Nelle 353 pagine del parere positivo da parte del Consiglio superiore sono contenute una serie di prescrizioni: per dare seguito a quelle indicazioni serviranno mesi

Progetto datato, rischi sismici, materiali da rivedere. Tutti i rilievi dei Lavori pubblici al Ponte

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – Un parere positivo sì, ma zavorrato da oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni da tenere in conto subito, nella fase di progettazione esecutiva, l’unica che può davvero far aprire il primo cantiere del ponte sullo Stretto. Dai controlli sismici a quelli geologici, dai materiali ai calcoli del traffico e dei pesi di carico, sono una miriade le richieste di chiarimento e aggiornamento fatte dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. E con un avvertimento chiaro messo a conclusione dall’assemblea dell’organismo che ha deliberato “la prosecuzione” dell’iter a patto che vengano però rispettate “prescrizioni e raccomandazioni”: il governo ha cambiato le norme con un decreto ad hoc consentendo alla società Stretto di Messina di procedere con un progetto esecutivo a stralci, ma il Consiglio nelle conclusioni scrive che occorrerà “verificare le prescrizioni al termine della prima fase di elaborazione del progetto esecutivo” per avere così un “quadro di insieme”. Tradotto: niente accelerazioni, il progetto esecutivo dovrà fin da subito tenere conto delle richieste fatte. E considerando la mole, nel numero e nel merito, di raccomandazioni e prescrizioni messe nero su bianco nelle 353 pagine nel parere, ci vorranno molti mesi prima di avere un progetto esecutivo approvato per avviare il primo cantiere. La società Stretto di Messina assicura: “Tenuto conto che la società ha collaborato con grande impegno alle attività di verifica del Consiglio, possiamo anticipare che le raccomandazioni indicate dal Consiglio erano già previste in fase di progettazione esecutiva, così come per le osservazioni del comitato scientifico e ampiamente spiegato nella relazione del progettista”. L’opposizione attacca: “Siamo pronti a denunciare alla Corte di giustizia europea la vicenda. Sul ponte sullo Stretto stanno forzando regole, procedure e valutazioni tecniche pur di andare avanti a ogni costo con un’opera da 14,5 miliardi di euro. Il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici smentisce clamorosamente la propaganda di Salvini e della destra, che pochi giorni fa parlavano di vittoria e di via libera”, dice il co-portavoce di Avs Angelo Bonelli”.

Nuovi dati sul rischio sismico

Il Consiglio superiore ha chiesto innanzitutto nuovi dati e verifiche sul fronte sismico, confermando in parte alcuni allarmi lanciati dagli esperti dell’Ingv due anni fa. Si legge nel parere: “Le registrazioni relative all’evento del Centro Italia nel 2016 caratterizzato da magnitudo inferiore a quella esprimibile dal sistema delle faglie dello Stretto, hanno mostrato ordinate spettrali superiori a quelle di progetto in particolare per le torri e i blocchi di ancoraggio”. Nel progetto del Ponte al momento “la definizione della sorgente sismogenetica del terremoto del 1908 è affetta da incertezze” e “non è stata, né menzionata, né valutata, l’affidabilità della struttura con riferimento ai suoi stati limite ed al suo comportamento post – elastico”. E, ancora, “non sono documentate verifiche delle strutture di fondazione delle torri e delle strutture delle torri/traversi, tenendo conto della variabilità spaziale del moto in alcuna delle direzioni spaziali”. Quindi l’assemblea del Consiglio chiede di “ approfondire e, se del caso, aggiornare la domanda di progetto… anche con riferimento ai fenomeni di direttività, alla possibile generazione di impulsi a lungo periodo, ai diversi modelli di sorgente proposti in letteratura”, e “approfondire e, se del caso, aggiornare la domanda di progetto tenendo conto della variabilità spaziale del moto in termini di accelerazioni o spostamenti, in direzione orizzontale e verticale”. Da aggiornare anche gli scenari “in condizioni estreme” con “un elenco motivato degli scenari di perdita di componenti o di loro parti, non limitato allo scenario di distacco di una porzione di impalcato o alla perdita di pendini adiacenti”. In sintesi “l’importanza e la complessità dell’opera evidenzia la necessità che le verifiche sismiche siano sviluppate secondo un approccio prestazionale avanzato, nel quale la sicurezza non sia limitata al controllo della resistenza ultima degli elementi strutturali e geotecnici, ma comprenda anche la valutazione della domanda deformativa indotta dal sisma e della capacità del sistema terreno-struttura di sostenere spostamenti e rotazioni compatibili con i livelli prestazionali richiesti”. Insomma, calcoli e studi da rifare quasi del tutto e con tempi non certi brevi.

Prescrizioni sui materiali

Nel parere si chiedono approfondimenti anche sui materiali da utilizzare. In particolare si raccomanda di “valutare con particolare attenzione se le classi di esecuzione assunte richiedano l’impiego di acciai con specifiche condizioni di fornitura finalizzate al miglioramento del comportamento nella direzione dello spessore” e di “valutare l’eventuale impiego di acciai normalizzati in luogo degli acciai termomeccanici, ove ritenuto opportuno in relazione alle specifiche condizioni di fabbricazione, saldabilità e tenacità richieste dal progetto”. Quindi, prosegue il parere, “in relazione alle risultanze e al passaggio al livello di progettazione esecutiva, appare necessario un ulteriore adeguamento ed approfondimento del piano delle indagini, finalizzato a definire con la massima accuratezza il profilo stratigrafico, le caratteristiche meccaniche, idrauliche e sismiche dei terreni interessati da tutte le opere previste. In particolare, tale approfondimento dovrà riguardare le fondazioni delle torri, i blocchi di ancoraggio, le opere terminali, le fondazioni del viadotto Pantano, quelle dei viadotti, delle gallerie e delle intersezioni delle opere di collegamento, sia sul lato Sicilia sia sul lato Calabria. L’approfondimento delle indagini dovrà tenere conto anche della considerevole evoluzione tecnologica e delle conoscenze che oggi rendono usuali indagini che all’epoca della redazione del progetto definitivo venivano considerate avanzate”.

Nuovi esami geologici

Le prescrizioni e raccomandazioni non finiscono qui. Sulle grandi colonne del Ponte “appare necessario che la progettazione dei campi prova sia sviluppata in modo da rappresentare adeguatamente l’intera variabilità geologica e geotecnica delle aree interessate, affinché i risultati ottenuti possano essere considerati realmente rappresentativi delle condizioni operative dell’opera”. Anche sul fronte delle analisi geologiche si chiedono approfondimenti: “A parere dell’Assemblea questa è un’opera certamente unica nel suo genere e vera e propria sfida ingegneristica per un’area geologicamente complessa. Di conseguenza, con riferimento alle riportate criticità conoscitive emerse dall’analisi dei documenti progettuali o di controllo, si evidenzieranno le attività di indagini integrative che si ritengono irrinunciabili per consentire previsioni progettuali basate sul miglior livello di conoscenza oggi raggiungibile”.

Documenti da aggiornare perché vecchi

Per il Consiglio alcuni documenti del Ponte sono vecchi: “ È infatti da sottolineare che buona parte delle informazioni disponibili, e in qualche modo da ritenersi più significative ai fini della ricostruzione del quadro geologico, risale ad alcune decine di anni fa; esse sono quindi intrinsecamente basate su tecnologie operative oggi ampiamente superate. Peraltro, la stessa interpretazione del complesso delle indagini sismiche, stratigrafiche e di rilievo geologico e geomorfologico fa riferimento a procedure che, oltre a risultare talvolta obsolete, non sono certamente confrontabili con gli attuali standard qualitativi di elaborazione. In ultimo, si osserva che le interruzioni del processo progettuale nel corso del tempo non hanno favorito lo sviluppo e l’elaborazione unitaria e congruente delle conoscenze, sia di quelle direttamente acquisite sia di quelle derivanti dagli approfondimenti che la comunità scientifica – peraltro particolarmente attiva negli studi sull’area, sebbene soprattutto attenta a ricostruzioni geologiche e tettoniche generali con limitata attenzione alla caratterizzazione delle singole faglie – ha sviluppato negli anni”. Da aggiornare anche i dati sulle piogge e la dimensione degli impianti di trattamento delle acque di prima pioggia”

Nessuna accelerazioni sul progetto a stralci

In conclusione, si legge nel parere, “occorre procedere a verifica di ottemperanza alle prescrizioni anche al termine della “Fase A” del progetto esecutivo da parte del soggetto verificatore. In tal modo, la società “Stretto di Messina” potrà successivamente disporre di un quadro completo delle risultanze delle molteplici attività tecniche correlate alla fase medesima. Si tratterà, con tutta evidenza, di un sistema composito di risultati, estremamente articolato ed eterogeneo, da valutare in modo necessariamente organico e contestuale. Ciò al fine di individuarne i concreti effetti sulla successiva “Fase B” del progetto esecutivo. In altri termini, si dovranno stabilire e valutare preventivamente le condizioni tecniche per lo sviluppo delle attività previste nella “Fase B” con il necessario livello di conoscenza e di consapevolezza”.