Mario Giordano: “Caro Arcuri, lei ha tutti i poteri e mai le colpe”

(Mario Giordano – la Verità) – Caro commissario Arcuri, lei non mi risponde, perché preferisce esibirsi nei salottini amici, ma io insisto. Non riesco a darmi pace. Passi che non restituisce i soldi dello stipendio che secondo la Corte dei conti avrebbe preso in più rispetto al dovuto e che avrebbe già dovuto ridarci indietro a luglio. Passi che appena nominato non è riuscito a procurarci in tempo nulla di quello che ci serviva, né camici per medici né respiratori. Passi che abbia fatto partire la gara per i test rapidi a fine settembre.

Passi che aveva promesso che le mascherine sarebbero state prodotte tutte in Italia e invece continuiamo a importarla dalla Cina, e pure senza il marchio di sicurezza della Ue. E passi perfino che i famosi banchi che dovevano essere tutti in aula l’8 settembre (lo annunciò lei) non ci sono ancora. Glielo confesso: con una buona dose di digestivo, sarei disposto a buttare giù questo malloppo di nefandezze. A patto che lei la smettesse di raccontare balle sui posti letto in terapia intensiva.

La terapia intensiva è un luogo sacro. Di sofferenza. Di dolore. Spesso di morte. Attorno a quei letti si muovono i fili fragili delle nostre esistenze, le nostre speranze, le mani di medici e infermieri che per tenerci attaccati all’ultimo respiro sono disposti a sacrifici disumani. Lei non ha il diritto di bruciare tutto questo sull’ altare della sua arroganza e della sua supponenza. L’ altro giorno ha attaccato le Regioni dicendo di aver distribuito 1.600 ventilatori che non sono stati ancora usati. E ha aggiunto, quasi sotto forma di ricattuccio, ne abbiamo pronti altri, ma non ve li diamo. Tiè tiè tiè.

Un atteggiamento che già nel cortile della scuola elementare Carducci di Alessandria, quando ancora portavamo il grembiule nero, avremmo considerato un po’ troppo sciocchino. Il fatto è che lei ha una coda di paglia grande quanto la sua prosopopea. È stato nominato commissario unico. Ha centralizzato su di sé tutto. Tra un po’ anche per cambiare il bidet nel nostro bagno di casa bisognerà passare per una gara d’appalto gestita da lei. Per le terapie intensive ha voluto tutti i piani regionali. Li ha riscritti. Ha fatto partire una gara unica per i lavori negli ospedali (lavori necessari per realizzare terapie intensive definitive e non provvisorie). E ora, che si scopre che siamo in ritardo, non trova di meglio che scaricare tutto sulle Regioni?

Lei si deve vergognare, caro Arcuri. A maggio sono stati stanziati i soldi per realizzare 3.443 posti in più in terapia intensiva. Lei ha gestito tutta la pratica, con poteri, per l’appunto, straordinari. Il bando di gara lo ha fatto solo il 1° ottobre. Siamo in un ritardo spaventoso. E lei non ha nemmeno l’umiltà di chiedere scusa? Vede, caro Arcuri, come tutti i boiardi attaccati al potere lei non conosce il significato della parola responsabilità. Le faccio un esempio? Il direttore di questo giornale ha poteri straordinari. Può decidere di pubblicare o no questo pezzo. Può decidere come titolarlo e come impaginarlo. Ma se sbaglia finisce davanti al tribunale. Non scarica mica sul tipografo, come invece farebbe lei. Meschino com’ è.

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