Talk show e disinformazione, imbarbarimento mediatico, i veri mali del giornalismo italiano

(Paolo Caruso) – L’emergenza covid 19, oltre che preoccupare, riesce a coagulare l’attenzione dei cittadini occupando giornalmente interi spazi televisivi con Tg e talk show dove i soloni del giornalismo nostrano, tuttologi, scienziati a propensione mediatica, vengono a inoculare il virus del dubbio e della confusione con le loro argomentazioni contraddittorie, a volte catastrofiche a volte minimizzatrici. Queste provocano sfiducia e disorientamento mentre il malcontento incomincia a farsi strada tra la popolazione. Il continuo cannoneggiamento mediatico così sortisce l’effetto contrario e ci induce sempre più a dubitare della veridicità delle informazioni e a credere che su questa pesi pesantemente la mano degli editori in assoluto conflitto di interessi. La verità è quella che ci propinano i media o è soltanto lo specchio deformato di essa? Di contro si rimane perplessi, se non addirittura sconcertati, dinanzi ad un imbarbarimento dell’informazione con critiche spesso gratuite pronte a sfociare nelle offese personali o, come accaduto domenica scorsa, ad un passo dallo scontro fisico tra il conduttore della trasmissione “Non è l’arena” Massimo Giletti e il direttore del giornale “la Notizia” Gaetano Pedullà. Una delle solite trasmissioni salottiere in cui il conduttore Giletti con i suoi comportamenti provocatori, ai limiti della professionalità, tende a restringere gli spazi di libertà, pronto a diffondere il verbo delle insinuazioni e il dubbio dell’evidenza, creando volutamente un terreno scivoloso e carico di ombre sul caso Di Matteo – Bonafede, riproponendo con ipocrisia lo scontro istituzionale tra due figure di primo piano in ambito giudiziario, e omettendo di trattare con altrettanta dovizia la condotta poco chiara del magistrato Di Matteo nel voto contrario espresso sulla permanenza del collega Davigo in seno al Csm, contribuendo così a escludere un magistrato di elevato valore professionale e umano. Il solito  chiacchericcio mediatico con veri e propri scoop è andato in onda nel salotto di Giletti, dove il verbo espresso dal conduttore è assoluta verità, riuscendo ancora una volta a sollevare un polverone e ad elevarlo a mera spettacolarizzazione, così da creare contrasti e rivalse in grado di offrire linfa vitale a polemiche sterili e ad un suo modo fazioso di concepire un giornalismo sempre più servile. Resta lo sconcerto dei cittadini per la polemica e lo spettacolo ai limiti della decenza offerto dal giornalismo italiano che riesce ancora una volta a dare il peggio di se e a manifestarci indirettamente quanto lontano ancora sia il traguardo da raggiungere per una informazione libera e esclusivamente al servizio dei cittadini.    

7 replies

  1. Lo “..sconcerto dei cittadini per la polemica e lo spettacolo ai limiti della decenza…” può facilmente essere
    evitato non assistendo più a simili indecenti spettacoli.
    Pagliacci, guitti, nani e ballerine, senza più pubblico sarebbero costretti a cambiar mestiere.

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  2. Viviana Vivarelli
    Mi pare che non ci siano dubbi suil fatto che criminali, mafiosi e negazionisti hanno invaso i canali televisivi senza il minimo pudore. D’altro canto ora sono proprio i presentatori televisivi o i giornalisti a presentarsi come candidati per cui le nuove alleanze trasversali tra le tre mafie e le elezioni sono evidenti con scambi politico-mafiosi in atto, esibiti come impudche testimonianze.
    Non ci sono dubbi nemmeno sul fatto che la tre mafie abbiano invaso il centrodestra.
    Se sono ormai evidenti a tutti i legami strettissimi tra Berlusconi a la mafia (al punto che ci sono inchieste aperte sull’ipotesi che sia stato Berlusconi stesso a comandare certe stragi di mafia per destabilizzare il Paese per fargli invocare ‘l’uomo forte’ o uomo della Provvidenza), molti elettori specie del nord dovrebbero rendersi conto dei legami, ormai resi chiari dalle inchieste, tra Lega-Fratelli d’Italia e la ‘ndrangheta, che procura voti e partecipa con una rete fittissima alla nuova tangentopoli lombarda. Vedi la denuncia-inchiesta di Ranucci a Report che si ripeterà sabato 31 ottobre alle 17:25 su Rai 3). Dobbiamo ancora capire quali partiti fanno scambio politico mafioso con la camorra. E il quadro del corrotto dentrodestra è completo.
    Dal resto una destra che presenta già 1456 persone sotto inchiesta per gravissimi reati e che, malgrado questo, è ancora in testa nei sondaggi e che ora infiltra i suoi vandali nelle manifestazioni di piazza per destabilizzare il Paese non è proprio un raggio di speranza per chi vuole un’Italia migliore.

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  3. I PRIMI 10 MILIARDI UE- Viviana Vivarelli.

    Sono arrivati i primi 10 miliardi dei 209 promessi dalla von der Layen all’Italia. Non sappiamo se ci daranno il resto ma certo useranno il contagocce e ce li faranno sudare e ora che la pandemia colpisce i paesi europei molto più di noi, le reazioni al fatto che hanno promesso più soldi a noi che agli altri sarà visto sempre peggio. Conte a breve farà una riforma fiscale ma dubito che avrà la forza della riforma decisamente di sinistra di Sanchez in Spagna, in una Italia sbranata dalla destra e dalla corruzione, e comunque il piccolo e grande capitalismo italiano farà reazioni anche più violente per non essere toccato nella sua anarchia fiscale, quella che ruba 110 miliardi ogni anno al fisco, usa stratagemmi per non pagare le tasse in Italia, avanza a colpi di tangente, localizza, mette la sede nei paradisi fiscali, vorrebbe stracciare i lavoratori con la Bolkenstein, quella dell’evasione e dell’elusione ben rappresentata da Berlusconi e dalla Lega, mentre all’interno del Governo galleggiano residui di quel renzismo che ha regalato 89 miliardi alle banche, ha depenalizzato tutti i reati sotto i 5 anni di pena, ha favorito Confindustria e palazzinari, quel renzismo che ha contaminato il Pd e che vorrebbe favorire i più ricchi derubando i più poveri di diritti e di sopravvivenza, al punto da annullare lo stato sociale. Ora che sono sparite le differenze tra una destra criminale a tangentista collusa con la mafia e una falsa sinistra venduta ormai al capitalismo e al sistema dei più corrotti, la lotta del M5S diventerà più dura sotto gli attacchi di media compiacenti con un popolo allo sbando pronto a credere a tutte le false sirene della rovina.

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