a Milano se ti cade la carta della pizza per terra e ti chini a raccoglierla ti puoi ritrovare fotografato su TikTok con una raccolta fondi a tuo favore di Giulia De Lellis per aiutarti a uscire dall’indigenza che ti costringe a sopravvivere rovistando nei rifiuti.

E quindi, tornando a Salvini, decide che a Natale andrà a trovare i clochard milanesi assieme ai volontari di City Angels per consegnare pacchi alimentari. Ora, a parte che gira voce che un paio di clochard glieli abbiano restituiti dicendo: “Grazie, ma a occhio me la passo meglio io, Buon Natale amico”, finisce che Salvini consegna un pacco ad una donna etiope e pubblica la sua foto su Facebook.

Solo che si scopre che la donna è semplicemente una cittadina immortalata nel cortile della sua abitazione. Lo racconta Michele Tibello della Rete Italiana Antifascista, scrivendo un post su Fb in cui racconta, appunto, che sua madre non è una senzatetto. A quel punto Salvini ha due possibilità: o far arrivare una ruspa, buttarle giù il bilocale e dire “Beh, ora è tecnicamente una senzatetto”. Salvini opta per la seconda opzione: fare una figura di merda e basta.

Nel frattempo il presidente di City Angels Mario Furlan chiarisce che il tutto è stato fatto a sua insaputa. In pratica, Salvini s’è imbucato per fare beneficenza, come si imbucò al Festival di Venezia per fare il cinefilo. E risponde a chi lo critica con un video in cui si difende: “Anziché criticarmi fate qualcosa senza essere eroi, e poi lo dico anche ai giornali, a Repubblica al Fatto, quando ci sono persone che soffrono uniamoci, anziché farci la guerra!”.

L’ha detto davvero. Ha detto davvero che di fronte alle persone che soffrono bisogna essere uniti. Lui che sulla polarizzazione del Paese di fronte alla gente che soffre ha creato il suo impero, invita gli italiani alla coesione. Roba da fargli test virologici e tossicologici e tenerlo sotto osservazione per almeno una settimana per capire se è in corso una mutazione genetica, se ha la variante inglese e tra gli effetti collaterali della variante inglese c’è l’irrefrenabile compulsione a dire minchiate.

Ma Salvini mica si ferma lì. Passa ad un’altra visita in un istituto che recupera ex tossicodipendenti: “Splendida mattinata con i volontari della Fondazione Eris di Milano, che salva ragazze e ragazzi vittime della droga. Ormai una ‘dose’ costa solo 3 euro e non si contano più i tipi di droghe che ammazzano anima e cuore. La droga è merda!”, scrive a corredo di una foto di gruppo con i ragazzi.

Ora, a parte che parecchi miei conoscenti, saputo che esistono droghe vendute in dosi da tre euro, sono usciti di casa per iniziare a drogarsi, per cui non so quanto il testo sia stato utile alla causa, non si capisce che genere di volontariato o beneficenza rappresenti scattarsi un selfie tra ex tossicodipendenti. Tanto più che nel ritratto si intravedono ragazzi sorridenti che trascorrono il Natale insieme e un tizio solo, durante le feste, dipendente dai social e dalla propaganda, incapace di liberarsi delle sue ossessioni anche mentre gli altri festeggiano e si riposano. Insomma, non si sa chi sia andato a trovare chi. O se Salvini sia stato trattenuto con la forza lì dentro, tanto più che ci sono evidenti prove del suo momento di profonda confusione.

Predica il bene e la coesione di fronte al dolore, ma dimentica il suo post a pochi giorni dal Natale: “Una preghiera per il povero medico sgozzato ieri in pieno centro a Milano, per il cui omicidio i giornali scrivono siano ricercati due immigrati. Solo vergogna per Conte e governo, colpevoli di aver cancellato i Decreti Sicurezza”.

Il medico, a quanto pare, si è suicidato. Non c’erano immigrati brutti e cattivi, ma solo il solito Matteo Salvini senza la maschera indossata sotto Natale che tanto, un tempo, diceva di odiare: quella del finto buonista.

7 replies

  1. Ma come si fa a credere in un tipo del genere ? Eppure, pur considerando il calo dei suoi consensi,resta incredibilmente alto il numero di italiani che lo voterebbe considerandolo degno di stima e di fiducia. Certo che se per non votare lui si opta per la Meloni, dalla padella si cade nella brace.

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  2. Brava Selvaggia!
    Articolo pieno di verve, ironia e giusta dose di cattiveria.
    Però, dai… perculare il Cazzaro è diventato facile come
    rubare le caramelle… no! questa è banale e troppo scontata!
    Diciamo che è diventato facile come per un leghista bersi
    tutte le minchiate che escono da quella bocca.

    Piace a 3 people

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