“Siri corrotto in 2 occasioni. Il senatore vada a giudizio”

L’ACCUSA – “PROSPETTATI SOLDI IN CAMBIO DI NORME AD HOC”

(di Valeria Pacelli – Il Fatto Quotidiano) – Due episodi di corruzione. Due interventi nella veste di allora di sottosegretario alle Infrastrutture, per i quali ora la Procura di Roma ha chiesto il processo per il senatore della Lega, Armando Siri. Ieri i pm capitolini Paolo Ielo e Mario Palazzi hanno depositato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ideatore della Flat Tax e per altre quattro persone, tra cui Paolo Arata, l’ex parlamentare forzista, poi scelto dal Carroccio per ideare il proprio progetto sulle energie. Ora la parola passa dunque al Gup al quale i pm, quando verrà fissata l’udienza, chiederanno anche di trasmettere alla Giunta la richiesta per utilizzare alcune intercettazioni. Si tratta di conversazioni, alcune anticipate dal Fatto a ottobre scorso, registrate indirettamente quando Siri era al telefono con Arata, allora intercettato.

Corruzione per esercizio della funzione è l’accusa che la Procura muove a Siri. Per i pm, il leghista – nel suo ruolo di senatore e sottosegretario alle Infrastrutture (carica che lascia a maggio 2019 con l’esplosione dell’indagine) – avrebbe asservito i propri poteri a interessi privati “proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (Infrastrutture, Sviluppo economico e Ambiente), l’inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare e di iniziativa governativa di rango legislativo, ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il ‘mini eolico’”. E in cambio Siri “riceveva indebitamente la promessa di e/o la dazione di 30 mila euro da parte di Arata” “imprenditore che da tali provvedimenti avrebbe ottenuto benefici” economici.

A inguaiare il senatore è stata una conversazione del 10 settembre 2018 tra Arata e il figlio (estraneo all’indagine) “(…) Per me – diceva Arata – quello che non mi fa dormire di notte è il fronte incentivi… perché la grande soluzione di tutti i problemi nostri è il fronte incentivi… allora… l’emendamento che non è stato fatto bene mi ha detto il viceministro, che mi ha chiamato prima, che gli do 30mila euro tanto perché sia chiaro tra di noi… Io ad Armando Siri ve lo dico (…) gli do 30mila euro (…) è un amico come lo fossi tu… però gli amici mi fai una cosa io ti pago…”.Al senatore leghista è contestato anche un altro episodio di corruzione per esercizio della funzione. Secondo i pm, Siri, in concorso con Arata, con l’imprenditore Valerio Del Duca e con altri due ex lavoratori di Leonardo Spa (società estranea all’inchiesta), “si attivava (…) per ottenere un provvedimento normativo ad hoc che finanziasse, anche in misura minima (…) il progetto di completamento dell’aeroporto di Viterbo, di interesse per future commesse della Leonardo Spa…”. Inoltre, secondo le accuse, il senatore “esercitava pressioni direttamente e per interposta persona, sul comandante generale della Guardia Costiera (…) al fine di determinarlo a rimuove” un contrammiraglio dall’incarico di responsabile unico del procedimento “nell’ambito di un appalto, in essere ma in scadenza, per la fornitura di sistemi radar Vts (Vessel traffic service)”. Contrammiraglio “inviso alla Leonardo Spa…”. In questo caso, per i pm, Siri in cambio “riceveva indebitamente la promessa di ingenti somme di denaro (per il tramite e in parte destinate anche agli intermediari Arata, con legami personali ed illeciti con lo stesso Siri e Del Duca) e comunque la dazione di 8 mila euro, anticipate da Del Duca e Rosati (…) che avevano programmato di riottenere tale provvista, pur non riuscendo nell’intento, mediante il pagamento da parte di Leonardo Spa, di una fattura emessa da una società”.

Sono accuse che Siri ha sempre respinto. Pur non commentando le indagini, ieri il senatore leghista ha parlato anche di “una violentissima campagna diffamatoria fondata su ricostruzioni prive di riscontro probatorio”. “Non sono mai stato corrotto da nessuno – ha aggiunto– ho fiducia che la magistratura accerterà la mia totale innocenza”.

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