Guardia Sanframondi: “È la democrazia, bellezza”

(Raffaele Pengue) – È il 2020, l’anno della pandemia. È fine ottobre. È quasi Natale. Il virus ha fatto del Vecchio continente un deserto. Quasi tutto è chiuso, quasi tutto è fermo. L’orizzonte è una depressione economica di cui neppure riusciamo a immaginare le ferite e i confini. E a Guardia il Quartetto Cetra dell’opposizione, che risponde al nome di Guardia sei tu, discute di destra e di sinistra. «La Lega (La Lega a Guardia Sanframondi. Sic!!!) è riuscita a ottenere la Presidenza del Consiglio Comunale e la nomina di un assessore (due su due), mentre Forza Italia si è dovuta accontentare della Vice Presidenza del Consiglio Comunale. Ci risulta anche, seppur non ufficializzato, il chiaro orientamento a destra del capogruppo consiliare della lista “esserCi”. Ai rappresentanti della destra dunque tutti i ruoli politico-istituzionali». Non vi soddisfa la presenza in Giunta di esponenti e simpatizzanti di centro destra? Pensate che la nuova amministrazione sia inadeguata, i provvedimenti fin qui assunti siano insufficienti, l’attività amministrativa deficitaria e l’economia guardiese al collasso? Temete che il clima, vista la presenza della Lega e del centro destra nel consesso guardiese, possa degenerare in forme violente? Non preoccupatevi, oggi la soluzione a tutto questo esiste, ed ha anche un nome: Guardia sei tu. Con loro in maggioranza Guardia ha avuto un’economia florida come non mai, zero criminalità, una stampa che non scriveva altro che la verità senza interpretazioni, omissioni e licenze poetiche, ma soprattutto armonia e senso civico fra la gente. Naturalmente se c’erano ancora loro anche il virus sarebbe stato annientato grazie ad una manacciata poderosa del loro amico, lo sceriffo di Salerno, scomparendo definitivamente dal confine italico. Come? Dite che non è possibile e sono tutte cazzate? Roba che manco Mandrake? La contrapposizione è soltanto una colossale cazzata montata ad arte per farne intrattenimento? Beh, a dirla tutta anche parecchie polemiche come quella della lista di destra e situazioni che affliggono questa comunità lo sono. Capisco l’amarezza del Quartetto Cetra (soltanto 21 voti di differenza), la mancanza di argomenti, di prospettive, la difficoltà a “digerire” la débâcle. Capisco anche che la delusione, la fatica e la stanchezza si facciano sentire. Ma secondo voi, ha ancora senso, nell’epoca fluida e globale, e in contesto strettamente locale e localistico, appellarsi ancora alle identità personali e comunitarie, politiche e culturali? Quella logica su cui ancora ancora una volta i perdenti si basano per cercare (inutilmente) di distinguersi dalla compagine uscita vincente alle scorse elezioni amministrative? Un concetto usurato nella pratica se ne consideriamo l’uso e l’abuso per rassicurare le proprie pigrizie, non confrontarsi con i cittadini, chiudersi nel proprio recinto. È così difficile per voi accettare che ci sia a Guardia un pensiero che evidentemente non è il vostro così come c’è un pensiero progressista? Personalmente preferisco comunque riconoscere in ogni persona e comunità non solo i diritti individuali ma un volto, un’anima e una storia, rispettando nell’identità la sua dignità. Destra e sinistra a Guardia sono il passato, fanno parte della memoria. Destra e sinistra si usano solo per capirsi all’ingrosso ma sono categorie residuali. La politica, a maggior ragione nelle piccole realtà come la nostra, ha due compiti fondamentali. Uno è governare la comunità, guidarla e amministrarla, affrontare i problemi pratici, decidere. L’altro compito che non è ridicolo o superato, bensì essenziale: nella politica si esprimono e si rappresentano tutti i valori, tutte le visioni (nessuna esclusa) e si fonda la concittadinanza. È il luogo di sintesi in cui masse di individui si sentono popolo, partecipano alla vita pubblica, sentono di appartenere a una polis, pur senza escludere le differenze. Tutto questo nasce con la politica. Una politica che si rispetta nelle proprie differenze. Certo, cavalcare il tema della destra a Guardia (non avendo altri argomenti), nelle vostre convinzioni può sembrare ancora interessante per i cittadini e io lo capisco, lo rispetto pure. Ma non vi sfiora il pensiero che a Guardia contano di più gli individui? Chi sa distinguere tra la parte e il tutto; chi sa che ci sono culture diverse, anche nel centro destra, ma non per questo irride e disprezza chi è refrattario alle uguaglianze. L’opposizione è il fondamento della politica democratica. Dal confronto di prospettive diverse, ragionevolmente dovrebbe scaturire una linea di risoluzione degli opposti in un fronte di idee maggiormente equilibrato. Ma se l’opposizione non apporta alcuna originalità nei suoi interventi giudiziali e, considerando le numerosissime contraddizioni sopra riportate, si limita a produrre solo reazioni capricciose ed ondivaghe tanto per svolgere a tutti i costi il proprio dovere di bastian contrario, dimostrando oltretutto di avere una scarsissima memoria a breve e brevissimo termine, allora l’effetto del dialogo trapassa da uno stato di sana integrazione ad un risultato di abbattimento delle forze risultanti in gioco. Suvvia, cari amici del Quartetto Cetra, tornate alla realtà. Seguite la vostra strada, che non è la mia, ma non pretendete di ridurre le diversità che a Guardia ci sono e sono evidentemente in maggioranza al vostro modo di pensare, ritenendo che siate gli unici moderni, universali, indiscutibili. Alla fine, questo differenzia chi rispetta la libertà da chi la difende solo a chiacchiere.

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