Alessandro Di Battista: ogni parlamentare devolva la metà della propria liquidazione al “Fondo di prevenzione dell’usura”

(Alessandro Di Battista) – Attualmente i parlamentari della Repubblica sono 945. Ognuno, al termine del proprio mandato, percepisce una liquidazione di circa 43.000 euro. Questa liquidazione (o TFR) viene maturata dai parlamentari con l’avanzamento della legislatura. Che significa? Che in questo preciso momento ogni parlamentare ha già maturato circa 21.500 euro a testa di TFR.

Faccio una proposta, non risolverà il dramma che vivono molte imprese ma sarebbe un esempio, un bellissimo esempio, in un momento del genere. Ogni parlamentare potrebbe donare la metà della propria liquidazione (soldi già maturati) al “Fondo di prevenzione dell’usura”, un fondo pensato proprio per sostenere economicamente tutti quei soggetti (piccoli e medi imprenditori, padri di famiglia indebitati, etc) non bancabili, ovvero impossibilitati ad accedere al credito legale (non è affatto vero che le banche stiano facendo il massimo in questo momento) e che quindi potrebbero essere a rischio usura. Se ogni parlamentare lo facesse arriverebbero al fondo oltre 20 milioni di euro.

Aumentare il “Fondo di prevenzione dell’usura” significa offrire un aiuto concreto a persone in difficoltà e allo stesso tempo significa combattere le mafie che, proprio in questi giorni, si rafforzano grazie all’usura e sfruttando l’impoverimento veloce di molte categorie oggi particolarmente vulnerabili. Ho sempre creduto che la Politica (con la P maiuscola) debba dare l’esempio, in particolare i parlamentari che, come stabilisce la Costituzione, sono rappresentanti della Nazione.

P.S. I parlamentari del M5S, tra l’altro, si sono già impegnati a restituire circa i 2/3 del loro TFR. I parlamentari degli altri partiti seguano il loro esempio.

P.P.S. Profumo, AD di Leonardo, da poco condannato in I grado a 6 anni di carcere per irregolarità nella gestione di Monte dei Paschi di Siena, è ancora al suo posto. A quando le dimissioni?

3 replies

  1. Questa volta non sono d’accordo col Dibba.
    Non è coi pannicelli caldi che si combatte un fenomeno devastante come l’usura.
    Occorrono provvedimenti legislativi che vadano ad incidere profondamente e
    molto dolorosamente (per loro, s’intende) sui patrimoni dei cravattari.
    Non dimentichiamo che spesso i capitali messi a frutto con l’usura sono il
    frutto di attività criminali di stampo mafioso.
    Bisogna fare in modo che il ristoro alla disperazione delle vittime dell’usura venga
    non da solidaristiche collette ma direttamente dalle tasche dei criminali.

    Piace a 1 persona

    • Sarà anche un palliativo ma le persone che ricorrono agli usurai, se aiutate concretamente potrebbero anche denunciare concretamente i loro aguzzini.. ovviamente per attuare un cambiamento ci vogliono tutta una serie di altri metodi, sarebbe un inizio però.. se mai non si comincia……

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