Quello che lascia Gigi Proietti

(Stefano Rossi) – Nel 2003 a Villa Borghese, nel cuore di Roma cominciarono i lavori del teatro Silvano Toti Globe Theatre, su idea di Gigi Proietti. Il Globe Theatre originale, costruito nel 1599 dalla compagnia teatrale a cui Shakespeare apparteneva, più volte distrutto e poi ricostruito, venne infine rifatto nel 1999. Il suo stile “elisabettiano” è tutto particolare come struttura aperta dove, a volte gli attori, possono avvicinarsi o addirittura interloquire con il pubblico. Gigi Proietti ne parlò con l’allora sindaco Veltroni e grazie alla fondazione Silvano Toti il comune di Roma è proprietaria di questo teatro. Inoltre, altro caso raro in quell’ambiente, Gigi Proietti aveva fondato una scuola di teatro dove sono usciti molti attori oggi noti come Enrico Brignano, Giorgio Tirabassi, Flavio Insinna, Francesca Reggiani, Gabriele Cirilli, Chiara Noschese, Massimo Wertmüller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà e ne ho dimenticati tanti altri.

La morte di Proietti mi ha ricordato che il teatro elisabettiano nacque nello stesso secolo in cui, nel Concilio di Trento, la Chiesa ebbe l’idea di fondare i Seminari per istruire il suo clero.

Anche Proietti ha seminato e insegnato tanto. E oggi al suo funerale si è visto una bella parte di questo suo generoso impegno.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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