Gli Stati Generali

(Giuseppe D Maio) – La classe dirigente

1) La sola onestà non riesce ad arruolare tutta la classe dirigente che serve, perché questa società non premia gli onesti e non ne garantisce il successo. Spesso chi si trova in posizione apicale, cioè capace di ricoprire una funzione amministrativa, ci è arrivato per virtù negative, per disonestà. Costoro non saranno mai al servizio del progetto politico del M5S.

2) Rousseau è un mezzo idoneo per l’apprendimento amministrativo, per partecipare alla nascita delle leggi, per votare sulle grandi tematiche e sull’indirizzo politico. Ma è totalmente incapace di selezionare la classe dirigente, che invece ha bisogno di altri strumenti.

3) Il M5S è sparito sui territori, e i meetup hanno perso la spinta propulsiva della prima stagione. Il Movimento purtroppo si è verticizzato e si è appiattito sull’azione del governo e del parlamento. Risorge periodicamente come cartello elettorale usando il sistema Rousseau, buono solo per selezionare una classe di opportunisti. Stiamo allevando la disonestà. Non c’è più testimonianza tra la gente e reale azione politica, ma ci sono le foto dei banchetti e la presenza costante nelle sterili chat, cioè i veicoli a 5 stelle per promuovere la propria immagine.

4) La simpatia e la piacioneria non devono essere il solo discriminante di una selezione, di una preferenza, e nemmeno può esserlo l’elenco delle competenze e delle abilità. La classe dirigente non si seleziona come un concorso a titoli, ma con l’aderenza al mandato politico, e dunque presentando idee, non certificati di diplomi e di laurea. Senza un laboratorio territoriale e un’ossatura di partito non è possibile testare né la profondità morale, né la fedeltà al mandato. Solo nel laboratorio reale si può comporre la “voce” che poi il portavoce rappresenterà nelle istituzioni.

5) E’ tempo che Rousseau diventi proprietà del Movimento, in attesa che diventi proprietà del popolo italiano. Ed è tempo che Rousseau si limiti a fare ciò che può, non ciò che si desidera. Nel frattempo qualsiasi metodo per obbligare alla servitù di mandato e al taglio dello stipendio prima della definizione per legge, è bene accetto.

6) Credo infine nella definizione ideologica del M5S e non nei temi identitari. Sarebbe opportuno individuare un leader e una linea, e non ammucchiate per salvaguardare anime e identità. E’ tempo di indicare una volontà politica precisa, poiché il M5S post-ideologico è una chimera. A parte due o tre temi confondibili con un programma liberale, tutto il resto lo sappiamo troppo bene è socialismo, di quello radicale.

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