Quello che si doveva fare e invece Conte non ha fatto

(Maurizio Belpietro – la Verità) – Ieri sulle pagine di alcuni dei principali giornali è comparso un avviso di indizione gara della presidenza del Consiglio. Sotto il titolo banale di qualsiasi bando pubblico, l’ annuncio avvisava che la scadenza per la presentazione di offerte per la fornitura di autoambulanze e automediche era fissata alle ore 18 del 3 novembre 2020. Sì, avete letto bene, il commissario straordinario per l’ emergenza Covid, a otto mesi dall’ inizio dell’ epidemia, mentre migliaia di persone devono far ricorso al pronto soccorso causa coronavirus, ha sentito l’ urgenza di chiedere ai fornitori della pubblica amministrazione di manifestare il loro interesse alla fornitura entro i primi giorni di novembre.

Immaginiamo che tra chiusura della gara, apertura delle buste con le offerte inviate e proclamazione dei vincitori passeranno alcune settimane. Dopo di che, arrivato Natale, ne serviranno altre per avviare la produzione. Non credo di essere pessimista, ma immagino che prima della fine dell’ anno non vedremo alcuna autoambulanza in più di quelle di cui già disponiamo. Naturalmente, quando parlo di fine anno intendo l’ anno nuovo, perché è evidente che un’ automedica non si attrezza così su due piedi. Servono sistemi di assistenza, ossigeno e altro e dunque, prima di metterla su strada, ci vuole tempo e dopo l’ assegnazione dell’ incarico bisogna passare alla fase operativa, cioè alla produzione, perché, a differenza delle automobili, le ambulanze non si comprano dal concessionario.

Dunque, in piena emergenza, con gli ospedali pieni e i mezzi di pronto soccorso pienamente impegnati, la presidenza del Consiglio e il baldo Domenico Arcuri, ovvero l’ uomo a cui Giuseppe Conte ha affidato pieni poteri per fronteggiare la pandemia, si sono ricordati di ordinare le ambulanze solo ieri e in gran fretta hanno invitato le aziende produttrici a farsi avanti.

Che otto mesi dopo a Palazzo Chigi si siano resi conto della carenza di automediche non deve stupire. Impegnati com’ erano a fare conferenze stampa e rilasciare interviste, è comprensibile che i nostri eroi contro l’ emergenza siano un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Pensate solo che per riuscire a raggiungere il numero di posti letto in rianimazione il governo – per bocca del solito Arcuri – ha chiarito che per arrivare a pieno regime, e dunque coprire il fabbisogno di disponibilità nelle terapie intensive, ci vorranno 27 mesi, vale a dire che saremo pronti ad affrontare l’ emergenza all’ incirca alla metà del 2023.

Il che sarebbe già un brillante risultato, perché, se si dà un’ occhiata al cronoprogramma per cablare le scuole e consentire la didattica a distanza, si capisce che con l’ istruzione siamo messi anche peggio. Già, perché il bando di gara del solito Arcuri scadrà anche dopo quello per le ambulanze. Le offerte dovranno infatti pervenire entro il 23 novembre e i lavori dovranno essere completati entro la fine del 2023, con una scadenza per il Natale dell’ anno prossimo di almeno un 25 per cento del totale.

Dunque, per la rianimazione c’ è tempo, per le lezioni anche e volete che nel ramo trasporti si proceda spediti? Ovvio che no. Sempre Arcuri, il mago dell’ emergenza, l’ uomo che riesce a tenere in surplace il Covid, l’ altro giorno ha spiegato che a lui nessuno ha parlato di autobus e mezzi pubblici.

Forse, essendo convinto che studenti e lavoratori viaggino con la forza del pensiero o, anche lui come il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che le persone si spostino da un capo all’ altro delle città in monopattino, il super commissario pare non aver prestato neppure un minuto del suo tempo alla questione del trasferimento casa-scuola-lavoro. Con il risultato che al momento non paiono neppure essere state avviate le procedure per i bandi di gara e dunque, per i nuovi autobus, si dovrà scavallare anche il 2023, che a noi già sembrava una scadenza lontanissima.

Ma c’ è di più. Oltre a essersi dimenticato di ordinare ambulanze, cablare le scuole e comprare mezzi per il trasporto locale, il governo ha proceduto a rilento pure sul tracciamento dei contagiati, scordandosi che l’ app Immuni doveva servire per informare gli italiani entrati in contatto con un malato. Dopo settimane di polemiche sulla scelta di un sistema dall’ azionariato ritenuto non completamente affidabile (tra gli investitori c’ è anche un gruppo cinese con base ad Hong Kong), l’ applicazione che avrebbe dovuto tracciare le relazioni delle persone con il Covid, in realtà è finita in cavalleria, insieme ai tanti altri progetti rimasti sulla carta.

L’ elenco dei ritardi e delle manchevolezze naturalmente potrebbe continuare, arricchendosi di promesse e annunci non rispettati, come per i bonus. Tuttavia, penso che basti questo a far comprendere che qui l’ unico a dover essere messo in isolamento prima che faccia altri guai è il governo. Non ci piacciono le rivolte in piazza e non abbiamo certo intenzione di soffiare sul fuoco. Semmai oggi ad appiccare l’ incendio è chi siede a Palazzo Chigi, il quale rinviando di giorno in giorno i problemi è riuscito nella non facile opera di aggravarli. E ora pretende pure di presentarci il conto dei suoi danni.

7 replies

  1. Direttore anche a lei rigiro un post: si sente bene? Ha bisogno di un po di vino per tirarsi su?
    Io sinceramente al posto di arcuri metterei briatore al posto della azzolina metterei la santanche’, poi il governo lo sposterei in Francia li ci sono mi dicono castelli con mega badanti,
    La conosce la parola vergogna?

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  2. Facile per un giornalista come Belpietro servile al potere e a certa dx ma soprattutto fedele al proprio Ego smisurato, impartire lezioni di buon governo e criticare il presidente Conte dall’alto della sua posizione di direttore di un giornale asservito come altri ai desiderata dell’editore. Del resto osa ci si poteva aspettare…..

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    • Le ricordo, che la quasi totalità dei giornali e delle TV sono di proprietà di gruppi legati al PD e politiche DEM e che quando parla di “potere a certa dx” non sa quel che dice o è in corto circuito. Il Potere, dalle multinazionali, ai sicari delle banche, agli organi sovranazionali (dalla Commissija all’OMS), alla maggistratura, alle Presidenze tutte, ai sindacati, ai centri sociali (e organizzazioni Antifa, foriere di tanta bbrava ggente), ai lacchè delle industrie farmaceutiche (i cui conflitti di interesse sono maggicamente scordati), ai Comitati tecnici tutti (dalla censura a scienzah dei Burioni)… sono in mano alla sinitra.
      Veda Lei…

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  3. L’ineffabile Belpietro direttore de ” la Verità ” ( in Russo PRAVDA) scriva quello che vuole.
    A che serve tutto questo? A fomentare odio in chi ha perso familiari. A generare una simpatia verso i contestatori, tra i quali sguazzano i trafficanti droga e di carne umana ( migranti e prostituzione) colpiti nei loro redditi.

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  4. Se non ci fossero stati migliaia di imbecilli che, durante l’estate, hanno dato ascolto a Salvini, Meloni, Sgarbi e ai vari giornalisti negazionisti, oggi non ci saremmo trovati, forse, con la seconda ondata di contagiati. Questo non si scandalizza per l’inefficienza delle regioni, cui compete la gestione della sanità, ma del fatto che il governo si sia sostituito solo ora ai governatori incapaci.

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  5. Trovo. Inutile leggere gli articoli di ” tal ” Belpietro : lo ritengo una perdita di tempo, perché tanto so già a priori dove i suoi articoli vanno a parare : mi è solo sufficiente leggere i commenti per averne conferma !

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