Maurizio Belpietro: “Vendono la dignità in cambio di poltrone”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – Non so se il governo di Giuseppe Conte cadrà a causa del Mes: conoscendo i miei polli, cioè gli onorevoli che razzolano in Parlamento, dubito che abbiano voglia di finire in padella, cioè di sacrificare la loro carriera politica in nome di un principio di coerenza.

Come ha mandato a dire Sergio Mattarella, se l’esecutivo non riesce a far approvare la riforma del Fondo salva Stati deve gettare la spugna. Il che tecnicamente non è affatto vero, anzi è una grossa balla che il Quirinale ha messo in circolo per dare una mano a Giuseppi.

Tuttavia, pur non essendoci alcun obbligo di dimissioni, credo che la minaccia del Colle sortirà l’effetto voluto, cioè ricondurrà a più miti consigli i ribelli pentastellati e così l’avvocato di Volturara Appula potrà continuare a cincischiare a Palazzo Chigi.

Ciò detto, in attesa di vedere ciò che accadrà domani e cioè se ancora una volta i grillini saranno costretti a rimangiarsi la parola con cui si sono presentati agli elettori, permettetemi di fare un passo indietro e di ritornare alle elezioni di tre anni fa.

Lo so che il 2018 sembra un’era geologica lontanissima, però credo che riprendere tra le mani il programma con cui il Movimento 5 stelle si presentò agli italiani sia utile per capire chi stia imbrogliando chi. Tranquilli, non ho intenzione di ripassare a uno a uno i venti punti-qualità che Grillo e compagni avevano messo nero su bianco promettendo di migliorare la vita degli italiani.

Mi basta ricordare il documento che gli elettori dei 5 stelle votarono in vista delle ultime elezioni politiche. A ogni iscritto del Movimento fu consentito di scegliere tre argomenti che dovevano far parte del programma e tra i 23.481 votanti che parteciparono alla consultazione, 6.589 indicarono tra i punti fondamentali lo «smantellamento della Troika».

Sotto questo titolo si potevano leggere nel dettaglio le azioni desiderate dagli elettori e promesse dai grillini nel caso fossero entrati in Parlamento: «Il Movimento 5 stelle si opporrà in ogni modo a tutti quei ricatti dei mercati e della finanza internazionale travestiti da “riforme”. In particolare, si impegnerà allo smantellamento del Mes (Fondo salva Stati) e della cosiddetta “Troika”, organismi sovranazionali che hanno appaltato la democrazia delle popolazioni imponendo, senza nessun mandato popolare, le famigerate “rigorose condizionalità”».

Il testo, così come l’ho riportato, apparve sul Blog delle stelle, ossia sul sito ufficiale del grillismo, quello, per intenderci, su cui vengono pubblicate tutte le cose benedette dall’Elevato. Del resto, anche di recente il comico genovese si è schierato contro il Mes, così come contro il Fondo salva Stati negli ultimi due anni si sono pronunciati tutti i parlamentari grillini.

Però ora il Mes, così come la Tav, il Tap e tante altre cose perse per strada in nome della Realpolitik, ossia per evitare le elezioni, deve essere approvato. Ne va del nostro rapporto con l’Europa, spiegano quelli del Pd, che ormai sono talmente allineati con la Germania che potrebbero cambiare nome e invece di Partito democratico chiamarsi Pro Deutschland, sostituendo, già che ci sono, il ramoscello d’ulivo con un’aquila tedesca.

Ne va della nostra faccia, replicano i sempre più sparuti grillini che non si rassegnano al voltafaccia. Sta di fatto che il partito che in principio si unì a Nigel Farage, il politico inglese a favore della Brexit, oggi fa a gara per accreditarsi come il più europeista di tutti. Da quando Giggino Di Maio è diventato ministro degli Esteri, cioè gira il mondo invece di occuparsi delle aziende a rischio come fece nel primo governo Conte, ogni cosa è cambiata, in particolare sul Mes.

Sì, quella che era una questione irrinunciabile del programma, al punto che alle Camere si votarono delle risoluzioni per legare le mani al governo e impedirgli di firmare un sì alla riforma, adesso è diventato rinunciabilissimo. Anzi, chi ancora tentenna sull’approvazione delle nuove regole del salva Stati rischia l’espulsione. Un ribaltamento dei ruoli che se non ci fossero di mezzo i soldi e il futuro degli italiani susciterebbe ilarità.

Purtroppo per noi, su questa faccenda non c’è nulla da ridere, in quanto per come sono messe le cose si rischia che alla fine non solo il Parlamento autorizzi Conte a sottoscrivere le nuove regole, ma addirittura questo passaggio rafforzi il governo, consentendogli di arrivare al famoso semestre bianco, cioè all’elezione del presidente della Repubblica. Con il risultato che i compagni, dopo averci indebitato per bene, regalando un po’ di miliardi alle banche straniere (la riforma del Mes serve a quello, non a rilanciare il Paese), potranno scegliersi un capo dello Stato su misura. Conclusione inevitabile: c’è chi, per non perdere la poltrona, è pronto a perdere la faccia e anche la dignità.

9 replies

  1. Hanno illuso gli italiani me compreso alla grande , ma ormai la frittata e’ servita .
    Dalle stelle alle stalle verrebbe da dire , ma e’ quello che ci meritiamo e qui ci sono gli ultimi giapponesi che non si arrendono neanche davanti alla evidente fregatura , che e’ davanti agli occhi di tutti . Si sa i giapponesi hanno gli occhi troppo piccoli .

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  2. Vogliamo parlare anche del contratto con gli italiani di Silvio Berlusconi leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà, che agisce in accordo con tutti gli alleati della coalizione, e i cittadini italiani si conviene e si stipula quanto segue.

    Silvio Berlusconi, nel caso di una vittoria elettorale della Casa delle Libertà, si impegna, in qualità di Presidente del Consiglio, a realizzare nei cinque anni i seguenti obiettivi:

    Abbattimento della pressione fiscale:
    con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
    con la riduzione al 23% per i redditi fino a 200 milioni di lire annui;
    con la riduzione al 33% per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui;
    con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
    Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del “poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere” nelle città, con un risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.
    Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
    Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di posti di lavoro.
    Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche, e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.
    Nel caso che al termine di questi 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.

    In fede,

    Silvio Berlusconi
    Il contratto sarà reso valido e operativo il 13 maggio 2001 con il voto degli elettori italiani

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  3. In queste ultime ore c’è un pululare di new nickn.,
    ho la vaghissima impressione che sia la solita

    “PEZZA ‘MBOSSA”.

    Qualcuno mi faccia sapere, ringrazio anticipatamente per la collaborazione

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  4. sì, perculate pure Belpietro, ma intanto chi vota la riforma del MES su ordine dell’UE è il Movimento 5 Stelle, in base a una supercazzola che antani con scappellamento a destra gli fa una pippa: potenziamo il MES ma per il momento non lo attiviamo, almeno fin quando il PD lo pretende con la minaccia di far cadere il Governo.
    voglio vedere allora che giravolte faranno,

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