
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] La politica italiana era in crisi, ma per fortuna adesso c’è Vannacci. Il Generale Irrisolto ha creato un autentico bijou, dando vita a un partito che chiamerò qui – con approccio deliberatamente didascalico – “Trapassato Remoto”. Scrittore di livello stilistico rasoterra, e dunque di grande successo tra coloro che non hanno mai aperto un libro, Vannacci è una sorta di banalissimo Farinacci da discount, convinto (comicamente) di essere un Gigante e aduso a trattare a pesci in faccia i giornalisti, con toni patetici da bullo fuori corso. Vannacci dice le stesse cose che dicevano Meloni e Salvini in campagna elettorale quattro anni fa, però con ancora più foia e machismo d’accatto. Noioso e prevedibile come pochi, ricorda quei tizi assurdi che, al bar, si vantano per avere appena vinto la gara di rutti. E tu gli offri una Sambuca con la mosca per levarteli di torno. Politicamente vale un’ameba, dialetticamente vale un pinolo, ideologicamente è uno Starace sensibilmente meno caricaturale. E per tutti questi motivi, al prossimo giro, prenderà parecchi voti.
[…] Pur con tutti i suoi limiti, va però concesso al Generale Irrisolto di stare allestendo una classe dirigente di livello principesco. I meloniani sono deludenti, i renziani peggio ancora. Un disastro generalizzato. Invece in “Trapassato Remoto” il livello dei candidati è elevatissimo. La campagna acquisti del Generale Irrisolto si sta rivelando sontuosa. Un parterre de roi che pilucca dal meglio del meglio dei transfughi – figli di un Dio minore – di Fratelli di Donzelli, Lega Morta e Forza Gasparri. Quello di Vannacci è davvero un dream team autentico. Basta pensare al “Pistolero” (con rispetto parlando) Pozzolo, che dopo i fasti della celebre notte di Capodanno nel Biellese ci ha regalato pure l’incidente col Suv per “eccesso di aquaplaning”, con tanto di tasso alcolemico ampiamente fuori scala (guai però a chiamarlo “ubriaco”, altrimenti querela. Lo chiameremo allora “Alcolicamente Sbarazzino”, con un rispetto semantico che difficilmente avrebbero usato lui e Vannacci laddove l’incidentato con troppo alcol in circolo fosse stato un vile nonché abietto migrante). Strepitoso pure l’arrivo della Ravetto, nome mitologico a lungo in Forza Italia e poi nella Lega. Decenni fa la si vedeva spesso (per sua sfortuna) in tivù, poi è caduta nel dimenticatoio: sono lontani i tempi in cui, con vivo sprezzo del ridicolo, “indossava” il broncio efferato se Aldo Busi osava farle una battuta. Se non altro, il suo sbrocco tragicomico di qualche settimana fa con una giornalista di Rai News ha ricordato ai più smemorati quanto possa essere enorme la sua perdurante impalpabilità astiosa. Vannacci (sempre con rispetto parlando) sta “raccattando” di tutto e di più. Infatti ha appena accolto altri quattro Churchill da Lega e Forza Italia. Il famosissimo Attilio Pierro (?), l’irreprensibile Gianangelo Bof (??), il garbato nonché folgorato sulla via della […] Remigrazione Domenico Furgiuele e il leggendario Davide Bergamini. Uno che, il 27 gennaio 2026, ci fece sapere quanto segue: “Passo dalla Lega a Forza Italia per non farmi trascinare a destra da Vannacci”. E che poi, con coerenza adorabile, ci rivela ora: “Ho deciso di intraprendere un nuovo percorso insieme al generale Vannacci”. Daje Bergamini! E daje pure Antonio Maria Rinaldi, per gli amici “Bombolo”, l’esilarante economista euroscettico che farebbe tornare il buonumore financo a Scurati (forse). Una squadra simile non ce l’aveva neanche l’Olanda del ’74. Complimenti! Già che ci siamo, tra le sue ardite milizie non vorremmo che mancassero anche il Canaro, Jimmy il Fenomeno, Godzilla, Scaramacai, Pina Picierno, Leao, Emanuele “Frigna” Fiano, Nick Kamen, Minnie, la Pora Menca di Frassineto, Parenzo, Minetti & Cipriani, Capitan Harlock, Claudia Fusani, Marattin, Povia, l’Uomo Tigre, gli Oliver Onions e Pippo Franco. Stai riscrivendo la Storia, Farinacci-Vannacci: non fermarti proprio adesso!