Ti annoi? Cerchi un lavoro? Puoi sfidare Virginia

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ti annoi? Cerchi un lavoro? Hai bisogno di visibilità? Vuoi rifarti una vita? Il tuo talk è in crisi di ascolti? La tua ragazza ti ha lasciato? Niente paura, anche tu puoi candidarti a sindaco di Roma, anche tu come tanti puoi sfidare Virginia Raggi. È facile, possono riuscirci tutti, basta seguire alcune semplici regole e compilare l’apposito modulo.

Scegli il tuo sponsor. Se vuoi candidarti col Pd, premi il tasto 1 e comparirà l’immagine di Goffredo Bettini. Procurati un suo testo (molto consigliato Agorà. L’ago della bilancia sei tu), provvedi a riportarne sui social i passaggi più significativi e attendi fiducioso. Ricordati che il prescelto dipende da lui, altro che gazebi e primarie. Pensa a Morassut, Bray, Riccardi, la Cirinnà, Tobia Zevi, Caudo, Ciaccheri, e ai numerosi altri di cui non si conosce, e forse non si conoscerà mai l’identità. Se ci provano loro perché non puoi provarci tu? Vuoi invece candidarti con la destra? Premi il tasto 2 e compariranno le celebri faccine di Daniele Capezzone. Sostituiscono la parola e non costano fatica. Studiale, un giorno potrebbero esserti utili. Attenzione: respingere invece risolutamente qualsiasi appoggio di Italia Viva, di Forza Italia e degli Hare Krishna.

Impara a ingiuriare la Raggi. Costituisce la base indispensabile per essere selezionati, la più efficace livella politica che annulla ogni differenza di partito, di sesso, di razza, di religione. Scegli il tuo insulto sull’apposito screen (incapace, incompetente, rovina della Capitale, Attila, bambolina insulsa, inetta, maldestra, una cretina). Non avrai bisogno di spiegare perché e, del resto, nessuno sarà interessato a saperlo (metodo Carlo Calenda). Se ti presenti come dissidente grillino hai diritto a un bonus.

Lascia che ci credano. Sei pronto finalmente ad affrontare i rutilanti palcoscenici televisivi? Esprimi grandissimo amore per la tua città e ti piange il cuore nel vedere come è stata ridotta. Non ti sbilanciare sulle cose da fare per restituire a Roma il posto che gli compete (probabilmente sono state già fatte). Quanto alla tua candidatura fai sapere di “non aver detto di no” (format Massimo Giletti), che si porta bene su tutto. Nel caso ti prendano sul serio e vogliano eleggerti sindaco, adotta il metodo Prostamol ( “mi sembra di aver sentito un rumore in garage”), e dileguati.

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