Il virus del consenso

(Tommaso Merlo) – Sale la curva epidemica, scende quella dei consensi del governo. Anche se fosse, chi se ne importa. Un buon governo prende decisioni anche impopolari se utili alla collettività. E lo fa soprattutto in tempi di pandemia in cui c’è in ballo più che mai la vita dei cittadini. Nei paesi sovranisti in cui hanno seguito le bizze propagandistiche dei sovrani e gli umori delle piazze si contano migliaia di vittime facilmente evitabili. Durante la prima ondata l’incoscienza delle opposizioni sovraniste nostrane si è rivelata un boomerang. Gli italiani invece di dargli retta si son ricompattati attorno al governo apprezzandone la condotta. Oggi sembrerebbe invece che qualche cittadino premi l’irresponsabilità di chi cerca di lucrare sulla situazione. Tutta colpa della frustrazione crescente per un’emergenza che si sta trascinando più dello sperato. Tutta colpa dello scemare della paura, vera arma vincente contro la prima ondata. Viviamo un’era in cui l’individualismo materialista è ai massimi livelli. Milioni di cittadini accettano restrizioni solo se la paura è più forte del loro istinto egoista. Paura di ammalarsi o morire. Paura delle conseguenze di violare restrizioni imposte dalle autorità. Paura dell’opinione degli altri in caso di furbate. Milioni di cittadini che credono di vivere su qualche isoletta sperduta e anche il minimo sacrificio pubblico lo percepiscono come un peso indigesto. Milioni di cittadini, milioni di isolette sperdute. Tutti in competizione per inseguire i propri irrinunciabili miraggi. La pandemia avrà anche cambiato qualcuno, ma l’andazzo prima del virus era quello e gli indizi fanno pensare che la strada per un mondo migliore sia ancora lunga e tortuosa. Milioni di cittadini, milioni di isolette sperdute quando per vincere una pandemia servono valori opposti a quelli che dominano la nostra era. Serve cooperazione, altruismo, umiltà e perfino essere disposti a qualche rinuncia. A scegliere “il di meno” invece che sempre “il di più”. Serve comprendere come non viviamo affatto su qualche isoletta sperduta ma dipendiamo gli uni dagli altri come non mai. Serve comprendere che è folle delegare tutto a qualche sovrano perché siamo tutti indispensabili e abbiamo tutti il dovere di fare la nostra parte. Vale per i cittadini come per le classi dirigenti a cui oggi si aggiungono medici e scienziati. Ogni sterile protagonismo e ogni meschina polemica può generare danni enormi. Questo perché soffia sul fuoco dell’egoismo isolano spronando i cittadini a rispolverare i loro irrinunciabili miraggi o addirittura a lanciarsi in grottesche rivolte. Proprio le reazioni fomentate dalle opposizioni sovraniste e dalla stampa che le serve col loro doppiogioco. Gli appelli all’unità si sprecano, le opposizioni si dichiarano disponibili a cooperare ma appena girano l’angolo si scagliano contro il governo e si precipitano per strada a mettere il cappello su ogni malcontento. Una strategia che con la prima ondata si è rivelata un boomerang ma oggi sembra dare qualche frutto. Se davvero fosse così allora i sovranisti saranno incentivati a lucrare ancora di più sulla drammatica situazione. Peggio per loro. Il governo non si deve disunire e deve essere pronto a prendere decisioni anche impopolari fregandosene della curva dei consensi. Oggi più che mai c’è in ballo la vita dei cittadini e l’unica curva che conta è quella epidemica.

1 reply

  1. Chi ha scritto stà cosa, non è un grande..di più:(Un camaleonte in una vasca di smarties si sentirebbe meno confuso).Aggiungo:nella situazione attuale, manco i camaleonti ce stanno a capì un..?Namo bene…

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