Se la dichiarazione di un politico ha più spazio dei terremoti, c’è un problema

(ALESSANDRO CALVI – glistatigenerali.com) – Ieri erano 4 anni dalla scossa più forte del terremoto del 2016 sull’Appennino. Ho faticato a trovare traccia di un ricordo su giornali.

Politica e pandemia si sono prese tutto. Si sono divorate ogni spazio possibile nel racconto della realtà, anche quando non sarebbe necessario. I giornali ogni giorno titolano sui nuovi record del Covid in modo quasi meccanico e con l’enfasi derivata da una trance agonistica coatta e autoinflitta, mentre una compagnia di giro di politici, esperti & Co assedia le tv e le occupa oramai più con il racconto di sé, con i propri bisticci e le proprie ambizioni, che con il racconto del mondo. E l’informazione dimentica facilmente tutto il resto, che è anch’esso notizia, o almeno dovrebbe esserlo.

Così, anche il terremoto dell’Egeo – non un ricordo ma una notizia solida e tragica di queste ore – adesso è niente o, se va bene, poco più che una breve nelle pagine degli esteri. E persino le mortificanti incertezze di certi politici in cerca di rivincite hanno diritto allo spazio al quale non hanno invece diritto i morti di Smirne, e neppure la biblioteca di Celso, splendida e delicata rovina della quale mi piacerebbe sapere cosa è stato: se il terremoto sia arrivato sin lì, a Efeso, una cinquantina di chilometri da Smirne, oppure no.

Ogni cosa reale pare insomma diventata evanescente nel resoconto quotidiano che la riguarda. Ma in questi giorni accade anche l’opposto: ciò che non esiste più torna inaspettatamente reale, anche un po’ a tradimento. Ed è altrettanto sconcertante, sebbene in modo diverso. Il fatto è che sono andato sulle mappe satellitari di Google Earth. I paesi dell’Appennino, quelli che non esistono più, sono invece ancora tutti lì, Arquata, Castelluccio, persino Amatrice, con le auto in strada, i negozi aperti, le persone a passeggio, le case ancora in piedi.

Non ho capito se in ciò vi sia una volontà, se insomma sia una scelta, o se invece sia stato sinora semplicemente impossibile rifotografare l’esistente, o se si sia deciso di non farlo per rispetto. Mi è parsa però una cosa evitabile il lasciar vivere lì un mondo abolito dolorosamente dalla realtà.

Non è comunque una circostanza oscena, non almeno come oscena mi pare sia altrove l’esposizione dei morti: le mummie nelle vetrine dei musei e persino i calchi pompeiani, sebbene questi siano della morte soltanto una rappresentazione. È invece la sensazione di essere di fronte a qualcosa che, senza intenzione, vorrebbe essere ciò che il Cretto è per Gibellina, ma proprio non ce la fa. E non sa raccontare più nulla.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

Tagged as: , ,

4 replies

  1. Direi che è vero proprio il contrario!
    Se i terremoti di 4 anni fa hanno più spazio della dichiarazione di un politico su un tema attuale, c’è un problema.
    Infatti si tratterebbe di uno spostare l’attenzione altrove dai problemi attuali.
    L’autore dell’articolo sa cosa significa la parola notizia? Ne conosce l’etimologia?

    "Mi piace"

    • Angelo la foto è di Amatrice, ma Calvi stava parlando del terremoto di Smirne che è attualissimo, e sono d’accordo con lui. Avrebbero dovuto fare servizi più ampi con notizie e approfondimenti, invece tocca ascoltare i soliti Meloni, Salvini & C. che dicono le solite stronzate contro governo e Conte.

      Piace a 1 persona

      • Certamente anche i pettegolezzi sono meglio degli sproloqui dei cazzari verdi, rosa e neri. Inoltre se si parla di un terremoto attuale allora sono d’accordo anch’io con l’autore, ma l’esordio dell’articolo è “Ieri erano 4 anni dalla scossa più forte del terremoto del 2016 sull’Appennino. Ho faticato a trovare traccia di un ricordo su giornali.” I giornali devono dare notizie, non ricordi.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.