Alessandro Di Battista: risolvere il conflitto di interessi tra politica e banche è fondamentale

(Alessandro Di Battista) – Avete mai sentito parlare del Glass-Steagall Act? Fu la legge bancaria approvata in USA nel 1933 per contrastare la speculazione finanziaria esplosa dopo il crollo di Wall Street del ’29. Tra le altre cose la legge separò nettamente le banche commerciali dalle banche d’affari per tutelare maggiormente i risparmi dei contribuenti americani. In questo momento il mondo intero si trova nel bel mezzo di una crisi economica e sociale potenzialmente più dannosa di quella del 1929. Le crisi (come le guerre o i terremoti) impoveriscono la stragrande maggioranza delle popolazioni ma arricchiscono squali senza scrupoli. Per questo è necessaria anche in Italia la separazione tra banche commerciali e banche d’affari e, ancor di più, una legge durissima sui conflitti di interesse tra politica e finanza. Cerchiamo di comprendere la portata di tale fenomeno in Italia.

Sapete cos’hanno in comune Giuliano Amato, Augusto Fantozzi, Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli, Fabrizio Saccomanni e Pier Carlo Padoan? Sono stati tutti Ministri dell’economia e delle finanze o del Tesoro negli ultimi 25 anni. Tuttavia hanno un’altra cosa in comune: hanno fatto carriera anche nella grande finanza.

1. Amato: ex-Presidente del Consiglio, ex-Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (governo D’Alema) è stato Presidente dell’International Advisory Board di Unicredit nonché consulente di Deutsch Bank. Oggi fa il Giudice costituzionale.

2. Augusto Fantozzi, recentemente scomparso: ex-Ministro delle finanze (governo Dini) è stato consulente per la banca d’affari Lazard.

3. Domenico Siniscalco: ex-Direttore generale del Tesoro e poi Ministro dell’economia (governo Berlusconi) è diventato managing director e vicepresidente di Morgan Stanley, colosso finanziario americano.

4. Vittorio Grilli: ex-Direttore generale del Tesoro e poi Ministro dell’economia (governo Monti) è diventato Presidente del Corporate & Investment Bank di JPMorgan.

5. Fabrizio Saccomanni, anche lui scomparso da poco: ex-Ministro dell’economia (governo Letta), nel 2018 è diventato Presidente di Unicredit.

6. Pier Carlo Padoan: ex-Ministro dell’economia (governi Renzi e Gentiloni), tra poche settimane diventerà Presidente di Unicredit e, probabilmente, tratterà per conto di una banca privata l’acquisto di MPS, banca salvata con denaro pubblico proprio da lui quando faceva il Ministro.

La commistione tra politica (in particolare gestione delle finanze pubbliche) e banche private deve finire. Questi sono i conflitti di interesse più pericolosi per l’interesse pubblico e per i conti dello Stato.

Pensate a quanti miliardi di denaro pubblico sono finiti nelle banche private negli ultimi 20 anni. Altro che reddito di cittadinanza, quota 100. Altro che gestione dei migranti. Cifre incredibili. Il conflitto di interessi tra politica e banche è fondamentale risolverlo prima che arrivino i denari del Recovery Plan!

9 replies

  1. Eccellente spiegazione di un mondo finanziario sempre sotto traccia e all’ombra del potere politico con cui si interscambia. Concordo con Alessandro per una legge che al più presto regoli il conflitto di interessi tra politica e finanza ma anche direi tra politica imprenditoria e editoria.

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  2. SUL CONFLITTO DI INTERESSI TRA DEMOCRAZIA E BANCHE- Viviana Vivarelli.

    Ha ragione Di Battista che occorrerebbe separare banche di famiglia e banche di investimento.
    La cosa non è discussa solo in Ue, ma anche in USA, tanto che Sandy Weill, fautore dell’abrogazione della legge Glass-Steagall, che prevedeva la separazione bancaria, ha riconosciuto che era sbagliato unificare i due tipi di banca e tornare ad una separazione netta e completa tra le banche d’affari e banche commerciali.
    Fu Roosewelt nel 1933, dopo la grande depressione, a volere la legge detta Glass-Steagall Act, che pose fine agli eccessi finanziari per contenere gli eccessi della finanza e l’azzardo morale dei banchieri, la cui avidità e sete di guadagno ha causato la crisi più grave del 1929.
    La legge di Roosevelt divideva banche di affari da banche di risparmio, perché la loro unione era stata la principale causa della crisi del 29, e averla abrogata ha portato alla crisi attuale.
    Da quando è esplosa la bolla dei derivati, strumenti puramente speculativi completamente slegati dagli investimenti produttivi, dirottando risorse dall’economia reale ad un vera e propria bisca mondiale, il rischio del fallimento delle banche ha portato i Governi e le banche centrali ad una serie di salvataggi a spese della collettività.
    Ora urge rimettere in funzione quella divisione tra banche. Di guai ne ha fatti abbastanza. Occorre anche vietare drasticamente che gli enti locali investano in derivati i soldi nostri amplificando il debito.
    In mancanza di norme vigenti, nel 2012 abbiamo assistito ai seguenti scandali finanziari: JP Morgan 2 miliardi di dollari di perdite in scommesse derivate; in USA venne scoperta la manipolazione del Libor/Euribor (il tasso di sconto che regola tutti i prestiti dai mutui a quelli al consumo in USA -libor -ed in Europa – Euribor -) da parte delle grandi banche per finanziare le perdite dei derivati, venne alla luce che Honk Kong Shangai Banking (HSBC) riciclò 7 miliardi di narcodollari (scandalo rivelato da una commissione del Senato Usa)
    In Italia con il Testo Unico Bancario del 1993 è stata di fatto rimessa in piedi una commistione tra Banche commerciali e Banche d’affari, abolendo la Legge Bancaria del 1936 con cui fu introdotto in Italia lo standard americano della Legge Glass–Steagall. In particolare con il processo che va dalla legge Amato (1992) alla legge Draghi (1998) si è passati ad un regime in cui, abolite le specializzazioni, le Banche sono diventate Banche universali, e cioè fanno tutto, compresa l’attività bancaria di affari.
    Le porcherie che sono successe sarebbero state limitate se ci fosse stata una regolamentazione bancaria, se ci fosse stata una divisione totale e netta tra i due rami operativi di una banca, 1° perché non ci sarebbero stati fondi per concludere tali operazioni, 2° non avrebbe coinvolto i depositi costituiti con le attività produttive reali (industria e commercio).
    Il governo deve solo proteggere gli investimenti nell’economia fisica (reale) e non fornire linee di credito alle banche senza che queste abbiamo preventivamente separato le loro attività. Es. 3,9 Miliardi di Euro erogati a MPS.
    La separazione tra le banche ordinarie (commerciali) da quelle (di affari) che operano sui mercati speculativi, oltre ad evitare che famiglie, imprese e comuni risparmiatori possano pagare il conto per l’avidità dei banchieri abituati a generare bolle speculative mondiali, avrebbe la funzione di far uscire il Paese dalla cultura del guadagno facile giocando d’azzardo sui mercati, vera e propria ubriacatura collettiva che ha catturato i legislatori di tutto il mondo al mito della ricchezza senza sacrifici, con o spregiudicato utilizzo dei derivati e la creazione del denaro dal nulla. L’economia reale, ed il sudore del risparmio non possono essere fagocitati dalla finanza speculativa; per questo è urgente più che mai ripristinare quella muraglia cinese che separi la finanza speculativa di banche e banchieri di affari, che hanno fatto affari con i soldi dei correntisti e dei risparmiatori, dalle banche commerciali che prestano all’economia reale.
    Se le Banche venissero nuovamente separate, come disponeva il testo unico bancario del 1936, si creerebbe un nuovo ordine finanziario e gli speculatori sarebbero lasciati alla loro sorte senza compromettere i flussi finanziari connessi alle attività della economia reale ed i nuovi crediti emessi non finirebbero nel grande gioco d’azzardo della finanza speculativa. Per far fronte alla crisi economica in atto è urgente garantire l’accesso al credito alle famiglie ed alle imprese e ridimensionare, con gli opportuni strumenti legislativi, il potere della finanza speculativa.

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  3. Con l’attuale partitocrazia non risolveremo mai i disastri di una economia fondata sullo strapotere bancario, sulla peggiore speculazione e sulla corruzione politica
    Ci vorrebbe un cambio radicale di paradigmi.
    Ci vorrebbe una democrazia partecipata. E occorrerebbe un processo che si sviluppa in modo simile in tutti i Paesi europei i cui sistemi parlamentari sono ormai in crisi profonda. Oggi abbiamo un’Europa delle banche e delle Borse. Dobbiamo operare per una democrazia dei popoli. Ma la sinistra che avrebbe dovuto essere il soggetto privilegiato di questo processo si è destrizzata.
    La democrazia partecipata è un nuovo modo di vivere a attivare la democrazia che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo. Ha come 1°obbiettivo quello di coinvolgere direttamente i cittadini in alcune scelte di governo, e in particolare quelle che lo riguardano direttamente più da vicino.
    Oggi è necessaria più che mai proprio perché la democrazia sta degenerando in forme di accentramento del potere per classi o caste, che calpestano ormai i diritti universali e inviolabili dell’uomo.
    La democrazia partecipata porta gli uomini a nuove forme di solidarietà, di cooperazione, di confronto e di collaborazione, mentre la vecchia democrazia degenerata si basa sulla separazione, sull’odio reciproco, sull’antagonismo, sulla divisione, a tutto vantaggio dei pochi che comandano e che usano l’odio sociale e l’egoismo individuale come molle per allontanare da sé qualunque posizione critica e conservare meglio il potere.
    Nella democrazia partecipata i cittadini sono chiamati a discutere sui vari problemi, con un ruolo significativo nel processo decisionale. Si deve arrivare alle decisioni coinvolgendo tutte le parti in causa attraverso un dibattito moderato da conciliatori, con circolazione trasparente delle informazioni e coinvolgimento dei cittadini.

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  4. M’è capitato più volte di citare il Glass-Steagall Act come l’atto amministrativo più importante che aiutò gli USA
    e il mondo intero ad uscire dalla Grande Depressione del ’29.
    In sostanza non si trattava altro che impedire a finanzieri, speculatori e banchieri di metter le mani sopra i risparmi
    delle famiglie e delle attività economiche produttive per dirottarle sulle speculazioni e connesse ruberie.
    Forse giova ripetere che fu il tanto incensato San Mario Draghi l’artefice dell’abolizione della Separazione Bancaria,
    avvenuta in Italia nel 1993, ben sei anni prima che Bill Clinton facesse la stessa cosa negli USA.
    Seguire gli avvenimenti di quegli anni relativi al nuovo assetto finanziario mondiale, a partire dal 2 Giugno 1992, data
    della riunione sullo yacht reale Britannia della “crema” della finanza mondiale, non è poi così difficile per chi avesse
    tempo e curiosità necessarie per farlo.
    Si scoprirebbe che l’attuale (osceno) assetto finanziario mondiale sia il frutto non di una serie di eventi casuali, ma di
    una precisa strategia volta a raggiungere l’assoluto predominio del Neocapitalismo su tutti gli aspetti sociali, economici
    e politici delle Nazioni, soprattutto attraverso la manipolazione dei Debiti Sovrani.
    L’attuale, penosa, controversia sul MES appare come la diatriba tra chi vorrebbe scegliere di morire impiccato e chi
    invece preferisce la decapitazione.
    Il boia, comunque vada a finire la diatriba, avrà lo stesso la sua vittima… a meno che i litiganti non si mettano
    d’accordo per fare la pelle al boia prima che il boia la faccia a loro.
    In soldoni, è questo che va dicendo Di Battista!

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  5. Molta confusione in questo articolo che si riduce ad una presa d’atto cose conosciute.
    Parliamo di qualcosa un tantino più serio.
    CHI È IL PRESIDENTE DELLA CONSOB, che sarebbe l’autorità di vigilanza sul risparmio investito in borsa??
    PAOLO SAVONA. Nominato da Salvini e Di Maio in quel ruolo dopo i vergognosi e violenti tentativi fatti dal pomiglianese ignorante verso il Presidente Mattarella per i porlo come ministro dell’economia.
    Addirittura giggino arrivò a parlare di impeachment, procedimento INESISTENTE nella nostra Costituzione, per forzare la mano di Mattarella a firmare l’investitura.
    Nel frattempo il baldo Savona, di concerto con lo sciagurato leghista Borghi, alimentava una furente speculazione CONTRO L’ITALIA, minacciando l’uscita dalla UE e l’abbandono dell’euro.
    Le conseguenze furono una crescita spaventosa dello spread e degli interessi sul debito, un blocco dei finanziamenti e dei mutui richiesti in banca, una recessione tecnica, vale a dire 3 mesi consecutivi di DECRESCITA del PIL, unici in Europa.
    Però Borghi pensò bene di comprare i BTP decennali con interesse al 3.75%, che vendette un anno dopo, quando si insediò il Conte 2, con spread a 0,75% e guadagno secco per lui di 25.000€.
    Savona nel frattempo era presidente e azionista di un Hedge Fund ribassista con sede in UK, che guadagna speculano al ribasso, ANCHE CONTRO L’Italia approfittando delle crisi endogene o INDOTTE da dichiarazioni sciagurate di personaggi istituzionali.
    IN PRATICA ABBIAMO UNA VOLPE A GUARDIA DEL POLLAIO.
    Negli ultimi tempi sono finite sotto attacco speculativo che operano short, cioè a forzare verso il basso il corso delle azioni, alcuni gioielli industriali in cui lo stato Italiano vanta una forte presenza azionaria, tipo ENI, SAIPEM, Leonardo.
    In alcuni casi il prezzo è sceso del 60%, con il serio rischio di vederle cadere vittime dei fondi d’investimento stranieri.
    La volpe a guardia del pollaio potrebbe, se lo volesse, intervenire a termini di legge per VIETARE LE VENDITE ALLO SCOPERTO IN BORSA approfittando della crisi covid che ne comprime il giro d’affari.
    Perché NON LO FA? Sta partecipando al banchetto per interposto fondo?
    Il conflitto di interessi esisteva al momento della nomina e NON FU DICHIARATO, ma venne alla luce grazie alle ricerche di giornalisti.
    LUI allora disse di essersi dimesso affidando le sue quote ad un trust.
    Non sarebbe arrivata l’ora di accompagnare il baldo vegliardo 83enne alla porta???
    Altro che banchieri.

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  6. poi uno si chiede perché non viene alla luce una legge sul conflitto di interesssi…!!!
    e forse non la vedremo neanche con questa legislatura…! una legislatura dove c’erano tetrapoltronari gialli che dicevano di volerla ma pare preferiscano tenere il sacco ai ladri di destra e di manca…!!!???

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