Renzi e Calenda emuli di Rossi e Turigliatto

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ai tempi del Prodi bis, viva sensazione suscitarono le imprese di una coppia di senatori comunisti col botto, Franco Turigliatto (di Rifondazione) e Fernando Rossi (PdCi), i quali a mezzogiorno votavano con la maggioranza mentre all’imbrunire gli manifestavano contro. Finché una mattina del gennaio 2008, i due si svegliarono male e, forse innervositi dal clima rigido o perché ancora appesantiti dalla cena, tagliarono la testa al toro e al governo Prodi. Alla fulgida figura di Turigliatto può oggi essere accostato un senatore più contemporaneo, Matteo Renzi, la cui natura smaniosa e oscillante lo costringe a camminare piroettando per non accoltellarsi alle spalle. L’ex tutto ha infatti incaricato due suoi pseudonimi di Italia Viva (tali D’Alessandro e De Filippo) di partorire l’intergruppo parlamentare “Mes subito”, a cui hanno entusiasticamente aderito, tra gli altri, l’allegro forzista Renato Brunetta (Forza Italia), lo spensierato Maurizio Lupi (uno che s’imbuca sempre dai tempi del liceo), e il pidino Andrea Orlando che passava di lì. Non v’è chi non veda come l’esclusivo scopo dell’intergruppo renziano sia quello di rompere le scatole a Giuseppe Conte, alle prese con problemucci come la pandemia e il tentativo di evitare la catastrofe economica del Paese.

Così ieri, a Palazzo Madama, mentre al piano di sopra il premier si smazzava con il Dpcm d’emergenza, al piano di sotto la combriccola cospirava allegramente per creargli qualche intralcio di troppo. Soltanto che, a differenza del Turigliatto di lotta e di governo, il Matteo double face fa sempre molta attenzione a non tirare troppo la corda perché se la maggioranza di cui fa parte va a casa, lui e Iv a casa rischiano di restarci per sempre. Magari giocando online a Fantapolitica con l’altro 2 per cento targato Azione. Alla domanda su chi potrebbe essere il Fernando Rossi del Turigliatto-Renzi, l’immediata risposta è infatti Carlo Calenda. Entrambi sono già entrati nel climaterio politico che non è molto diverso, nei sintomi, da quello fisiologico, caratterizzato da lunghe e tumultuose crisi smanianti, cui succedono inopinate fasi di stagnazione. Inconvenienti curabili con infusi di magnesio e rodiola, somministrati da Brunetta mentre Lupi si occuperà degli impacchi.

9 replies

  1. Esilarante😂🤣🤣 e, purtroppo, realistico.

    “… Matteo RENZI, la cui natura smaniosa e oscillante lo costringe a camminare piroettando per non accoltellarsi alle spalle”… è geniale.🏆

    L’ho visto!

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    • Dovresti leggere l’articolo di Alessandro Di Battista del 19 ottobre.
      Si può condividerne o no la linea politica, ma come divulgatore è in gamba. L’articolo è esauriente e abbastanza chiaro anche per chi, come me, non mastica economia.
      Non bisogna mai accontentarsi delle risposte semplici ai problemi complessi.
      E sicuramente la questione Mes non è così lineare, come taluni vogliono farci credere.

      Cui prodest? Qui la risposta è semplice.
      I soldi in sé alle Regioni. 🤑🤑
      La scelta di aderire al Mes a chiunque voglia destabilizzare il governo, colpendo il m5s, per cui il rifiuto al Mes è fondamentale.

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    • @giorgio linguaglossa
      Tralasciando risposte di carattere più propriamente politico, limitiamoci ad una valutazione puramente finanziaria.
      I BOT, il cui rendimento è comunque sceso quasi a livello del MES, sono titoli a tasso fisso: il creditore, soprattutto
      se è un “creditore privilegiato come il MES, non può pretendere un euro in più rispetto a quelli concordati all’atto
      dell’emissione.
      I titoli del MES sono invece a tasso variabile e dato che il rendimento di partenza è quasi Zero, non può far
      altro che crescere nel corso degli anni della loro validità.
      Il fatto stesso di richiedere l’attivazione del MES (ci sarà bene un motivo per cui NESSUN altro Paese vuol sentirne
      parlare… o no?) metterà di sicuro in moto (questo scrivono gli analisti finanziari) un progressivo scivolamento
      verso il basso della affidabilità del debito con conseguente inevitabile rialzo dei tassi di rendimento.
      Io credo che nessuno, nel richiedere un mutuo alla Banca, sceglierebbe quello a tasso variabile sapendo che quel
      tasso può soltanto crescere, tanto più che oggi i tassi tra BOT e MES sono sostanzialmente uguali.
      Tutto ciò senza andare a scomodare il tragico esempio della Grecia, sul cui cadavere perfino i suoi aguzzini hanno
      sparso lacrime di coccodrillo battendosi il petto e recitando il mea culpa… ma intanto quel disgraziato Paese è
      stato spolpato fino all’osso.

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    • Intanto si tratta dei BTP non dei BOT e poi nel momento in cui si va a chiedere l’aiuto (gli unici a farlo) di uno strumento creato per gli stati in default che non possono finanziarsi sul mercato (e noi non lo siamo), peraltro credito privilegiato rispetto ai titoli di stato, vedresti che fine farebbero i tuoi risparmi di 300 milioni…Gualtieri sembra averlo finalmente capito (anche perché fino a prova contraria il ministro dell’economia) mentre PD, FI e i vari mentecatti come Renzi, Calenda e la Bonino no.

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  2. A casa per sempre? Renzi? Vuole scherzare? È ovvio che si inventerebbe un qualcosa (confederazione? fusione tour court?) con Forza Italia, Calenda e la Bonino pur di rimanere in parlamento. Il guaio è che rischiererebbe di restarci con qualsiasi tipo di legge elettorale proporzionale, anche le più serie, e di fare ancora da ago della bilancia

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  3. Benché l’articolo sia divertente, il paragone con Turigliatto non regge per una ragione: Turigliatto era convinto di essere coerente con le sue idee, al punto di far cadere il governo di cui faceva parte (si badi: altro è essere convinto di essere coerente, altro è esserlo davvero, altro ancora è fare una cosa utile alla causa). Renzi non è coerente con nulla, perché non ha idee: l’unica cosa con cui è coerente è il suo ego smisurato. Tutte queste manovrine servono soltanto a dargli visibilità, per la quale smania, per lui è una vera droga.
    Non è scemo: sa benissimo che, se la sinistra forzasse la mano sul MES, il governo esploderebbe, sia che i 5S votassero contro sia che si spaccassero e una parte votasse a favore. Lo sa, ma va avanti lo stesso con questi giochetti miserabili, perché vuole apparire come il paladino di stocazzo. Non rendendosi conto che, tra i fanatici del MES, c’è anche il PD, e che gli elettori euroimbecilli, che da Bruxelles prenderebbero volentieri anche delle frustate, se devono scegliere tra due eurofanatici, scelgono quello originale, non la sua brutta imitazione destrorsa che vale il 2%.
    Quindi la lince di Rignano può agitarsi quanto vuole, non guadagnerà nemmeno un elettore in più con queste sceneggiate del “MES subito” o della raccolta firme per il MES.

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  4. Per il semplice fatto che se la nostra bilancia commerciale continuasse a peggiorare causa covid, ci andrebbe lei a tagliare stipendi pubblici o pensioni, perché il mes è “condizionato”, e non decide lei quando rientrare
    Ha mai sentito il detto: le banche ti danno l’ombrello d’estate e te lo tolgono d’inverno!!!!!
    Invece di scrivere da cicala impari ad essere formica mr. Giorgio linguaglosa! Saluti

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