“Il Capitone” solo al comando non funziona più

(Marco Cremonesi – il Corriere della Sera) – Qualcuno di certo si aspettava una lista più snella. Un gruppo agile e ristretto di rapida e frequente consultazione. E invece Matteo Salvini si è ispirato – esplicitamente – alla solida struttura del nemico di sempre, il Partito democratico: «Non credo al partito di plastica, alla piattaforma Rousseau e al partito spot». E così, la segreteria politica di Matteo Salvini include 32 persone (4 le donne), un numero più o meno simile a quello del consiglio federale, il parlamentino leghista: se non si includono i 18 membri elettivi, il federale conta 30 persone.

Salvini – che ha comunque promesso frequenti riunioni della segreteria – aveva lanciato l’idea di un nuovo organismo per tracciare la linea del partito già all’indomani del congresso del dicembre scorso, quello che aveva sancito il passaggio dalla vecchia Lega Nord alla Lega per Salvini premier. Giusto per sottolineare la distanza tra il vecchio e il nuovo partito, Salvini non ha incluso nella segreteria nemmeno il commissario della Lega Nord, Igor Iezzi.

La nuova segreteria, che si è riunita per la prima volta mercoledì scorso via Zoom, sarà affiancata dalla già annunciata struttura a dipartimenti: in alcuni casi, i capi dipartimento sono anche membri della segreteria. Alcuni nomi erano assolutamente prevedibili. I vice segretari Andrea Crippa, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Fontana e i capigruppo al Senato, alla Camera e al Parlamento europeo: Massimiliano Romeo, Riccardo Molinari e Marco Campomenosi.

E poi, gli onnipotenti dioscuri del salvinismo: il caposegreteria e coordinatore degli staff Andrea Paganella e il responsabile della comunicazione Luca Morisi. Insieme al segretario amministrativo Giulio Centemero e al capo di Lega giovani Luca Toccalini. E ci sono i governatori. In un primo momento sembrava che sarebbe stato uno solo, in rappresentanza anche degli altri. Ma come scegliere? E allora, dentro tutti: Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Donatella Tesei e Luca Zaia.

Roberto Calderoli fa quello che, più o meno, ha sempre fatto, il responsabile dell’organizzazione affiancato da Alessandro Panza al tesseramento. Incarico poco appariscente ma di sostanza per il sindaco di Chiuduno (Bergamo), Stefano Locatelli, il responsabile Enti locali che è affiancato dal pugliese Nuccio Altieri al Sud e dalla ex candidata governatrice della Toscana Susanna Ceccardi che si occuperà del centro Italia. L’altra amazzone salviniana, Lucia Borgonzoni, è responsabile del dipartimento Cultura.

Il deputato Guido Guidesi coordina l’attività parlamentare con quella delle Regioni, mentre di Economia si occupa Alberto Bagnai e di Lavoro Claudio Durigon. La Giustizia è in mano alla solidissima Giulia Bongiorno, l’Università ad Aurelio Tommasetti. La grande novità, figlia anche delle difficoltà alle ultime amministrative, sono i «referenti locali», i sindaci. E cioè, Mario Conte da Treviso, Alessandro Canelli da Novara, Alan Fabbri da Ferrara, Ernesto Tedesco da Civitavecchia, Michele Conti da Pisa e l’assessore al Comune di Catania Fabio Cantarella.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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3 replies

  1. Salvini è… e ho detto tutto. Ciò posto, se comanda da solo è criticato, se si circonda di consiglieri, pure. Sarà un pregiudizio?

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  2. Ma qual è stato l’apporto leghista al miglioramento delle condizioni di vita degli italiani negli ultimi anni?
    Ho visto corruzione, ruberie, collusione con la criminalità organizzata che l’ha infiltrata, accompagnati da una crescita esponenziale dei consensi.
    Guardando dove governano, in un arco di tempo medio-lungo, laddove si è fatta sistema ha prodotto DISASTRI.
    MOSE in Veneto.
    Formigoni, Maroni e Fontana in Lombardia, impegnati con le loro giunte di corrotti a DISTRUGGERE la sanità pubblica per sperperare risorse verso quella privata.
    Rimborsopoli in Piemonte e in Liguria.
    Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa in Lombardia, tanti, troppi. E la trasmissione Report lo ha spiegato in dettaglio.
    E i vertici nazionali?
    Epoca Bossi iniziò con una quota di 250 milioni di Lire come partecipazione alla maxi stecca Enimont.
    Prosegui’ con le leggi criminogene pro-nano e l’utilizzo per necessità familiari dei rimborsi elettorali, tra finte lauree, corse automobilistiche, scuole bosine, diamanti Tanzani, titoli di stato ciprioti e altri furtarelli.
    E il furto legalizzato di fondi pubblici per il mantenimento in vita della loro macchina propagandistica con il giornale La Padania e Radio Padania?
    E la bancarotta di quella truffa organizzata della banca leghista Credieuronord?
    Il Giuda fustigatore Paragone, perché nelle sue invettive contro il sistema bancario non comincia da quel fallimento? Cosa disse e scrisse all’epoca nel ruolo di Direttore della Padania?
    ZERO. Totale complicità.
    E arriviamo al capitone, storico fannullone mantenuto in vacanza da una vita con lauti e ricchi stipendi.
    Sotto la sua gestione sono SPARITI 49 MILIONI DI EURO DI RIMBORSI ELETTORALI NON DOVUTI.
    E poi i traffici con i russi.
    Le società schermate in paradisi fiscali con cui raccogliere fondi per le proprie fondazioni aggirando il partito a cui i giudici hanno affibbiato il rimborso del debito in 80 anni.
    Le operazioni opache messe in piedi dai propri commercialisti.
    La CRIMINALE gestione della pandemia in Lombardia, da qualsiasi angolazione uno la guardasse, con arricchimento familiare dello sgovernatore.
    E I mafiosi conclamati raccolti al sud??
    Come abbia potuto una simile organizzazione a delinquere conquistare così tanto potere?
    In Lombardia attraverso il voto pilotato della criminalità organizzata è stato appurato.
    In Liguria pure.
    Il grosso del successo è fondato sulla PAURA E SULL’IGNORANZA.
    Paure incanalate verso il nemico individuato in un determinato momento storico.
    Roma ladrona.
    I terroni.
    L’Europa.
    I buonisti.
    I Professoroni.
    Gli zingari.
    E nell’ultimo quinquennio I NEKRl.
    La difesa dall’invasione di MILIARDI di africani.
    Le leggi per la difesa personale, con sensibile aumento della vendita di armi da fuoco.
    Tutte armi di DISTRAZIONE DI MASSA usate come cartina fumogena per i soliti ladrocinii.
    Se è vero com’è vera l’intervista di due settimane fa, fatta da Antonello Caporale a Nando Pagnoncelli, dalla quale emergeva che il 70%del corpo elettorale ha come massimo titolo di studio la TERZA media, che comprende una consistente fetta che non ha nemmeno questa.
    Dal peso dell’informazione inquinata delle TV e dei canali complottisti monotematici dei social.
    Dalla pigrizia mentale di una popolazione vecchia e impaurita.
    È in questo stagno che galleggia e continuerà a sguazzare la lega corrotta.
    Non vedo alcuna possibilità di abbatterà se non portando alla luce le loro malefatte, condannando alla GALERA i vertici e dandone ampio spazio sui media.

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