De Luca rivuole chiudere (ma solo se non firma lui)

(di Vincenzo Iurillo – Il Fatto Quotidiano) – In Campania si ipotizzava la fascia rossa, si era sicuri di andare in fascia arancione, ci si è ritrovati in fascia gialla, ma nessuno se ne è rallegrato. Motivo del colore sbiadito? “Un Rt (l’indice di contagio, ndr) non altissimo, tra 1,2 e 1,5 e buoni numeri di disponibilità di posti in terapia intensiva”, rispondono – ma è una loro analisi – fonti dell’Unità di crisi regionale anticoronavirus guidata da Italo Giulivo. Che sottolineano “preoccupazione, perché far passare il messaggio che in Campania le cose vanno meglio che altrove non è corretto, e potrebbe indurre a comportamenti poco responsabili nei cittadini disorientati”. Una interpretazione che trova conferma nelle parole di Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute: “La Campania ha molti casi, ma ha un Rt molto più basso ad esempio di Lombardia o Calabria. Perché evidentemente la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, ma adesso in qualche modo si è stabilizzata. Evidentemente le ordinanze regionali possono avere avuto un certo effetto sulla trasmissione”. Chissà se De Luca apprezza il plauso. Pare di no.

I colori delle regioni sono stati disegnati sui dati del 25 ottobre, quando in Campania i nuovi positivi erano 2590 e i morti zero. Ieri erano 3888 con 37 deceduti. E infatti dagli staff del governatore Vincenzo De Luca e del sindaco di Napoli Luigi de Magistris filtrano perplessità e domande sul perché di un colore sbiadito e forse inadeguato alla situazione. Ben rappresentata dalle foto di degenti sistemati tra pronto soccorso, triage improvvisati e lettighe nei corridoi che rimbalzano dagli ospedali. Il Covid galoppa veloce: oltre ai 3888 contagi ieri su 19568 tamponi, con un rapporto test-positivi che sfiora il 20%, ci sono 210 sintomatici. Il secondo dato peggiore di sempre dopo gli oltre 4000 comunicati mercoledì pomeriggio. I posti letto di terapia intensiva occupati sono 174 su 243 attivabili, i degenti sono 1608 su 1940.De Luca è irritatissimo per essersi trovato nell’area gialla. “Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante”. Ha subito rinnovato l’ordinanza di chiusura delle scuole primarie e sta ragionando anche su ipotesi di coprifuoco anticipato e divieti alla mobilità tra Comuni. Scelte impopolari, che perciò preferirebbe arrivassero direttamente dal governo. Caduta nel vuoto la sua richiesta di un giro di vite severo su tutto il territorio nazionale “perché ormai il virus è diffuso ovunque”, De Luca ha lanciato un appello ai sindaci a emettere ordinanze che interdicano i luoghi del passeggio, i lungomare e i centri storici. Ha subito aderito il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli. Non pare voler fare altrettanto De Magistris, per ora. Al fronte contro De Luca – che lo tiene fuori dall’Unità di crisi e non gli consente di conoscere i dettagli dei numeri del contagio – il sindaco ne ha aperto un altro contro Roberto Speranza: attende da otto giorni il focus su Napoli e Milano promesso dal ministro (infatti si sente ogni giorno con Beppe Sala), e ancora non l’ha ricevuto. Ricordate? La promessa risale a quando il consigliere di Speranza, Walter Ricciardì, dipinse Napoli come un posto dove era possibile “prendersi il virus ovunque”. Pareva il preludio di un lockdown imminente. Invece Napoli e la Campania si sono ritrovate gialle. “O la Regione Campania non fornisce dati reali e attuali, oppure la sanità in Campania è andata in tilt nonostante il livello giallo, il più basso di rischio. Siamo sconcertati e preoccupati. Abbiamo il diritto di capire e ricevere dal governo informazioni precise”, commenta De Magistris. Il giallo della Campania gialla. Per poco, probabilmente. Con l’aggiornamento dei dati al 1º novembre, è probabile il passaggio all’arancione.

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